Da LeBron James a Jaylen Brown: tutto quello che bisogna sapere alla vigilia della free agency che farà esplodere il mercato NBA.

A partire da mezzanotte avrà inizio la free agency della stagione NBA 2026/27. Che cos’è? I giocatori attualmente privi di un accordo contrattuale e liberi di firmare ovunque possono avviare le trattative che verranno poi ufficializzate a partire dal 6 luglio. Non è quindi l’inizio del mercato, che non si fermerà fino alla trade deadline 2027, bensì il momento in cui cominciano a delinearsi meglio le situazioni contrattuali di squadre e giocatori in vista delle prossime stagioni. Vi aiutiamo intanto a familiarizzare con i termini, poi sotto questa breve spiegazione troverete tutti i rumors più caldi da seguire:
Tasse, “apron” e limitazioni
La luxury tax line è la soglia oltre la quale una squadra, a furia di elargire stipendi, è costretta a pagare una penale progressiva: più il monte ingaggi aumenta, più si paga per ogni dollaro in eccesso seguendo scaglioni ben precisi.
Gli “apron” non sono altro che tetti salariali al di sopra della luxury tax line che possono essere superati dalle varie squadre, ma non senza conseguenze. Il sistema finanziario NBA è basato su un soft cap, non esiste cioè una spesa massima, ma il nuovo CBA ha introdotto anche il cosiddetto “secondo tax apron”, una soglia che – se superata – porta a numerosi svantaggi sul mercato e situata a circa $10 milioni sopra il “primo tax apron”.
Effettuando determinate manovre, una squadra può anche diventare “hard-capped” al primo o secondo apron, cioè impossibilitata a superare quelle esatte soglie di spesa, rendendo il sistema de facto un ibrido in base alle circostanze. Di seguito, un’occhiata alle limitazioni di primo e secondo apron:
- primo apron:
- restrizioni chiave: il salary matching deve essere preciso in una trade, esattamente il 100% di parità fra stipendi in entrata e in uscita, o quello in entrata minore di quello in uscita; non si possono usare eccezioni generate da una trade (traded player exception) generate nella stagione precedente
- hard cap al primo apron si innesca: se la squadra utilizza eccezioni come la non-taxpayer mid-level exception ($15 milioni) o la bi-annual exception ($5.5 milioni) per firmare un free agent; oppure se una squadra acquista un giocatore tramite sign™ oppure se una squadra in una trade riceve più del 100% in stipendi di quelli in uscita
- eccezioni disponibili: taxpayer mid-level exception da $6.1 milioni
- secondo apron:
- restrizioni chiave: non si possono aggregare più stipendi in uno scambio (es., cedere due giocatori per uno solo), a meno che a trade ultimata la squadra oltre il secondo apron non si ritrovi al di sotto; non si può mandare cash in uno scambio; non si può usare una trade exception creata tramite sign™ si può fare solo uno scambio dove un giocatore è ceduto e arriva pari stipendio (100%) o inferiore, anche se ad entrare sono 2+ giocatori; non si possono scambiare first-round pick previste a sette anni di distanza se si chiude l’anno sopra il secondo apron, a meno che non si resti sotto la soglia in tre dei quattro anni successivi
- hard cap al secondo apron si innesca: se la squadra utilizza la taxpayer mid-level exception ($6.1 milioni), più eventuali casi legati agli scenari di trade sopracitati
- eccezioni disponibili: nessuna. Si possono firmare solo minimi salariali, i propri free agent – specialmente grazie ai Bird Rights – o firmare scelte al Draft con apposite eccezioni garantite dal CBA
LeBron James lascia i Lakers: dove va?
LeBron James ha comunicato ai Lakers che giocherà altrove nella prossima stagione. Dove? Al momento, in prima fila ci sono le due ex, Miami Heat e Cleveland Cavaliers, ma soprattutto i Golden State Warriors.
L’approfondimento completo lo potete leggere QUI. In breve, invece, queste sono le chiavi che potrebbero portare alla firma di LeBron James tramite free agency con i Golden State Warriors, mentre Anthony Davis potrebbe arrivare tramite una trade di Jimmy Butler – condizione voluta da LeBron stesso, ma non necessariamente dai Dubs:
- Draymond Green ha declinato la player option, permettendo ai Golden State Warriors di operare in totale libertà nella conferma di alcuni nomi chiave e nella firma di LeBron James a una cifra ben precisa, quella della non-taxpayer mid-level exception (NTMLE) da circa $15.1 milioni.
- Golden State aveva già firmato Al Horford con un biennale da $13.9 milioni e nei conti rientrerà anche Yaxel Lendeborg, undicesima scelta assoluta chiamata al Draft 2026. Le urgenze, a questo punto, sono diventate l’estensione di Kristaps Porzingis e l’opzione contrattuale a disposizione di De’Anthony Melton.
- Melton ha declinato la propria player option, lasciando di fatto i Golden State Warriors
- Più complessa la questione Porzingis. Dopo lo sconto provvisorio fatto da Green, il lettone ha firmato un biennale da $40 milioni, pari a poco meno del 12% del monte salari, con una opzione da $20.5 milioni a disposizione nella stagione 2027/28. Questa mossa nega momentaneamente ai Dubs la possibilità di firmare LeBron James alle cifre della NTMLE, ma era qualcosa di già calcolato.
- cosa serve fare adesso? Il prossimo step sarà liberarsi dello stipendio da $12.5 milioni di Moses Moody, che sia tagliandolo o scaricandolo altrove in cambi di nulla (o quasi) per aprire spazio. A questo punto, sarebbe possibile sia firmare Green a cifre attorno a quelle chieste da Porzingis, sia LeBron James alle cifre della NTMLE.
Dove va Jaylen Brown?
Non è free agent, ma nei prossimi giorni si sarà sicuramente di più del suo destino. Abbiamo parlato già QUI delle problematiche dopo aver incluso Jaylen Brown nel pacchetto dei Boston Celtics per Giannis Antetokounmpo, mai andato a buon fine. Allo stato attuale, Brown sembra in uscita, collegato negli ultimi giorni a svariate squadre, tra le quali vanno segnalati:
- Denver Nuggets: segnalati da Shams Charania come interessati, ma non ancora in trattative convincenti secondo quanto riportato dagli autorevoli insider Marc Stein e Jake Fischer. Un potenziale pacchetto vedrebbe arrivare Jamal Murray e probabilmente Cam Johnson a Boston, ma anche qui ci sarebbe da chiarire qualche aspetto nel pareggiare gli stipendi. Inoltre, Denver non ha alcuna first-round pick al Draft da allegare.
- Portland Trail Blazers: dati per favoriti assoluti da Sam Amick di The Athletic, dopo la trade per Ja Morant avrebbero ridotto l’interesse, stando a Shams Charania di ESPN. Non necessariamente, però: le guardie a roster adesso sono tante, con Damian Lillard, Morant stesso, Jrue Holiday, Scoot Henderson e un altro esterno come Shaedon Sharpe. Un pacchetto con qualcuno di loro e Draft picks potrebbe convincere i Celtics?
- Los Angeles Clippers: il nome di Kawhi Leonard sta comparendo in ogni proposta di scambio possibile e immaginabile, mentre i rumors sull’interesse/disinteresse per Brown da parte dei Clippers restano contrastanti. Che sia questa la pista da seguire?
A proposito di Kawhi Leonard…
Leonard ha un contratto in scadenza da $50.3 milioni ed è in cerca di un’estensione che non è stata concordata ancora con i Clippers, rendendolo uno dei nomi più interessanti sul mercato di queste ore, la cui situazione si potrebbe sbloccare con gli accordi della free agency. In prima fila ci sono i Toronto Raptors per un ritorno di fiamma: secondo Jake Fischer, un incontro è previsto in queste ore per completare uno scambio entro stanotte; su ESPN, invece, la cosa è già data per fatta, mancherebbero solo da chiarire quante scelte al Draft includere. La convinzione è che Leonard andrà ai Raptors perché si tratta della sola squadra con la quale firmerebbe un’estensione.
Una seconda pista, oltre a quella di Jaylen Brown, è legata sempre a Toronto: Masai Ujiri ora lavora per i Dallas Mavericks, e avrebbe offerto ai Clippers un pacchetto con PJ Washington, Klay Thompson e Draft picks in cambio di Leonard.
Jalen Duren, ennesimo grande nome sul mercato
Quella di Jalen Duren è una free agency, ma con restrizioni, come abbiamo spiegato nel dettaglio QUI. In parole povere:
- essendo stato inserito nel terzo quintetto All-NBA, Duren ha raggiunto i criteri per il massimo contrattuale che hanno aumentato l’importo massimo che i Pistons possono offrirgli: fino a cinque anni e 287 milioni di dollari, un aumento sostanziale rispetto ai precedenti 239 milioni a cui aveva diritto
- Detroit non vuole offrire queste cifre e adesso Jalen Duren avrebbe richiesto una sign&trade. I Pistons sono comunque intenzionati a proseguire le trattative per tenere il giocatore.
- Duren è restricted free agent, come ogni giocatore in uscita dal contratto da Rookie della durata di quattro anni: vuol dire che le squadre possono presentare un’offerta formale del massimo di 177 milioni di dollari in quattro anni, ma anche che i Pistons hanno il diritto di pareggiarla per trattenere il giocatore.
- in una sign&trade, le squadre da osservare sono Lakers e Kings. Questi ultimi potrebbero offrire un pacchetto attorno a Domantas Sabonis.
Miami Heat: le migliorie attorno ad Antetokounmpo
Gli Heat non sono messi bene dopo l’acquisto di Antetokounmpo, ne abbiamo parlato QUI. Miami ha adesso innescato l’hard-cap al primo apron, che non può in alcun modo superare. Norman Powell è free agent, ma può essere rifirmato grazie ai Bird Rights, così come già fatto con Simone Fontecchio. Il problema è che lo spazio per operare sotto l’apron è pochissimo, meno di $20 milioni per cinque slot a roster da riempire, quindi almeno Powell al momento resta fuori budget a meno di altre mosse.
Unico asset è forse lo stipendio da $16.2 milioni di Nikola Jovic, che potrebbe essere scaricato a qualcuno per liberare spazio ed eventuali eccezioni come la MLE. Il problema è che non ci sono first-round pick per indorare la pillola, tra le altre cose. A peggiorare le cose è la scelta di Andrew Wiggins di estendere solo dopo aver accettato la propria opzione da $30.1 milioni: Miami risparmierà nei prossimi anni, ma nell’immediato resta ancora più impantanata.
I Knicks terranno Mitchell Robinson?
I campioni NBA si trovano a lottare contro il sistema penalizzante dell’apron. Sono riusciti a riportare indietro Jose Alvarado con una firma super favorevole (3 anni, $14 milioni) e dopo di lui hanno fatto lo stesso con Landry Shamet, firmato a soli $24 milioni divisi su quattro anni. Con poco meno di $9 milioni a disposizione sotto il secondo apron e senza hard cap, quindi condizione super favorevole per una spesa illimitata ma non troppo salata.
Devono però lottare con il proprietario James Dolan e contro la sua volontà di non superare la soglia salariale più rigida. In parole povere, allo stato attuale, è impossibile confermare Mitchell Robinson in free agency per i Knicks. L’unica soluzione potrebbe essere scaricare uno tra Miles McBride e Pacome Dadiet per aprire spazio, ma non ne varrebbe la pena specialmente con il primo. Se Dolan non vorrà spendere, non ci saranno molte alternative.
La lotta al risparmio dei Thunder
Come i Knicks, anche i Thunder possono superare a piacimento il secondo apron. Ma ovviamente hanno un piano per risparmiare. Intanto, hanno scambiato Aaron Wiggins, mossa che già di per sé ha consentito di risparmiare da sola oltre $60 milioni di spese. Subito dopo di lui, con lo stesso criterio, è toccato a Isaiah Joe, finito a zero a Detroit. Poi, hanno declinato l’opzione di squadra sul contratto da $7.2 milioni di Kenrich Williams, rendendolo free agent e tagliando così altri $40 milioni di penali. Dopo aver confermato Lu Dort e aver esteso Isaiah Hartenstein a cifre leggermente più favorevoli, praticamente sono a posto appena sopra il secondo apron, ma mai sottovalutare Sam Presti.
I migliori free agent disponibili
Nella seguente lista del sempre affidabile Keith Smith di Spotrac, trovate già quattro nomi da segnalare con asterisco:
- Simone Fontecchio: firma al minimo per un anno con i Miami Heat
- Marcus Smart: potenziale triennale da $21 milioni con i Houston Rockets, in attesa di conferma
- Robert Williams III: $44 milioni per tre anni per restare ai Portland Trail Blazers
- James Harden: declinata opzione da $42.3 milioni, ma apparentemente solo per avere un successivo accordo pluriennale con i Cavaliers