Lo è per i Los Angeles Lakers, a causa del tempismo in ottica Playoffs e dopo lo stellare mese di marzo, e lo è per Luka Doncic stesso, in termini di salute e risultati individuali.

Luka Doncic perderà la fine della regular season a causa di uno stiramento di secondo grado al cosiddetto “hamstring”, termine che indica il fascio di muscoli posteriori della coscia, quelli comunemente noti come flessori o ischiocrurali. A riportarlo è Jovan Buha. Lo sloveno ha sofferto già a inizio stagione un infortunio nella stessa area, prima di quello nell’ultima gara dei Los Angeles Lakers contro gli Oklahoma City Thunder, abbandonata da Doncic nel terzo quarto.
Un infortunio di questo genere richiede un recupero che varia dalle 3 alle 6 settimane, un bel problema considerando che i Playoffs inizieranno tra due, il 18 aprile. Ma non l’unico, tanto che si può fare una lista in tre punti delle conseguenze disastrose di questo incidente.
1. il tempismo in ottica Playoffs
28, 27, 27, 44, 35, 31, 51, 30, 36, 40, 60, 33, 32, 43, 41, 42. Non stiamo dando i numeri, sono i punti segnati da Luka Doncic in ogni singola gara che ha giocato nel mese di marzo. Non è sceso sotto i 30 punti per tredici partite di fila, con un filotto di tre gare sopra i 40 punti, accumulando nel frattempo anche un “cinquantello” e un “sessantello” – tra l’altro con un back-to-back da 100 punti tondi.
Nessuno nella storia NBA ha totalizzato più punti di Doncic in media nel mese di marzo, avendo superato ormai i 29.8 di media di Michael Jordan con i suoi 30.4 (and counting). I 600 punti totali di Luka a marzo 2026 hanno anche cancellato il record di franchigia di Kobe Bryant che durava dal 2006 per il mese, pur saltando una partita per sospensione.
Infine, ha toccato 15.000 punti in NBA a 27 anni, il terzo più giovane di sempre a riuscirci, dietro solo a LeBron James e Kevin Durant. A quota 33.5 punti di media, parliamo del capocannoniere NBA, nella sua miglior stagione realizzativa dopo i 33.9 del 2024, le due medie più alte registrate in una regular season dai 36.1 del 2018/19 e i 34.3 del 2019/20 di James Harden.
Ma, cosa più importante, i Lakers avevano vinto 15 delle 17 partite giocate a marzo, monopolizzando il terzo posto nella Western Conference, con il vantaggio in uno spareggio contro tutte le inseguitrici. Proprio a causa di questo entusiasmo crescente per un finale di stagione di altissimo livello, la notizia arriva come una doccia fredda, specialmente considerando che lo sloveno dovrebbe trovarsi costretto a saltare tutto il primo turno, da disputare probabilmente contro un avversario temibile come i Minnesota Timberwolves, che già lo scorso anno sono passati sui Lakers in appena cinque partite. O comunque contro Nuggets o Rockets, tutt’altro che una passeggiata.
2. l’infortunio è serio
Prendiamo le opinioni di alcuni esperti su X, partendo dal Dr. Jesse Morse, tra le celebrità per queste disamine degli infortuni di atleti. Questo è il quinto infortunio di Doncic nella zona dell’hamstring, perciò si tratta di un’area molto delicata per lo sloveno, rendendo il rischio di eventuali ricadute più elevato. Secondo Morse, un recupero parziale può avvenire in due settimane. Ma i Lakers, per i Playoffs, non vorranno un recupero parziale, e questo allunga i tempi nell’ottica di ottenere un giocatore capace di stare in campo 30 o 40 minuti a partita offrendo un contributo di alto livello. Morse parla di 4 settimane, quindi un mese, come minimo, nei casi standard. La realtà sta un po’ in mezzo.
Secondo Morse, i gialloviola procederanno con infiltrazioni di Plasma Ricco di Piastrine (PRP) in modo da accelerare la guarigione dell’area danneggiata, e incroceranno le dita durante la terapia di rinforzo. In questo caso, tre settimane potrebbero rappresentare una stima realistica, ma serve un po’ di fortuna. Come fa notare un altro esperto, Jeff Stotts, in media si saltano 35 giorni per questo genere di infortuni, l’equivalente di 14.7 gare di regular season.
Infine, come fa notare il Dr. Nirav Pandya, non si può creare un paragone 1:1 con altri atleti perché questo genere di lesioni è sottoposto a una grossa diversità tra un caso e l’altro in base alla localizzazione, che sia più vicino al bacino o localizzato più in basso. Ulteriori dettagli, che solo chi ha letto la risonanza magnetica può conoscere, aiutano inoltre a comprendere le vere tempistiche in base al livello di infiammazioni e al quantitativo di tessuto lesionato.
3. niente MVP o altri premi
L’ultima questione, la meno significativa in termini assoluti ma comunque importante per Doncic e il suo agente Bill Duffy, è quella dei premi stagionali. La NBA richiede un minimo di 65 presenze per l’eleggibilità a premi come MVP e ingresso nei quintetti All-NBA ai quali lo sloveno è candidato. A causa dell’infortunio, non possiede i requisiti minimi per ottenerli.
Considerando che da questi premi passa il valore del giocatore e delle estensioni, è ovvio perché l’agente si stia sforzando di trovare un cavillo per rendere il proprio cliente eleggibile. Nel caso di Duffy, la richiesta è quella di “Extraordinary Circumstances Challenge”, giustificare cioè una o più assenze del giocatore a causa di un evento straordinario qualora dovessero pregiudicarne il raggiungimento dei requisiti minimi per l’accesso ai premi stagionali. Nel caso di Doncic, si tratterebbe delle due partite perse tra il 4 e il 6 dicembre per la nascita della propria figlia in Slovenia. Queste le parole dell’agente:
In questa stagione, Luka Dončić ha offerto prestazioni di livello storico, guidando la classifica dei marcatori della Lega, portando i Lakers al terzo posto nella Western Conference e inserendosi nella rosa dei candidati a una delle gare per il titolo di MVP più serrate che si ricordino. Per garantire che gli incredibili risultati ottenuti da Luka in questa stagione siano giustamente onorati e che lui possa essere preso in considerazione per i premi di fine stagione, intendiamo richiedere una deroga alla regola delle 65 partite per “circostanze straordinarie“.
Luka ha saltato due partite in questa stagione per la nascita di sua figlia in Slovenia. Sua figlia è nata il 4 dicembre in un altro Continente, eppure lui era già tornato negli Stati Uniti a giocare con la sua squadra il 6 dicembre. Luka ha fatto di tutto per essere presente per la sua squadra e per questa Lega in questa stagione. La sua stagione da record merita di essere annotata nei libri di storia, nonostante lo sfortunato infortunio di ieri sera e altre circostanze straordinarie. Non vediamo l’ora di lavorare con la NBAPA e l’ufficio della lega per garantire un esito equo in questa vicenda.
La NBA, molto probabilmente, approverà questo reclamo, trattandosi di un tema molto caldo. Già Cade Cunningham e Anthony Edwards non saranno eletti All-NBA a causa di questa regola, avendo entrambi sofferto infortuni a lungo termine sul finale di stagione. Doncic sarebbe l’ennesimo nome “rumoroso”, e l’esistenza di queste possibilità straordinarie dovrebbe rendere piuttosto semplice giustificarne l’inclusione nei quintetti All-NBA. Una magra consolazione, sebbene a Doncic e ai Lakers interessi molto di più dei Playoffs.
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