Rich Paul, agente di LeBron James, ha esposto pubblicamente una lavagna bianca con tutte le potenziali destinazioni del cliente. Proviamo a capirci qualcosa.

Ospite del podcast di Max Kellerman, Rich Paul – agente (tra gli altri) di LeBron James, fondatore dell’agenzia più potente della NBA, Klutch Sports, e personaggio alquanto peculiare – ha usato uno stratagemma incredibile per far parlare della free agency di LBJ: una lavagnetta bianca dove sono state indicate tutte le possibili destinazioni e i motivi dietro di esse.
Questo non è marketing, è “giocare a scacchi quattrodimensionali”, rubando l’espressione a Kellerman. Si tratta in primis di uno stratagemma mediatico gigantesco, come dimostra anche l’immediata viralità, poiché porta a speculazioni da parte dei fan e ovviamente riguarda l’atleta NBA più influente degli ultimi venticinque anni. Poi, di una vetrina per il proprio giocatore, spiattellando le sue preferenze – e giustificandole – in modo da far drizzare le antenne anche agli executive in ascolto.
Ovviamente, Paul avrà già fatto tutte le chiacchierate del caso ed esposto la situazione in privato, ma con LeBron James non si sa mai. La spettacolarizzazione della sua persona e di ogni sua scelta, con il tempo, si sono fatte un po’ stantie, passando da un evento sopra le righe ma unico e indimenticabile come The Decision per annunciare l’arrivo ai Miami Heat al circo mediatico di fine carriera, tra annunci del potenziale ritiro e The Decision 2.0 per annunciare la partnership con un marchio di cognac.
Questo per dire che quella lavagna, forse, un significato serio ce lo ha, quindi proviamo a dissezionarla citando una ad una le squadre e gli agganci. Partiamo dal centro per poi allargarci verso gli angoli, anticipando che di per sé la posizione può voler dire tutto e niente – le squadre interessate, stando a Paul, sarebbero tutte tranne un paio, perciò probabilmente alcune opzioni non sono nemmeno segnalate:
- Philadelphia 76ers: centro-sinistra, in alto, dove si può leggere un quartetto con Maxey, Edgecombe, Jaylen Brown e Joel Embiid. Oltre al fatto che il nome di VJ Edgecombe sia scritto male, la cosa davvero interessante è l’asterisco sul nome di Maxey: Rich Paul ha ammesso più e più volte che LeBron James AMI la combo guard dei Sixers – un bel modo per dire che è cliente Klutch Sports. Dopo l’aggiunta di Brown, questo roster è ricco di talento, ma sembra mancare un connettore tra tutte le parti, come potrebbe essere James. Inoltre, il nuovo capo delle operazioni, Mike Gansey, ha un grosso legame con James, essendo stati grandi rivali ai tempi dell’high school in Ohio.
- Miami Heat: centro-sinistra, in basso, dove si legge Mitchell, Wiggins, Giannis, Bam. Questa volta nessun errore nel riportare i nomi e poco da aggiungere: dopo l’arrivo di Antetokounmpo, una reunion sarebbe tanto romantica quanto competitiva. Il problema? Miami non ha nulla da offrire al momento, tanto che ha dovuto lasciare andare Norman Powell offrendo una porzione della MLE (eccezione salariale) a Tim Hardaway Jr. e si trova con le mani legate dalle nuove regole sull’apron. Forse una trade per scaricare Nikola Jovic e aprire spazio salariale potrebbe aiutare?
- Minnesota Timberwolves: centro, in basso, dove si legge Ant, Melo, McDaniels (pure questo scritto male), Gobert. Magari gli errori sui nomi vogliono dire qualcosa? Impossibile saperlo, si sa solo che anche dai report di The Athletic i Timberwolves sono dati tra i favoriti. Anthony Edwards riveste un ruolo importante in questo, senza dubbio, ma il core con McDaniels, Gobert e ora LaMelo piace anche a Rich Paul per sua stessa ammissione nel pod.
- Denver Nuggets: centro-destra, in basso, dove si legge Murray, Johnson, Gordon, Jokic, e subito di fianco una parentesi (Kroenke). Qui c’è un primo assaggio delle logiche extra-campo, con il collegamento a Stan e Josh Kroenke, proprietari della omonima holding company che gestisce negli Stati Uniti appunto i Nuggets, ma anche i Los Angeles Rams (NFL), i Colorado Avalanche (NHL), i Colorado Rapids (MLS), i Colorado Mammoth (NLL) e addirittura l’Arsenal – maschile e femminile – oltreoceano. Rich Paul ha spiegato che il fattore competitivo vale per Denver, ma i “buoni rapporti” con i Kroenke sono interessanti per potenziali investimenti.
- Cleveland Cavaliers: centro-destra, in alto, dove si legge Mitchell, Harden, Mobley, Allen, e di fianco una serie di nomi. Altra reunion, altri motivi extra-campo, legati perlopiù alla familiarità con l’ambiente. Dan e Grant Gilbert, assieme al GM Koby Altman, sono volti noti a LeBron James e socio, sebbene il vero X-factor sia Brandon Weems: “come un fratello per LeBron”, è assistant GM per i Cavs e con James ha giocato a football alla St. Vincent-St. Mary High School; si conoscono da sempre, ma Weems si è fatto da solo, prima come assistente a Kentucky, poi come capo dello scouting per i Cavs. Negativa, infine, l’assenza di Darius Garland per Rich Paul, “amato quanto Maxey” da LeBron – cioè anche lui è cliente Klutch Sports.
- San Antonio Spurs: cominciamo a defilarci, siamo al centro ma all’estrema destra. Senza dilungarci troppo, la passata annata e la presenza di Victor Wembanyama rendono San Antonio un no-brainer come potenziale destinazione competitiva, nonché un possibile mezzo per chiudere la carriera con un passaggio di testimone dall’ex volto della Lega al nuovo volto della Lega.
- New York Knicks: nell’angolo in basso a sinistra, riassunti con NYK. Forse si tratta della spiegazione più controversa: “non ci sarebbe nessuna lavagna se i Knicks non avessero vinto il titolo”, perché LeBron James sarebbe già lì. Il problema? “Jalen Brunson dovrebbe prendere il telefono e dire che per lui è tutto ok”, citando alla lettera Rich Paul. In che senso? LeBron è sempre andato in squadre dove è stato lui ad attirare giocatori per poi vincere, qui “sarebbe diverso”, per poi aggiungere “non importa se hai vinto un titolo e se sei stato il giocatore più importante, il valore d’impresa di LeBron è diverso”. Quest’ultima frase cestisticamente terrificante, ma a quanto pare i Knicks sono tra le squadre nel mix.
- Boston Celtics: in basso a sinistra, dove si legge Brad&Tatum, scritta che si spiega da sola. La partenza di Brown non ha comunque minato la capacità di competere dei Celtics, che contano su un buon gruppo accanto a Tatum, e non ha minato nemmeno l’autorevolezza di Brad Stevens, molto apprezzato da LeBron.
- Dallas Mavericks: forse la più assurda, al centro ma defilati sulla sinistra. Si legge già così Dallas + Masai, che fa intendere l’importanza della presenza di Masai Ujiri a capo delle operazioni, appena arrivato da Toronto. Poi, quattro parole: olio, golf, Macau e Africa. In ordine: industria petrolifera, con il ruolo di Dallas da hub commerciale; Dallas è la nuova sede della PGA of America, l’organizzatrice madre dei tornei di golf; Macau, perché il presidente dei Mavs Patrick Dumont è CEO della Sands Corporation, che gestisce attività di scommesse e casino a Macao, in Cina, dove Mavs e Rockets giocheranno due partite di pre-season a ottobre; Africa, sempre per il legame con Masai Ujiri, grande pioniere cestistico nel Continente.
- Golden State Warriors: stupisce la posizione defilata in alto a sinistra, nell’angolo dove si legge Steph & Dray. Ma non fatevi ingannare, come abbiamo spiegato QUI, gli Warriors si sono già adoperati per fare in modo di arrivare a LeBron James, aprendo spazio con la rinuncia momentanea di Draymond Green alla propria opzione contrattuale.