Dopo LaMelo Ball e Anthony Edwards, ai Timberwolves manca solo Wiseman per completare la top-3 del Draft 2020. Scherzi a parte, commentiamo lo scambio

LaMelo Ball è un nuovo giocatore dei Timberwolves in NBA
FOTO: The Athletic

Manca solo James Wiseman, e poi i Timberwolves avranno messo insieme tutte e tre le prime scelte del Draft 2020 dopo aver completato questa trade per affiancare LaMelo Ball a Anthony Edwards! Scherzi a parte, questo è quello che possiamo provare a spiegare dello scambio, dividendo la struttura in due parti. La prima, quella tra Minnesota e Charlotte:

  • Timberwolves cedono: Naz Reid ($23.3M), first-round pick 2033, tre first-round pick swap (2028, 2029, 2030) e tre second-round pick (2029, 2032, 2033).
  • Hornets cedono: LaMelo Ball ($40.8M), Josh Green ($14.7M)

Si nota già così che i conti non tornano, giusto? Ricordiamo però che i Timberwolves hanno mandato Julius Randle ai Nets in uno scambio a tre con i Chicago Bulls per aprire spazio salariale. Per pareggiare gli stipendi, diventerà uno scambio a quattro dove rientreranno anche gli Hornets. Come al solito, queste mosse si completeranno solo a partire dal 6 luglio prossimo, quando avrà ufficialmente inizio il mercato (e il nuovo anno fiscale NBA), perciò si possono verificare modifiche su modifiche. La trade dovrebbe apparire così:

  • Nets ricevono: Julius Randle ($33.3M), Joshua Jefferson (scelta 28 Draft 2026 dai Timberwolves)
  • Bulls ricevono: Nic Claxton ($23.3M)
  • Timberwolves ricevono: LaMelo Ball ($40.8M), Josh Green ($14.7M), Mo Gueye, Isaiah Evans (scelta 33 Draft 2026 dai Nets)
  • Hornets ricevono: Naz Reid ($23.3M), first-round pick 2033, tre first-round pick swap (2028, 2029, 2030) e tre second-round pick (2029, 2032, 2033)

Come si può notare, Minnesota lascia andare poco più di 55 milioni di dollari, sommando gli stipendi di Reid e Randle, e ne assorbe esattamente la stessa quantità, sommando gli stipendi di Ball e Green. Dopo lo scambio “a zero” di Randle, avevano aperto moltissimo spazio, creato una trade exception da oltre $33 milioni e aperto tutte le eccezioni salariali per firme in free agency. Ora, per i Timberwolves cambia tutto a livello salariale.

Con questa manovra,restano oltre la soglia della luxury tax – la penale prevista per i roster più costosi – e si muoveranno temporaneamente sopra il primo apron, la prima linea rigida oltre il limite della tassa. Questo significa che saranno molto più limitati in ogni manovra, non genereranno i 33 milioni di dollari di TPE e non avranno accesso a nessuna delle precedenti eccezioni salariali per la free agency – resta la taxpayer MLE. Inoltre, dopo lo scambio, Minnesota sarà hard-capped al secondo apron, altra soglia salariale rigida: non potrà cioè in alcun modo superare quel limite per completare il roster.

Quanto spazio anno? Circa $10/15 milioni, in base anche ad altri eventuali movimenti secondari, per riempire almeno 4 slot a roster. Per chi se lo chiedesse, pochissimo. Inoltre, stando così le cose, pagherebbero la luxury tax per il terzo anno di fila, una situazione che con il nuovo CBA penalizza ancora di più la squadra a livello salariale. In parole povere? Avranno pochissimo margine di manovra e saranno ancora tra i roster più costosi della Lega.

Come può cambiare? Ai margini si può rinunciare anche solo a una delle team option sui contratti del neo-arrivato Mo Gueye e di Julian Phillips – che comunque andrebbero rimpiazzati anche solo al minimo per completare il roster. Lo stesso Josh Green, appena arrivato, potrebbe essere girato altrove espandendo la trade. Insomma, a Minneapolis l’offseason non è certamente terminata.

Quanto agli Hornets, dopo una fine dell’anno di altissimo livello, hanno deciso di stravolgere il quintetto titolare che tanto aveva avuto successo per allungare ancora di più i tempi competitivi. Da un lato, hanno ottenuto asset, un giocatore versatile come Reid e una traded player exception di oltre $40 milioni.

Dall’altro, il tempismo è un po’ strano, specialmente dopo quei mesi – a partire da gennaio – tanto convincenti. E il ricambio più scarno di quello che sembri: lo swap del 2029 era già condiviso tra Utah, Cleveland e Minnesota, perciò agli Hornets toccherà solo in precise circostanze e non sarà la più favorevole a causa dei Jazz; lo swap del 2030, a propria volta, permette di avere la scelta meno favorevole tra quella di Minnesota e San Antonio. Solo la 2028 e la 2033 hanno potenziale valore. In ogni caso, ora hanno $75 milioni di spazio con cui operare e una buona base dalla quale partire.