Non che quello che sta succedendo a LA sia meno scioccante, ma almeno Chris Paul potrebbe chiudere la carriera più dignitosamente altrove.

Chris Paul Los Angeles Clippers
FOTO: NBA

Quello che sta accadendo tra i Los Angeles Clippers e Chris Paul è scioccante. Per chi se lo fosse perso, il presidente Lawrence Frank ha rilasciato queste dichiarazioni: “Ci separiamo da Chris, che non farà più parte della squadra. Lavoreremo con lui sul prossimo passo della sua carriera. Chris è un Clipper leggendario che ha avuto una carriera storica. Voglio chiarire una cosa. Nessuno sta incolpando Chris per i nostri scarsi risultati. Mi assumo la responsabilità dei risultati che abbiamo ottenuto finora. Ci sono molte ragioni per cui abbiamo faticato. Siamo grati per l’impatto che Chris ha avuto sulla franchigia.”.

Chris Paul, però, non era a conoscenza di questa decisione. Lo rivelano le fonti di The Athletic, e anche l’Instagram del veterano, dove ha postato una storia che recita “ho appena scoperto di essere stato mandato a casa”.

Questo trattamento è unico nella storia NBA per una leggenda di questo calibro: 12 volte All-Star, 11 volte selezionato nei quintetti All-NBA e 9 volte All-Defensive Team. Ha vinto la medaglia d’oro olimpica per gli Stati Uniti ai Giochi di Pechino 2008 e ai Giochi di Londra 2012, ed è rientrato tra i nomi selezionati per celebrare il 75° anniversario dell’NBA. Un Hall of Famer, ma soprattutto il giocatore più importante e rappresentativo nella storia recente dei Clippers, candidato a diventare il primo con la maglia ritirata dalla franchigia losangelina. Ecco perché è così scioccante.

Ormai è l’ombra di sé stesso, certo, e la squadra ha altri bisogni in un momento di enorme difficoltà, ma si tratta di un unicum del tutto irrispettoso nei confronti della sua carriera “mandarlo a casa” così. A tal proposito, che significa quest’ultima espressione? Ancora non è chiaro, ma è certo che i Los Angeles Clippers NON hanno tagliato Chris Paul, come invece si legge altrove.

Questo significa che il giocatore non viaggerà con la squadra, ma il suo contratto non sarà nemmeno rescisso rendendolo un free agent a rischio di chiudere la carriera nell’anonimato. Quindi, i prossimi step consistono nel capire cosa possano ricavare i Clippers da quel contratto al minimo salariale, e qui la risposta è “assolutamente nulla”, e da quando potranno muoversi. In questo caso, Chris Paul sarà eleggibile per uno scambio dal 15 dicembre, data dunque da osservare anche per altri eventuali movimenti.

I Clippers, però, non hanno praticamente Draft pick al primo giro fino al 2030, e in ogni caso sarebbe complicato pensare che molte squadre siano disposte ad accettare questo genere di asset con le potenziali sanzioni in arrivo per il caso Kawhi Leonard. Con questa età media, inoltre, non esistono proprio asset appetibili, e anche ipotizzando di infilare in una trade per una stella più giovane il miglior giocatore di questa stagione, James Harden, il nodo consiste sempre nel trovare qualcuno che accetti un 37enne (per quanto mostruoso) a fine carriera senza Draft pick allegate. E ricordiamo comunque che il rebuilding non è contemplato, visti i debiti con nientepopodimeno che la migliore squadra NBA, i Thunder (ne abbiamo parlato QUI).

Se è così difficile pensare di ottenere qualcosa muovendo il Barba o altri role player, pensate cosa potranno tirare fuori da Chris Paul.

Il finale per CP3 sarà probabilmente questo. Verrà girato a una squadra per qualche altro minimo salariale o per una scelta al secondo giro, possibilmente in una meta a suo piacimento , dove resterà a fare da chioccia fino a fine stagione – una squadra da osservare potrebbe essere Charlotte, nel suo stato natale (North Carolina), che ha dimostrato di amarlo, e dove potrebbe indossare una canotta “riconoscibile”, sebbene la città originale di quei colori fosse New Orleans.

Un finale inglorioso e ben diverso da quello che doveva essere invece un tour di addio indossando la canotta più rappresentativa della propria carriera, per Chris Paul, del tutto immeritato.


Di Clippers, California e giocatori prossimi al ritiro abbiamo parlato anche altrove su AtG. Non in un articolo, ma nel nostro podcast, The Weak Side. Ci trovate su Spotify!