Lakers, Nuggets o Rockets?

Anthony Edwards e i Timberwolves contro i Lakers ai Playoffs.
FOTO: NBA

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jace Frederick e pubblicata su Twin Cities Pioneer Press, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Il numero magico di Minnesota per assicurarsi un posto tra le prime sei teste di serie nei playoffs della Western Conference e, di conseguenza, evitare il torneo di play-in, è sceso a sole tre partite a una settimana e mezzo dalla fine della regular season, dopo la sconfitta di Phoenix contro Orlando. I Timberwolves raggiungeranno i Playoffs per la quinta stagione consecutiva. Ora è tutta una questione di posizionamento. I posti dal 3 al 6 sono tecnicamente ancora tutti in gioco per Minnesota, anche se a questo punto i Los Angeles Lakers dovrebbero crollare perché i Wolves possano aggiudicarsi il terzo posto.

Quindi Minnesota sarà, con ogni probabilità, in una posizione tra la quarta e la sesta quando i Playoffs inizieranno tra due settimane e mezzo. Ma forse più importante del piazzamento è l’avversario. L’elenco dei potenziali rivali dei Timberwolves al primo turno si è ridotto di fatto a tre possibilità: Denver Nuggets, Houston Rockets o proprio i Lakers. Quale è da preferire? Analizziamo le opzioni, partendo dal miglior risultato possibile per i Wolves, la “squadra da battere” considerando la consecutive apparizioni alle Conference Finals.

Rockets contro Timberwolves

Dal punto di vista statistico, ci sono molti punti in comune tra Minnesota e Houston, che hanno chiuso in parità i due scontri diretti della stagione regolare — in nessuno dei quali era presente Anthony Edwards. Le statistiche indicano che si tratta di due squadre solide in attacco che puntano sulla difesa, e questa è probabilmente la versione migliore di entrambe. I Rockets hanno Kevin Durant, una minaccia temibile per qualsiasi difesa avversaria, anche se Minnesota ne ha limitato l’impatto in una serie Playoffs contro Phoenix appena due stagioni fa.

Con Durant e Alperen Sengun come principali armi offensive della squadra, Houston non ha nessuno in grado di sfondare la difesa con il gioco in movimento. L’attacco dei Rockets tende a trasformarsi in isolamento per lunghi tratti della partita, in particolare nei momenti decisivi. Questo gioca direttamente a favore di Minnesota, il cui punto di forza è proprio la capacità di difendere nelle situazioni di isolamento.

I Rockets non hanno mai potuto contare su una rosa al completo per tutta la stagione, dovendo fare a meno di Fred VanVleet dall’inizio e del centro Steven Adams da metà gennaio. Houston gioca sempre con grande intensità fisica e non sarebbe un avversario facile per nessuna squadra, ma l’attuale roster dei Rockets non presenta elementi di particolare pericolo su cui basare una strategia di gioco. I Wolves avrebbero qui un netto vantaggio in termini di talento.

Lakers contro Timberwolves

L’eliminazione dei Lakers da parte di Minnesota in cinque partite nel primo turno dello scorso anno è probabilmente ancora fresca nella memoria di tutti. Ma questa sembra una versione migliore di Los Angeles in termini di struttura e forma. Nei playoffs della scorsa primavera, i Lakers erano ancora a soli due mesi dal grande sconvolgimento causato dall’acquisizione di Luka Doncic da Dallas, in una trade che ha cambiato il volto della NBA.

Da allora Doncic si è ben ambientato al fianco di Austin Reaves come principale creatore di gioco della squadra, con LeBron James che eccelle in un ruolo di supporto. DeAndre Ayton ha certamente i suoi difetti, ma ha comunque fornito ai Lakers la stazza necessaria insieme a Jaxson Hayes nel ruolo di centro. Luke Kennard ha migliorato lo spazio offensivo della squadra, mentre Marcus Smart ha aggiunto grinta e difesa perimetrale.

Ma la differenza più grande è Doncic. Ha iniziato questa stagione con un fisico più snello e sembra semplicemente una versione più in forma di se stesso. A marzo, la superstar slovena ha registrato una media di 37.5 punti, otto rimbalzi, 7.4 assist e 2.3 palle rubate, guidando i Lakers a un record di 14-2.

Detto questo, Minnesota potrebbe comunque vincere la serie grazie agli stessi vantaggi in termini di stazza, velocità e forza che si sono rivelati così determinanti nella sfida dello scorso anno. Ma Doncic è in grado di smantellare la difesa dei Wolves, come dimostrato nelle due schiaccianti vittorie dei Lakers a Los Angeles in questa stagione, e negli anni precedenti.

Nuggets contro Timberwolves

È difficile considerare i Nuggets una vera minaccia per la conquista della Western Conference in questa stagione, nonostante la presenza di un Nikola Jokic sempre dominante. Denver, infatti, ha dovuto fare i conti con problemi di infortuni per tutta la stagione e il pilastro della squadra, Aaron Gordon, non sembra in grado di reggere fisicamente due mesi di playoffs ad alta intensità.

Ma chiunque affronti Denver al primo turno dovrà probabilmente subire il colpo più forte dei Nuggets, un pugno che ha maggiore potenza di qualsiasi altro che l’élite della Lega possa sferrare, come un po’ preannunciato QUI.

Dal punto di vista difensivo, Minnesota – pur accumulando ottimi risultati negli anni passati – non ha mai trovato una vera soluzione contro Jokic. Chi ci è riuscito, d’altronde? Ma Denver, in più, questa volta al completo ha la profondità necessaria per tenere il passo con Minnesota nel corso di una serie, cosa che non era avvenuta nemmeno due stagioni fa, quando i Wolves avevano avuto la meglio sui Nuggets in un classico scontro al meglio delle sette partite.

Anche se Jaden McDaniels riuscisse a rallentare Jamal Murray palla in mano, i Nuggets — che a marzo hanno tirato con il 40,4% dalla distanza dei tre punti — hanno più opzioni offensive che mai per capitalizzare la forza di gravità di Jokic. Una serie contro i Nuggets richiederebbe quattro o cinque partite eccellenti da parte di Julius Randle affinché Minnesota produca abbastanza gioco in attacco da sfruttare il punto debole di Denver in difesa e strappare una vittoria nella serie. Data la natura altalenante del gioco di Randle negli ultimi quattro mesi e più, potrebbe voler dire chiedere troppo.


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