Hanno fatto bene? Boh, però senza alcun dubbio i Timberwolves di LaMelo Ball e Anthony Edwards in qualche modo faranno divertire.

Spesso sui social si parla – chi scherzando, chi meno – di uno script NBA. Ecco, se esistesse, questa scelta dei Minnesota Timberwolves di puntare su LaMelo Ball sarebbe una purissima improvvisazione attoriale. Comica, per giunta. Intanto, al Draft 2020, durante il quale Minnesota decise di optare per Anthony Edwards con la prima scelta assoluta, Ball era stato intervistato dal front office con un potenziale interesse per la pick. A far desistere gli executive dei T-Wolves al tempo, tra le altre mille valutazioni di campo, anche una risposta di LaMelo alla domanda ‘A cosa aspiri dopo la tua carriera da cestista?’: Ball se ne uscì con uno schietto ‘voglio diventare Presidente degli Stati Uniti’. Fu scelto con la terza pick dagli Hornets.
Adesso, Mr. President è arrivato comunque a Minneapolis. I Timberwolves hanno scelto comunque una via contorta, una sorta di rivisitazione del classico meme ‘never let’em know your next move’, oppure un percorso che sembra uscito da un’opera di David Lynch, usando un riferimento leggermente più datato. Se lo scambio di Julius Randle sembrava dover aprire millemila milioni di spazio per circondare Anthony Edwards di una pletora di role player e non pagare più la luxury tax, adesso si è rivelata per quello che è, e cioè la prima tessera del domino.
Come abbiamo spiegato nel dettaglio QUI, LaMelo Ball verrà assorbito nella trade Randle, che diventerà a quattro squadre. Questa si potrà ampliare ancora di più perché verrà completata solo dopo il 6 luglio, data di inizio del nuovo anno fiscale NBA e del mercato estivo. I T-Wolves sono passati da creare una trade exception da $33.3 milioni, contare sulla non-taxpayer MLE / varie eccezioni salariali e operare sotto la luxury tax line a non avere più alcuna eccezione se non quella più piccola per chi paga la penale, a pagare appunto la penale per il terzo anno consecutivo e a lottare per completare il roster rimanendo sotto il secondo apron, la linea più rigida per le squadre più spendaccione.
In parole povere, sono sostanzialmente tornati al punto di partenza, ma con LaMelo Ball a roster al posto di Randle, un’estensione di Ayo Dosunmu in più e qualche Draft pick in meno – pesano non tanto le swap date agli Hornets, ma tornando ancora più indietro quelle buttate per Rob Dillingham, uno dei tanti errori ai quali il front office ha dovuto rimediare che abbiamo spiegato nel dettaglio QUI. Dopo questo totale cambio di rotta a livello salariale nel giro di 48 ore, bisogna parlare di quello identitario.
Prima di parlare di come si approcceranno al campo, c’è da dire che a non cambiare sarà l’attitudine. Minnesota punta già su uomini che incarnano, se non il villain, l’anti-eroe. Abbiamo già visto ai passati Playoffs come il personaggio di Jaden McDaniels sia finalmente arrivato anche al grande pubblico, sfottendo senza alcuna pietà i Denver Nuggets, poi eliminati. Una squadra ostica, che non ha paura di “picchiare” dal punto di vista cestistico del termine, che si concede licenze e gioca spesso in freestyle ma ben organizzata in campo grazie al coaching staff. Una squadra sfrontata, insomma, e testarda nel portare avanti le proprie convinzioni – come quella di attaccare il ferro alla cieca contro Wembanyama, costata cara.
LaMelo Ball è un po’ diverso, ma ha la sfrontatezza necessaria a diventare un iniettore per la parte più “dionisiaca” di questa squadra. Su questo non aggiungiamo poi molto: Ball non ha mai fatto i Playoffs, mai si è trovato in un ambiente competitivo come questo, perciò resta un po’ tutto da scoprire.
Intanto i meme, con buona pace di quello supremo ormai da salutare di NAZ REID, si stanno sprecando per aver affiancato una personalità forte e “frizzante” come quella di Ball a un’altra assolutamente sulla stessa lunghezza d’onda come quella di Anthony Edwards. Edit su Instagram e TikTok, battute sul duo da parte di X hanno fatto la giornata di molti utenti (incluso il sottoscritto) spesso andando addirittura a ripescare le vicende personali dei due in chiave ironica – il child support per Anthony Edwards, gli incidenti d’auto per LaMelo Ball, entrambi oggetti di gossip sui quali non scenderemo nel dettaglio.
C’è chi ha proposto di chiamare la coppia Car Melo Anthony, appoggiandosi alla “passione estrema” di Ball per le automobili, e chi ha fatto una preghiera per il team di pubbliche relazioni dei Timberwolves, vista la tendenza dei due a non tenere troppo a freno la lingua durante le interviste e le partite. Allargando allo storico di Rudy Gobert, sono nati dei capolavori:
Tutto bellissimo per l’Internet, così come per chi guarda da fuori, però poi ci sarebbe il campo. Non è passato molto da quando, aggiungendo Rudy Gobert a Naz Reid e Karl-Anthony Towns, Minnesota si muoveva in direzione di un roster con una taglia elevatissima, pur mantenendo la propria versatilità. Con Randle al posto di KAT, questa identità non è cambiata. Adesso che anche lui è stato ceduto, e per arrivare a LaMelo Ball persino Reid, i Timberwolves sono ora corti sotto le plance e molto più slim. Dietro a Gobert, due giovani progettoni da sviluppare come Joan Beringer e Rocco Zikarsky, poi il nulla (anche tra le ali). Tra guardie ed esterni, invece, una rotazione profondissima.
I Timberwolves, aggiungendo LaMelo Ball, l’hanno buttata cestisticamente in caciara. Quel delirio controllato adesso diventerà forsennato, un po’ come è stato per gli Hornets di fine stagione. Charlotte ha quasi fatto i Playoffs pur partendo con un record da bassifondi della Lega nelle prime 20 partite, trasformando una squadra giovane e acerba in una senza alcun tipo di paura di proporre la propria pallacanestro a ritmi alti e piena di triple, fino a diventare il quarto migliore attacco degli ultimi 22 anni con LaMelo Ball al timone. Il quintetto titolare degli Hornets è stato per ampi tratti il migliore della Lega, coronando quattro tiratori / attaccanti super aggressivi con un rimbalzista e mostro da pitturato come Moussa Diabaté.
Considerando Rudy Gobert come ancora difensiva / interna, e circondandolo di Edwards, Dosunmu, LaMelo e McDaniels, questo sistema non si prospetta molto diverso. L’aggiunta di Ball, recuperando le parole di una fonte interna ai Timberwolves riportate dall’insider di Minneapolis per The Athletic, Jon Krawczynski, è stata fatta per “migliorare tutti, quello che mancava a questa squadra”, regalando un playmaker e un grande portatore di palla a una squadra che peccava di creazione palla in mano – quello che è mancato contro i Thunder l’anno prima, contro gli Spurs ai passati Playoffs.
Rudy Gobert non ha mai avuto accanto un playmaker di questo livello, capace di unire al passing un’enorme pressione perimetrale sulla difesa. Il francese non è più nel massimo splendore, quando riusciva a chiudere con ottime percentuali nel pitturato, ma forse con LaMelo Ball in campo assieme a Anthony Edwards e con il dinamismo di McDaniels in ala, riuscirà a non risultare più totalmente negativo offensivamente.
Per rendere l’idea, citiamo alcuni dati raccolti dall’analyst Jackson Frank: Edwards ha registrato una media di 2.3 rim assist (assist al ferro) ogni 100 possessi nella stagione 2024/25, massimo personale in carriera; Ball ha registrato una media di 4.8 rim assist ogni 100 possessi nella scorsa stagione, il suo minimo in carriera, e ha raggiunto un picco di 5.9 ogni 100. Due universi totalmente differenti, poiché LaMelo è un playmaker di alto livello, mentre il passing di Edwards deriva più dalle attenzioni riservate dalla difesa al suo scoring.
Il che porta alla questione del volume: Minnesota adesso scaglierà triple da ogni posizione. Ball ed Edwards sono l’unico duo nel massimo percentile in ogni categoria di tiro da fuori, cioè raggio di tiro, volume di tiro e creazione di tiro da tre punti. Con LaMelo a roster, Ant Man sarà molto più libero di attaccare dinamicamente, un tratto che ha perfezionato già in questi ultimi anni seppur a basso volume, senza però rimuovere la pericolosità di entrambi nel palleggio, arresto e tiro, che da qui in poi chiameremo pull-up per semplicità.
La scorsa stagione, Edwards si è classificato terzo in NBA per numero di tiri da tre punti in pull-up a partita, prendendosene 6.0 di media con una percentuale del 35.3%. Ball si è classificato quinto con 5.6 a partita, realizzando il 36.9% di questi tiri. In termini di triple totali, sono rispettivamente undicesimo e terzo per volume. Su 15 giocatori con oltre 8.0 triple tentate a partita, Edwards ha chiuso al secondo posto per percentuale (39.9%), LaMelo Ball al settimo (36.8%).
Quello che cerchiamo di spiegare è che entrambe sono minacce incontrollabili per tutto ciò che riguarda il tiro da tre punti, in ogni forma, il che porta a scelte complesse per la difesa. Chiudendo il pull-up a Ball, si apre spazio per i movimenti senza palla di Edwards, o viceversa – e LaMelo non è un brutto tiratore sugli scarichi, mentre Ant Man è tra i migliori della Lega in catch&shoot.
I difetti, poi, sono comunque altrettanto evidenti. I Timberwolves devono aggiustare il roster sulle ali e sotto le plance, per forza di cose, per poter contare su una rotazione valida che superi fisicamente regular season e Playoffs. Kyle Anderson tornerà a roster al minimo senza dubbio, ma servirebbe un altro giocatore valido di rotazione, come minimo – magari girando a terzi il neo-arrivato Josh Green.
Poi, ovviamente, c’è la questione del carico. Ball ed Edwards concettualmente sono complementari, ma entrambi sin qui hanno sempre goduto di un altissimo volume, dal quale spesse volte dipende anche il concetto di ritmo per questo genere di giocatori. Entrambi avranno un carico elevatissimo, soprattutto palla in mano, ma bisognerà vedere come reagiranno a eventuali diminuzioni dei possessi e come si spartiranno questi ultimi. A Minnesota un creatore primario e playmaker così serviva, ma è quello che negli anni scorsi veniva chiesto ad Ant Man, pertanto serve evitare una ridondanza.
La vera paura consiste nella condizione fisica di LaMelo Ball, che prima della passata stagione da 72 partite ne aveva giocate 47, 22 e 36, scendendo a ritroso a quelle precedenti, e nella sua scarsa capacità nel chiudere al ferro, nonostante il buon tocco nei pressi della zona del floater. Con Ball, le difese patiscono enorme pressione perimetrale, ma servirà che Dosunmu, McDaniels, Shannon e chi per loro continuino a tagliare e attaccare il ferro sfruttando questi nuovi spazi per far funzionare la macchina.
Per il resto, perfino la scelta al Draft, un tiratore sopraffino come Isaiah Evans, dimostra la volontà dei Timberwolves di seguire questo nuovo percorso dal volume balistico elevatissimo, ma per vincere poi servirà anche altro. Senza dubbio, con LaMelo Ball si è aggiunto un playmaker capace di far fruttare tutti questi letali tiratori e slasher di livello a roster, e soprattutto capace di aggiungere quel tocco di follia e imprevedibilità che già di per sé a Minnesota non mancava.
I Timberwolves non hanno aggiunto benzina sul fuoco, semplicemente fuoco su altro fuoco, rimuovendo ogni freno inibitorio a un nucleo già di per sé molto audace, ma contenuto nel campo della lucida follia. Adesso, l’hanno buttata definitivamente in caciara. Non sappiamo se li porterà a fare meglio o peggio, sappiamo solo che faranno divertire.
LaMelo Ball Playmaking pic.twitter.com/jSdmvIKMKF
— ˗ˏˋ 1 ˎˊ˗ (@StepbackAe) June 25, 2026