Kawhi Leonard, Jaylen Brown, LeBron James e altro ancora: un recap di mercato e free agency NBA.

La free agency NBA è iniziata e LeBron James saluta i Lakers
FOTO: NBA

Mercato e Free Agency NBA stanno impazzando. Kawhi Leonard è stato scambiato dai Los Angeles Clippers ai Toronto Raptors come ci si aspettava, in cambio di un bel bottino, mentre Jaylen Brown è stato regalato dai Celtics ai 76ers per Paul George. Quanto ad altre trade, come quelle di Ja Morant e LaMelo Ball, le troverete in fondo all’ultimo paragrafo con i rispettivi approfondimenti.

In questo “recappone” forniremo un aggiornamento sulle altre situazioni in sospeso, inclusa quella di Jalen Duren e LeBron James, approfondiremo i rumors di mercato e soprattutto commenteremo o riporteremo tutti i movimenti già avvenuti. Partiamo dunque dalle firme, mentre subito sotto troverete tutto il resto:

I free agent già andati

Segnaliamo il caso particolare di Quinten Post, free agent con restrizioni che ha firmato un’offerta dei Grizzlies da $30 milioni in tre anni: Golden State potrà pareggiarla, trattenendo il giocatore, oppure lasciarlo andare a Memphis entro le 6 di mattina di mercoledì 8 luglio. Di seguito invece una lista delle firme già avvenute.

  • Rui Hachimura: Los Angeles Clippers
  • Mitchell Robinson: Boston Celtics
  • Andre Drummond: New York Knicks
  • Tobias Harris: San Antonio Spurs
  • Norman Powell: Chicago Bulls
  • Marcus Smart: Houston Rockets
  • Collin Sexton: Los Angeles Lakers
  • Quentin Grimes: Los Angeles Lakers
  • Sandro Mamukelashvili: Los Angeles Lakers
  • Kevon Looney: Los Angeles Lakers
  • Marvin Bagley III: Denver Nuggets
  • Kelly Oubre Jr.: Indiana Pacers
  • Tim Hardaway Jr.: Miami Heat
  • Dean Wade: Philadelphia 76ers
  • Anfernee Simons: Philadelphia 76ers
  • Jaxson Hayes: Utah Jazz
  • Josh Okogie: Utah Jazz
  • Kyle Anderson: Toronto Raptors
  • Nikola Vucevic: Orlando Magic
  • Luke Kennard: Phoenix Suns
  • Mike Conley: Boston Celtics
  • Trey Lyles: Minnesota Timberwolves
  • Mo Wagner: Brooklyn Nets
  • Ariel Hukporti: Philadelphia 76ers

Questi invece i ritorni alla vecchia squadra con una ri-firma:

  • Simone Fontecchio: Miami Heat
  • Trae Young: Washington Wizards
  • Isaiah Hartenstein: Oklahoma City Thunder
  • CJ McCollum: Atlanta Hawks
  • Ayo Dosunmu: Minnesota Timberwolves
  • Neemias Queta: Boston Celtics
  • Kristaps Porzingis: Golden State Warriors
  • Al Horford: Golden State Warriors
  • De’Anthony Melton: Golden State Warriors
  • Jose Alvarado: New York Knicks
  • Landry Shamet: New York Knicks
  • Mo Diawara: New York Knicks
  • Julian Champagnie: San Antonio Spurs
  • Harrion Barnes: San Antonio Spurs
  • Coby White: Charlotte Hornets
  • Tari Eason: Houston Rockets
  • Robert Williams III: Portland Trail Blazers
  • Kenrich Williams: Oklahoma City Thunder
  • Javonte Green: Detroit Pistons
  • Kevin Huerter: Detroit Pistons
  • Collin Gillespie: Phoenix Suns
  • Mark Williams: Phoenix Suns
  • Jordan Goodwin: Phoenix Suns
  • Ron Harper Jr.: Boston Celtics
  • Day’ron Sharpe: Brooklyn Nets
  • Josh Minott: Brooklyn Nets
  • Precious Achiuwa: Sacramento Kings
  • Jusuf Nurkic: Utah Jazz
  • Jock Landale: Atlanta Hawks
  • Bones Hyland: Minnesota Timberwolves
  • Keon Ellis: Brooklyn Nets
  • Jonathan Isaac: Orlando Magic
  • Jevon Carter: Orlando Magic
  • Tyus Jones: Denver Nuggets
  • Ousmane Dieng: Milwaukee Bucks
  • Bogoljub Marković: Milwaukee Bucks
  • Bogdan Bogdanovic: Houston Rockets
  • Kobe Sanders: Los Angeles Clippers
  • Jordan Miller: Los Angeles Clippers
  • Thomas Bryant: Cleveland Cavaliers
  • Branden Carlson: Portland Trail Blazers
  • Zach Collins: Chicago Bulls
  • DeAndre Jordan: New Orleans Pelicans
  • Alijah Martin: Toronto Raptors
  • Daeqwon Plowden: Sacramento Kings

Questi invece i tagli / rilasci dei quali siamo a conoscenza:

  • DeMar DeRozan: Sacramento Kings
  • Kentavious Caldwell-Pope: Memphis Grizzlies

Di seguito, una lista dei migliori free agent rimanenti in ordine di rilevanza:

  • LeBron James
  • James Harden: resterà ai Cavs quasi per certo per uno stipendio da $30/32 milioni
  • Draymond Green: tornerà a Golden State una volta completate tutte le mosse di mercato
  • Jalen Duren (con restrizioni): Detroit può pareggiare ogni offerta
  • Peyton Watson (con restrizioni): Denver può pareggiare ogni offerta
  • Bennedict Mathurin (con restrizioni): i Clippers possono pareggiare ogni offerta
  • Jonathan Kuminga: Lakers, Bucks, Cavs e anche gli Hawks in prima fila
  • Spencer Jones (con restrizioni): Denver può pareggiare ogni offerta
  • Russell Westbrook
  • Bradley Beal
  • Khris Middleton
  • Gary Payton II
  • Josh Okogie
  • Bruce Brown
  • Brandon Williams
  • Aaron Holiday
  • Nic Batum
  • Gary Trent Jr.
  • Jordan Clarkson
  • Nick Richards
  • Ziaire Williams
  • Jae’Sean Tate
  • Matisse Thybulle
  • Gabe Vincent
  • Kelly Olynyk

Quanto alle trade, invece, ecco una lista con le più importanti e poi quelle minori. Sfruttiamo giusto per segnalare la trade a sei squadre che ha portato John Collins ai Pistons, Isaiah Stewart ai Grizzlies e Santi Aldama ai Mavericks, tra le altre cose, riassunta totalmente nel post di Instagram in fondo al seguente elenco puntato:

Gli scambi di Kawhi Leonard e Jaylen Brown

Abbiamo approfondito entrambi nel dettaglio, perciò lasceremo un collegamento diretto agli articoli adeguati:

  • Kawhi Leonard ai Raptors commentato QUI
  • Jaylen Brown ai 76ers per Paul George commentato QUI

Per un recap semplice degli scambi, invece, ci pensiamo subito, a partire da quello di Boston e Philadelphia. Per i Celtics risparmio lieve, ma ancora servono mosse marginali per evitare di pagare la luxury tax, sebbene il roster sia già a posto così dopo le firme di Mike Conley e Mitchell Robinson. Per i 76ers, invece, grande aggiunta praticamente allo stesso prezzo di George:

  • Ai Celtics:
    • Paul George: $54.1M 2026/27; $56.6M (player option) 2027/28
    • 2028 first-round pick, la scelta più favorevole tra quella di Clippers e Sixers
    • 2031 first-round pick, non protetta
    • second-round pick 2028 e 2030
  • Ai 76ers:
    • Jaylen Brown: $57M 2026/27, $61.0M 2027/28, $64.9M 2028/29

Lo scambio di Kawhi Leonard invece accontenta un po’ tutti:

  • Raptors: se Kawhi Leonard rinuncerà ai $7.5 milioni di trade bonus, avranno circa $7 milioni per completare il roster sotto il primo apron – questa soglia salariale non può essere superata (hard cap) da Toronto perché lo stipendio in entrata di Leonard è superiore a quello in uscita. Ci sono contratti eventualmente da cedere per liberare maggiore spazio, come quello da $19.5M di Poeltl o all’occorrenza (caso estremo) quello in scadenza di RJ Barrett da $29.6M. Leonard arriva anche con garanzie di rinnovo per ambo le parti, probabilmente con un biennale.
  • Clippers: arrivano due first-round pick sicure nel 2031 e nel 2033 e uno swap nel 2027, rendendo i Clippers padroni di 9 first-round pick nei prossimi sette Draft. Il tutto, aprendo oltre $25 milioni di spazio salariale, liberandosi di un contrattone in scadenza – al posto del quale entrano Dick e Ingram, che insieme fanno $47.1 milioni, meno del solo Kawhi.

Lakers, gli assoluti protagonisti

I Los Angeles Lakers, soprattutto dopo la partenza di LeBron James, arrivavano a questa free agency con un potere di spesa illimitato. Sono diventati gli assoluti protagonisti, come spiegato nel dettaglio QUI.

Il primo obiettivo era Walker Kessler dei Utah Jazz, già corteggiato nelle passate stagioni. II giocatore era restricted free agent: i Jazz potevano pareggiare qualunque offerta, in assenza di un accordo per tenere a Salt Lake City Kessler, che nel frattempo ha iniziato in autonomia gli incontri con la dirigenza dei Lakers. Alla fine, se ne è andato con l’unico altro metodo disponibile, cioè una sign&trade dove Utah in cambio otterrà solo scelte al Draft. Ecco, tante scelte.

Ai Jazz vanno due first-round pick future pulite, la 2031 e la 2033, assieme a due pick swap, 2028 e 2030. Un pacchetto corposo per un giocatore reduce da una stagione da 5 partite a causa di un’operazione alla spalla e in generale delicato fisicamente. Lo stipendio è più in linea con quello offerto da Utah ($27 milioni di media), invece, dato che partirà da circa $30 milioni e andrà a salire del 5% ogni anno.

In pochissimo tempo sono stati poi confermati:

  • Sandro Mamukelashvili: 4 anni, $52 milioni, player option finale
  • Quentin Grimes: 4 anni, $60 milioni, player option finale
  • Collin Sexton: 2 anni, $19 milioni, player option al secondo

Infine, per aprire un altro po’ di spazio sotto la linea della luxury tax e recuperare del capitale al Draft ormai inesistente, hanno ceduto Deandre Ayton per Jaden Hardy e due second-round pick. In questo modo il monte ingaggi è diminuito di altri $2 milioni e le scelte saranno da subito scambiabili assieme a un’altra seconda e a un first-round pick swap nel 2032. Ma perché parlare di scambi?

La trade di Ayton potrebbe anticiparne un’altra: i gialloviola stanno cercando di liberarsi con ogni forza dello stipendio da $12.4 milioni di Jarred Vanderbilt e di Dalton Knecht; in più, essendo ancora il tempismo delle firme tutto da definire perché le ufficialità arriveranno solo il 6 luglio, se Jaden Hardy verrà assorbito nello spazio salariale iniziale potrà subito essere scambiato; in più, quei $2 milioni sono qualcosa ma davvero pochino per pensare a una semplice mossa per liberare spazio; infine, l’urgenza di aggiungere due second-round pick non è una priorità in una sessione di mercato praticamente finita. Una somma di fattori che farebbe pensare a una trade.

L’estensione di Austin Reaves, per quanto corposa, sul momento comunque non ha impatto, perché può essere gestita a piacimento dai gialloviola e quindi anche ritardata. Per esempio, potrebbero anche optare per ufficializzarla alla fine di tutti i movimenti, detenendo i bird rights sul giocatore, agendo come se a pesare fossero solo i $20.9 milioni di stipendio figurato (cap hold).

In uscita, infine, già sicuro l’addio di Marcus Smart, il quale ha negoziato un biennale da $13 milioni con i Houston Rockets, e di Luke Kennard, che ha già firmato con i Phoenix Suns. Molto probabile quello di Maxi Kleber, così come quello di Rui Hachimura, che ha già ricevuto svariate offerte sul mercato.

Dove va LeBron James?

Una domanda alla quale non è semplice rispondere. La pista per l’ennesimo ritorno ai Cavaliers rimane aperta: ne parleremo, ma Cleveland si sta alleggerendo in vista del nuovo contratto da offrire a Harden e nel tentativo di ottenere qualche sgravo fiscale necessario; Max Strus, in tutto questo, potrebbe essere ceduto a zero per liberare lo spazio occupato dal suo stipendio da $16.6 milioni, una manovra che aprirebbe le porte a una firma di LeBron James.

Quanto ai Miami Heat, anche su questo torneremo sotto, la firma da free agent è complicata. La squadra non ha minimamente spazio per offrire uno stipendio competitivo o comunque diverso dal minimo salariale, e probabilmente non lo avrebbe nemmeno se scaricasse i $16.2 milioni di contratto di Nikola Jovic.

L’unica condizione richiesta da LeBron è quella di competere, un desiderio che potrebbero soddisfare anche i Minnesota Timberwolves, inseriti a sorpresa tra le favorite nella corsa al free agent. In ogni caso, le certezze sono due: LeBron sceglierà con estrema calma, come riportano molteplici fonti, e sceglierà una delle squadre inserite nella lavagnetta bianca di Rich Paul, suo agente, diffusa pubblicamente.

Twolves, Cavs e Heat ci sono già. Inoltre, presenti anche i 76ers, oltre Mavericks e Celtics (a sinistra), Nuggets collegati sul centro-destra, Spurs e Knicks a destra, infine i Golden State Warriors (in alto a sinistra).

I Dubs sono stati i primi a interessarsi e si tratta di una pista intrigante. L’approfondimento completo lo potete leggere QUI. In breve, invece, queste sono le chiavi che potrebbero portare alla firma di LeBron James tramite free agency:

  • Draymond Green ha declinato la player option, permettendo ai Golden State Warriors di operare in totale libertà nella conferma di alcuni nomi chiave e nella firma di LeBron James a una cifra ben precisa, quella della non-taxpayer mid-level exception (NTMLE) da circa $15.1 milioni.
  • Golden State aveva già firmato Al Horford con un biennale da $13.9 milioni e nei conti rientrerà anche Yaxel Lendeborg, undicesima scelta assoluta chiamata al Draft 2026. Le urgenze, a questo punto, sono diventate l’estensione di Kristaps Porzingis e l’opzione contrattuale a disposizione di De’Anthony Melton.
  • Melton ha declinato la propria player option, lasciando di fatto i Golden State Warriors
  • Più complessa la questione Porzingis. Dopo lo sconto provvisorio fatto da Green, il lettone ha firmato un biennale da $40 milioni, pari a poco meno del 12% del monte salari, con una opzione da $20.5 milioni a disposizione nella stagione 2027/28, il tutto solo parzialmente garantito (ci torneremo a brevissimo). Questa mossa nega momentaneamente ai Dubs la possibilità di firmare LeBron James alle cifre della NTMLE, ma era qualcosa di già calcolato.
  • cosa serve fare adesso? Il prossimo step sarà liberarsi dello stipendio da $12.5 milioni di Moses Moody, che sia tagliandolo o scaricandolo altrove in cambi di nulla (o quasi) per aprire spazio. A questo punto, sarebbe possibile sia firmare Green a cifre attorno a quelle chieste da Porzingis, sia LeBron James alle cifre della NTMLE.

E Anthony Davis dove va?

No. I rumors iniziali parlavano di una richiesta da parte di LeBron e del potente agent Rich Paul di includere nella manovra anche Anthony Davis, altro cliente di Klutch Sports, con un arrivo nella Baia tramite lo scambio di Jimmy Butler. Questi, più che fatti, nelle ultime ore si sarebbero rivelati semplici speculazioni, una domanda mai posta da James e dall’agente che ben si allinea con il totale disinteresse di Golden State di scambiare Butler. La smentita ufficiosa è arrivata da Marc J. Spears di Andscape / ESPN.

A proposito del contratto di Kristaps Porzingis

Anthony Slater di ESPN ha rivelato dei dettagli non da poco:

  • prima del 7 luglio 2026, solo $3 milioni dei 19.5 di stipendio previsti per il 2026/27 saranno garantiti, secondo Fred Katz di The Athletic. Questo vuol dire che, se il giocatore verrà tagliato da chiunque entro quella data, varrà solo uno stipendio morto di $3 milioni. Lo stesso vale per il secondo anno, sull’opzione da $20.5 milioni.
  • poi c’è la parta più interessante nell’immediato. Questo contratto sarà utilizzabile subito in una trade, perché si tratta teoricamente di un’estensione e non di una nuova firma (quindi già ufficiale) e perché non ci sarà un salto del 5% tra il primo e il secondo anno nelle cifre.

Ciò significa che Golden State probabilmente sarà anche aperta a uno scambio per aggiustare il monte ingaggi in vista dell’arrivo di LeBron James, e che una eventuale acquirente potrebbe essere interessata ad assorbire momentaneamente Porzingis per poi tagliarlo entro il 7 luglio senza grosse problematiche in termini di impatto salariale.

Dove va Jalen Duren?

Altro aggiornamento. La pista Kings, per una eventuale sign&trade che avrebbe portato Domantas Sabonis a Detroit, è parzialmente da scartare: Sacramento resta in prima fila, ma ai Pistons non interessa il lituano. Morta del tutto la possibilità invece di firmare con i Lakers, con cui il giocatore ha avuto un duplice meeting.

Per chi se lo fosse perso, quella di Jalen Duren è una free agency, ma con restrizioni, come abbiamo spiegato nel dettaglio QUI. In parole povere:

  • essendo stato inserito nel terzo quintetto All-NBA, Duren ha raggiunto i criteri per il massimo contrattuale che hanno aumentato l’importo massimo che i Pistons possono offrirgli: fino a cinque anni e 287 milioni di dollari, un aumento sostanziale rispetto ai precedenti 239 milioni a cui aveva diritto
  • Detroit non vuole offrire queste cifre e adesso Jalen Duren avrebbe richiesto una sign&trade. I Pistons sono comunque intenzionati a proseguire le trattative per tenere il giocatore.
  • Duren è restricted free agent, come ogni giocatore in uscita dal contratto da Rookie della durata di quattro anni: vuol dire che le squadre possono presentare un’offerta formale del massimo di 177 milioni di dollari in quattro anni, ma anche che i Pistons hanno il diritto di pareggiarla per trattenere il giocatore.

Mitchell Robinson lascia i Knicks per i Celtics

I campioni NBA si sono trovati a lottare contro il penalizzante sistema dell’apron. Sono riusciti a riportare indietro Jose Alvarado con una firma super favorevole (3 anni, $14 milioni) e dopo di lui hanno fatto lo stesso con Landry Shamet, firmato a soli $24 milioni divisi su quattro anni. Con poco meno di $9 milioni a disposizione sotto il secondo apron e senza hard cap, perciò con la possibilità di eccedere qualunque cifra, questo sembrava il terreno perfetto per pagare anche Mitchell Robinson.

Hanno però dovuto lottare anche con il proprietario James Dolan e contro la sua volontà di non superare la soglia salariale più rigida. E hanno perso. In parole povere, allo stato attuale, era impossibile confermare Mitchell Robinson in free agency per i Knicks restando anche al di sotto del secondo apron, condizione imposta dall’alto. L’unica soluzione poteva essere scaricare uno tra Miles McBride e Pacome Dadiet per aprire spazio, ma non ne sarebbe valsa la pena con il primo – e per il secondo non c’era mercato. Tra l’altro, hanno perso in giornata anche l’altro backup, Ariel Hukporti, che ha firmato con i Sixers.

Alla fine, hanno dovuto cedere, lasciando andare il proprio lungo di riserva sul mercato dei free agent per poi vederlo firmare con… i Boston Cetlics! Per Mitchell Robinson un triennale da $47.4 milioni con player option al terzo anno, sostanzialmente le cifre della piena non-taxpayer MLE da $15.6 milioni l’anno. Dopo questa presa, Boston sarà costretta a non superare la soglia del primo apron, innescando l’hard cap, trovandosi circa $3 milioni sopra la linea della luxury tax. Considerando anche la firma di Mike Conley, adesso il roster è potenzialmente completo così, e con lo scambio di Jaylen Brown a livello salariale non cambia nulla. Altre mosse in arrivo per evitare la penale imposta dalla NBA?

Miami Heat, abbiamo un problema

Altro tema da aggiornare dalla nostra guida. I Miami Heat hanno firmato Tim Hardaway Jr. con un contratto da un anno a $6.5 milioni, utilizzando una porzione della non-taxpayer mid-level exception. Di quest’ultima eccezione adesso restano alla squadra poco più di $8 milioni, che difficilmente utilizzeranno per intero a causa delle restrizioni legate al primo apron, soglia che non possono assolutamente superare (hard cap) e sotto cui si trovano di appena $9.1 milioni con ancora 2/3 slot a roster da riempire. Le restrizioni al primo apron sono legate all’acquisto di Giannis Antetokounmpo.

Questo ha reso ufficialmente impossibile offrire un contratto a Norman Powell nonostante i suoi Bird Rights, portando alla firma del giocatore con i Chicago Bulls a $45 milioni totali per due anni. Questo priva Miami di un All-Star da 21.7 punti di media, reduce da una stagione con il 38% da tre punti su oltre sette triple di media tentate, e del perfetto scorer di volume che ci voleva di fianco a Giannis. Oltre che di uno dei migliori nomi a roster.

Dopo la conferma di Simone Fontecchio e di altri giovani gregari, il solo asset resta lo stipendio da $16.2 milioni di Nikola Jovic, che potrebbe essere scaricato a qualcuno per liberare spazio e aprire all’utilizzo della rimanente MLE. Il problema è che non ci sono first-round pick per indorare la pillola, tra le altre cose. A peggiorare il tutto, in origine, è stata la scelta di Andrew Wiggins di estendere solo dopo aver accettato la propria opzione da $30.1 milioni per la prossima stagione: Miami risparmierà nei prossimi anni, ma nell’immediato resta ancora più impantanata.

La lotta al risparmio dei Cavaliers

Come detto, le priorità sono due. La prima, offrire il nuovo contratto a James Harden, che ha declinato appositamente la propria opzione contrattuale per un altro paio di anni da $32/33 milioni l’anno. La seconda, cercare di arrivare a LeBron James. Per farlo, in uscita potrebbero esserci Max Strus (come detto) e Dennis Schroder, mentre già certi di abbandonare la nave sono Keon Ellis e Dean Wade, i due migliori difensori a roster sugli esterni.

Dean Wade ha ottenuto un buon quadriennale da $39 milioni dai Philadelphia 76ers, che hanno salutato Quentin Grimes e probabilmente saluteranno Kelly Oubre Jr. Ellis, invece, ha trovato un accordo creativo con i Brooklyn Nets. Sulla carta è un biennale da $18 milioni, ma la struttura è peculiare, basata sul mutuale accordo tra le parti: il primo anno sarà del tutto garantito, mentre il secondo lo sarà solo se Ellis lo vorrà oppure se ambo le parti lo vorranno; se entrambe rifiuteranno di proseguire il rapporto, il giocatore diventerà free agent.