È il momento dei dubbi? Non per i Cavs, con Donovan Mitchell che sta scrivendo la storia.

Donovan Mitchell e James Harden dei Cavaliers
FOTO: Cleveland.com

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Terry Pluto e pubblicata su Cleveland.com, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


È tempo di dubbi, come quelli di Detroit? Potrebbe essere, dopo che in Gara 4 i Cavaliers hanno battuto i Pistons per 112-103 alla Rocket Arena. Dubbi? Alcuni tifosi dei Cavs non potevano che provarli dopo che la loro squadra aveva perso le prime due partite della serie al meglio delle sette a Detroit. Dubbi? Anche se sabato i Cavs hanno vinto la terza partita a Cleveland, erano ancora sotto per 2-1 nella serie.

Questa era una partita “del dubbio”, nel senso che alla fine avrebbe scosso la fiducia di qualcuno. Se i Cavs avessero perso, sarebbero stati sotto 3-1 nella serie, con Gara 5 a Detroit. Solo il 5% delle squadre che sono state sotto 3-1 nei playoffs NBA sono riuscite a rimontare e vincere. Sono 15 nella storia dell’NBA.

“Cambiare la narrativa”

Ecco perché l’allenatore dei Cavaliers Kenny Atkinson ha dichiarato prima di Gara 4: «Dobbiamo cambiare la narrativa. Dobbiamo seminare più dubbi (a Detroit). Questa (Gara 4) deve confermare ciò che è successo nel fine settimana». Volete una conferma? I Cavs hanno aperto il terzo quarto con una valanga di 22-0. Donovan Mitchell aveva segnato solo quattro punti nel primo tempo. I Cavs erano sotto 56-52. Mitchell ha deciso che era giunto il momento, il suo momento.

Mitchell ha segnato 21 punti nei primi otto minuti del terzo quarto. In che senso è una conferma? Mitchell ha chiuso con 39 punti nel secondo tempo, eguagliando il record NBA dei playoffs per il maggior numero di punti in un tempo stabilito da Sleepy Floyd dei Warriors nel 1987. Quella non era una conferma: è stata una prestazione monumentale della superstar dei Cavs.

“È stata una prestazione incredibile”, ha detto Atkinson: “Loro (i Pistons) ti afferrano, ti trattengono, non ti lasciano muovere, ma Donovan si è scatenato, è stato grandioso”. Mitchell ha ora segnato almeno 30 punti nelle ultime tre partite. Volete dei dubbi? Per la prima volta in questa serie, Detroit è sembrata, beh, sbalordita e traballante. Nelle prime partite, era la difesa di Detroit a mettere sotto pressione i Cavaliers e a provocare palle perse.

Questa volta, una difesa dei Cavs determinata e agguerrita ha provocato 19 palle perse da parte di Detroit, che hanno portato a 24 punti per Cleveland. Dopo la partita, l’allenatore di Detroit J.B. Bickerstaff si è lamentato del divario di 34-12 nei tiri liberi. “I fischi sono cambiati da quando siamo arrivati a Cleveland”, ha detto Bickerstaff, “e da quando Kenny ha fatto i suoi commenti (lamentandosi del fatto che gli arbitri non fischiassero più falli a Detroit)”. Che ne dite di questo dubbio?

Buonanotte da James Harden

James Harden è stato un esempio di freddezza per tutta la serata. Il veterano ha segnato 11 punti nel primo quarto, contribuendo a stabilizzare la squadra. Ha chiuso con 24 punti. Ma, cosa ancora più importante, ha totalizzato 11 assist a fronte di sole due palle perse. Ha anche messo a segno tre recuperi. È stata esattamente la prestazione di cui i Cavs avevano bisogno in questa partita.

I Cavs hanno anche dominato a rimbalzo e in difesa. Hanno vinto la battaglia a rimbalzo, 33-32. È stata la prima volta in questa serie per Cleveland. C’è ancora molto lavoro da fare. I Cavs devono trovare un modo per vincere una partita dei playoffs in trasferta. In questa stagione sono 0-5 in questa categoria.

Dubbi? Detroit dirà che erano sotto 3-1 contro Orlando al primo turno e sono riusciti a rimontare e vincere. Dubbi? “Ci sentiamo benissimo”, dicono i Cavs. Si parte per Detroit. “È una guerra di logoramento”, ha detto Atkinson dei playoffs, “è la sopravvivenza del più forte. Ci vuole un certo livello di resistenza mentale e fisica per avanzare nei playoffs, specialmente con le partite che si giocano a giorni alterni”. I Cavaliers hanno vinto quella battaglia due volte a Cleveland.