Ovvero, le 5 mosse con cui i Los Angeles Lakers si sono auto-condannati a difficoltà che oggi sembrano molto difficili da superare.

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Sembra passata un’era geologica, invece nemmeno un anno e mezzo fa, precisamente il 12 ottobre 2020, i Los Angeles Lakers festeggiavano il 17esimo titolo della loro storia. Anello arrivato nella bolla di Orlando senza particolari sofferenze, eliminando tutti gli avversari in meno di sette partite, dimostrando una superiorità netta.

Un anno e mezzo dopo, con LeBron James ed Anthony Davis ancora a roster, i giallo-viola hanno un record intorno al 50% di vittorie al giro di boa della Regular Season, galleggiando tra gli ultimi posti della zona Playoffs della Western Conference. Com’è stato possibile dilapidare il vantaggio tecnico così grande in un tempo relativamente così limitato?

Proviamo a identificare i cinque principali errori commessi da Rob Pelinka e dal front office dei Lakers nel corso dell’ultimo anno.


1 – Non portare a termine la trade per Kyle Lowry

A pochi giorni dalla trade deadline 2021, Kyle Lowry sembrava ormai avere le valigie pronte per lasciare Toronto nel corso della stagione; una delle squadre più interessate al veterano erano proprio i Lakers, alla ricerca dell’ultimo tassello per una nuova corsa al titolo in back-to-back.

Per caratteristiche, Lowry è potenzialmente perfetto per ogni squadra con ambizioni di titolo: esperienza da vendere, intelligenza cestistica, difesa, tiro affidabile e playmaking. E’ il classico giocatore che può solo aiutare a vincere, ed era risultato evidente già nel 2019, nel titolo conquistato al fianco di Kawhi Leonard.

I rumors dicono che l’accordo avrebbe portato Dennis Schroder, Kentavious Caldwell-Pope e Talen Horton-Tucker in Canada, in cambio della point guard 35enne. Invece i Lakers non conclusero l’affare per la volontà di non privarsi di THT, considerato giovane di grande prospettiva.

Il prodotto di Iowa State aveva sicuramente mostrato buone cose, ma era già chiaro a molti che non fosse un talento generazionale; e considerando la timeline del resto del roster, cogliere l’opportunità-Lowry era praticamente d’obbligo.