Ora che la pista Lakers è bruciata e che non si parla di altre grosse offerte per la sua free agency (con restrizioni), non è semplice rispondere.

Lo stallo nelle trattative tra i Detroit Pistons e Jalen Duren prosegue, ma con il passare dei giorni il mercato delle squadre realmente in grado di presentare un’offerta al prodotto di Memphis si sta progressivamente assottigliando.
Tra le franchigie che potevano rappresentare una concreta minaccia c’erano i Los Angeles Lakers, una delle poche squadre con spazio salariale sufficiente per tentare l’assalto al lungo. Secondo quanto riportato, il 30 giugno, primo giorno della free agency NBA 2026, Duren ha incontrato la dirigenza gialloviola.
Poche ore più tardi, però, i Lakers hanno cambiato direzione. La franchigia ha infatti raggiunto un accordo in sign-and-trade con il centro e restricted free agent degli Utah Jazz, Walker Kessler, che firmerà un contratto quadriennale da 130 milioni di dollari, secondo quanto riportato da Shams Charania di ESPN. Inoltre, Los Angeles ha trovato l’intesa anche con Sandro Mamukelashvili per un quadriennale da 52 milioni di dollari – e assieme a numerosi altri nomi, che trovate nell’approfondimento dedicato QUI.
Con lo spazio salariale ormai esaurito e il reparto lunghi sistemato, i Lakers sono di fatto usciti dalla corsa per Duren. Sam Amick di The Athletic ha comunque riportato che il primo incontro tra il giocatore e la franchigia californiana è stato molto positivo e che Los Angeles considera Duren un giocatore da massimo salariale.
Anche un’altra possibile pretendente è nel frattempo uscita di scena. I Boston Celtics, infatti, hanno deciso di puntare su Mitchell Robinson, ex centro dei New York Knicks, che firmerà un contratto triennale da 47,4 milioni di dollari – altra firma approfondita nel nostro recap.
Al momento non è chiaro se emergeranno altre squadre intenzionate a muoversi per Duren. Il suo potere contrattuale resta comunque limitato dalle regole della restricted free agency e, soprattutto, non ci sono più franchigie con un significativo spazio salariale disponibile.
In ogni caso, la questione potrebbe rivelarsi poco rilevante. Come riportato nei giorni scorsi, i Pistons non hanno alcuna intenzione di cedere Duren e restano pienamente convinti di voler rifirmare il proprio lungo ventiduenne, anche se resta da capire quando e in che modo si arriverà a un accordo.
Come funziona la restricted free agency di Duren?
Duren è reduce dalla miglior stagione della sua carriera. Ha chiuso l’annata con 19.5 punti e 10.5 rimbalzi di media, tirando con il 65% dal campo, formando insieme a Cade Cunningham la coppia simbolo della miglior stagione di Detroit degli ultimi vent’anni. I Pistons hanno infatti raggiunto le 60 vittorie per appena la terza volta nella storia della franchigia e sono tornati a disputare il secondo turno dei playoff per la prima volta dal 2008. Per questo motivo, la dirigenza ha ribadito più volte che il centro rappresenta uno dei pilastri del progetto.
“Lo voglio qui, è questo il mio pensiero su J.D. Vogliamo davvero che resti con noi“, ha dichiarato recentemente general manager Trajan Langdon.
Tra le poche squadre che continuano a monitorare la situazione ci sono i Sacramento Kings, che secondo diverse indiscrezioni sarebbero interessati a una sign-and-trade costruita attorno a Domantas Sabonis. Una strada che, almeno per il momento, appare complicata: Detroit non sembra interessata né a Sabonis né agli altri contratti utili per pareggiare i salari, come quello in scadenza da 49 milioni di dollari di Zach LaVine.
Grazie all’inserimento nel terzo quintetto All-NBA, Duren ha inoltre raggiunto i requisiti che gli consentono di accedere al cosiddetto “higher maximum criteria”, aumentando il massimo salariale che Detroit può offrirgli fino al 30% del salary cap. I Pistons possono così arrivare a un contratto quinquennale da 287 milioni di dollari con aumenti annuali dell’8%, una cifra sensibilmente superiore ai 239 milioni che avrebbe potuto ottenere in precedenza.
È difficile, però, immaginare che Duren riesca a strappare cifre di questo livello dopo una postseason al di sotto delle aspettative. Nei 14 incontri di playoff ha infatti fatto registrare 10.2 punti, 8.5 rimbalzi e 1.2 stoppate di media, tirando con il 51,4% dal campo, prima dell’eliminazione in sette partite contro i Cleveland Cavaliers.
Le altre franchigie possono offrire al massimo un quadriennale da 177.4 milioni di dollari, con uno stipendio iniziale pari al 25% del salary cap e aumenti del 5% annuo. Per arrivare a una proposta di questo tipo, tuttavia, è necessario avere spazio salariale disponibile.
Detroit, invece, può superare il salary cap per rifirmare il proprio giocatore e offrirgli un quinto anno di contratto. Ad esempio, un accordo quinquennale da 200 milioni di dollari, pari a una media di 40 milioni a stagione, garantirebbe comunque a Duren circa 23 milioni in più rispetto al massimo che potrebbe ricevere da un’altra squadra, pur con uno stipendio annuale inferiore di circa 4,35 milioni.
Inoltre, i Pistons mantengono il diritto di pareggiare qualsiasi offerta eventualmente firmata dal giocatore con un’altra franchigia dotata di spazio salariale. Anche nel caso di una sign&trade, il contratto di Duren resterebbe comunque limitato a quattro anni e 177 milioni di dollari, una soluzione che il front office di Detroit non sembra intenzionato a prendere in considerazione.
L’unica alternativa per il lungo sarebbe quella di accettare la qualifying offer da 9,62 milioni di dollari per la stagione 2026-27, disputare un altro anno a Detroit e diventare unrestricted free agent nell’estate successiva.