Kawhi Leonard tornerà ai Toronto Raptors: questo è tutto quello che sappiamo sponda Clippers, Raptors e anche Thunder, vincitori “di traverso”.

Kawhi Leonard torna ai Raptors nel mercato NBA
FOTO: CBC

Siamo in piena estate, ma Winter is coming (again). Kawhi Leonard tornerà ai Toronto Raptors con una trade dai Los Angeles Clippers che aiuterà tutte le parti in causa – tra le quali di traverso rientrano anche i Thunder. Intanto, ecco lo scambio completo:

  • Raptors ricevono: Kawhi Leonard ($50.3M, in scadenza),
  • Clippers ricevono: Brandon Ingram ($40M 2026/27, $41.9M opzione 2027/28), Gradey Dick ($7.1M 2026/27, poi restricted free agent), first-round pick 2031 e 2033, first-round pick swap 2027, due second round pick (2030 e 2033)

Questo scambio – non a caso già ampiamente annunciato – aiuta tutte le parti in causa. Come è possibile?

Toronto Raptors

Lo scambio sarà completato il 6 luglio e resta da definire qualche dettaglio. Per esempio, se Kawhi Leonard rinuncerà ai $7.5 milioni di trade bonus: in questo caso, i Raptors avrebbero circa $7 milioni per completare il roster sotto il primo apron – questa soglia salariale non può essere superata (hard cap) da Toronto perché lo stipendio in entrata di Leonard è superiore a quello in uscita.

La buona notizia è che il nucleo è moderno, ricco di ali e giovane, con contratti eventualmente da cedere per liberare maggiore spazio. Il primo da osservare è quello di Jakob Poeltl, che percepirà $19.5 milioni nella prossima stagione prima che parta un triennale da oltre $84 milioni complessivi fino al 2030. Anziché completare il roster con solo minimi salariali, una sue cessione potrebbe infoltire un gruppo che manca di guardie al momento.

Se non sarà Poeltl, occhio invece all’eventuale separazione da RJ Barrett, titolare di uno stipendio da $29.6 milioni in un contratto in scadenza. Barrett è canadese, un fan favorite, e ha 26 anni, ma a quelle cifre si può trovare qualcosa di meglio, soprattutto in ottica Playoffs – e c’è da considerare che andrà esteso. Per ora sono solo speculazioni, si è preferito includere Ingram anziché lui nello scambio, ma tutto è possibile per una squadra che mira a diventare contender in breve tempo.

Leonard arriva infatti con garanzie di rinnovo per ambo le parti, ambendo a un biennale al massimo del 30/35% del salary cap con ogni probabilità che gli consentirebbe di monetizzare nell’ultima fase della propria carriera. Quanto ai Raptors, sono incentivati? Questo lo dirà il futuro, ma sulla carta un Kawhi sano è un giocatore impattante come pochi.

Anche solo in numeri, nella passata stagione i Clippers hanno vinto di +14.4 punti per 100 possessi i minuti con lui in campo anziché fuori, quarto giocatore più impattante della Lega dietro solo a Nikola Jokic, Victor Wembanyama e Giannis Antetokounmpo – quest’ultimo con molte meno partite e minuti, però. A Toronto fa comodo uno scorer di isolamento di questo tipo, capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro quando l’attacco si ferma, come successo troppo spesso al primo turno perso in sette gare contro i Cleveland Cavaliers poi finalisti di Conference.

Leonard potrà contare su uno Scottie Barnes sempre più in crescita, principe delle due metà campo e creator secondario di buon livello, assieme a Immanuel Quickley, Shead, Walter e Barrett, oltre a un giovanissimo talento sempre tra le ali come Collin Murray-Boyles. I Raptors in parole povere circonderanno Leonard di difensori positivi e dotati di taglia, seppur meno finalizzatori dall’altra parte, dove avrà lui il compito di guidarli, privo di ogni fardello difensivo sulle spalle.

Los Angeles Clippers

Dopo un’altra stagione travagliata, partita malissimo per poi cercare di salvare il salvabile fino alla cessione di James Harden e all’eliminazione al Play-In, i Clippers hanno optato per un retooling mettendo definitivamente all’era partita con le firme di Paul George e Kawhi Leonard. Come finisce?

Aprendo oltre $25 milioni di spazio salariale e ottenendo un bel bottino tra la contropartita per Kawhi Leonard (in scadenza) ora e quella per Harden / Ivica Zubac prima, alla trade deadline. Un totale di sette first-round pick, incluso Keaton Wagler, la quinta al Draft 2026, e quattro second-round pick, per un totale di nove scelte al primo giro nei prossimi sette Draft. Niente male, considerando sia l’età di Harden e Leonard, sia i loro contratti in scadenza:

La cessione di Kawhi Leonard in sé è stata ottima, considerando che si trattasse di un giocatore di oltre 35 anni con uno stipendio da $50 milioni e un contratto in scadenza. Gradey Dick e Brandon Ingram insieme fanno $47.1 milioni, giusto per intendersi sul risparmio complessivo. E non dimentichiamo il vero motivo per cui la questione delle Draft picks sia importante.

Steve Ballmer, proprietario dei Clippers, è indagato per una serie di manovre e raggiri che avrebbero portato a pagare Leonard sottobanco, come abbiamo spiegato nel dettaglio QUI. Eventuali penali potrebbero privare i losangelini di svariate Draft pick future, perciò meglio fare scorta adesso in vista dell’inverno. Tra l’altro, piccola curiosità: Larry Tanenbaum, proprietario uscente dei Raptors, è presidente del Board of Governors NBA, e spetterà a lui deliberare sul caso, infliggendo l’eventuale pena ai Clippers.

Oklahoma City Thunder (?)

Sì, sembra assurdo, ma è così. I Clippers, ottenendo lo swap del 2027 dai Raptors, prevengono quella che sarà la quasi sicura cessione della propria pick ai Thunder al prossimo Draft NBA. OKC infatti detiene il diritto di poter scegliere con la pick più favorevole tra la propria e quella dei Clippers al Draft 2027, e molto probabilmente otterranno quella dei losangelini.

Ottenendo uno swap dai Raptors, indipendentemente da come terminerà la loro stagione, basterà che i canadesi vincano meno partite dei Thunder per avere probabilmente una scelta migliore di quella che otterranno da OKC. Sembra contorto, è vero, ma in parole povere: se il record stagionale peggiore sarà quello dei Clippers, poi dei Raptors, poi dei Thunder, Los Angeles otterrebbe una scelta “di mezzo” anziché la peggiore, che spetterebbe a Toronto.

Con la riforma della Draft lottery, che premia quelle squadre tra bassifondi e zona Play-In, dando chance anche alle due perdenti dello spareggio Play-In tra settima e ottava, queste dinamiche potrebbero rivelarsi molto interessanti.