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5 – Sprecare posti a roster

Premettendo che una volta preso Westbrook, i Lakers erano costretti a completare il roster con una sfilza di veterani al minimo salariale, anche in questa categoria si poteva certamente pescare meglio.

Per esempio, Otto Porter Jr sarebbe stato d’aiuto per le spaziature offensive, e ha firmato al minimo con i Warriors, e non è l’unico ad essere sfuggito dai radar dei Lakers. Il front office ha messo a segno ottimi colpi per rapporto qualità-prezzo, in primis Malik Monk e Kendrick Nunn, ma ha poi completato il roster con giocatori ormai non utili alla causa, oltre a essere anch’essi incompatibili con le caratteristiche di LeBron e/o Davis.

Tra questi troviamo DeAndre Jordan, Kent Bazemore e Rajon Rondo (già ceduto ai Cavaliers via trade). Come i numeri confermano:


GiocatoreOn/Off
DeAndre Jordan-10.5
Kent Bazemore-10.7
Rajon Rondo-17.0

L’unica firma comprensibile tra queste è probabilmente Bazemore, per via del 40% dal perimetro mantenuto nel corso della scorsa stagione a Golden State. Non è la prima volta che il contesto del sistema di Steve Kerr, che tende a risaltare seconde linee come Bazemore, si trasforma in una trappola per le altre squadre. E così è successo con il 32enne, ad oggi fuori dalle rotazioni di Frank Vogel dopo aver fatto registrare il 32% dal campo e il 33% da tre punti, oltre alla solita tendenza a commettere molti falli.

Le firme di DeAndre Jordan e Rajon Rondo, invece, sono decisamente poco giustificabili. Entrambi finiti fuori dalle rotazioni delle rispettive squadre durante gli scorsi Playoffs, DJ e Rondo erano ormai chiaramente molto vicini a sembrare degli ex-giocatori. E in un contesto come quello dei Lakers, dove l’esperienza certo non manca, firmarli ha significato sprecare spot del roster.

Sempre a proposito di firme al minimo, il giudizio è rimandato anche per quanto riguarda Dwight Howard, Avery Bradley, Wayne Ellington e Trevor Ariza, che al momento non stanno certo brillando.

Con loro il conto di firme discutibili salirebbe a sette, pesantissimo in una squadra che per forza di cose si doveva affidare a questo tipo di contratti. E che tra l’altro avrebbe, o vorrebbe avere, ambizioni da titolo.