Una prontuario alla NBA trade deadline 2026, tra restrizioni e protagonisti.

La traiettoria verso la trade deadline NBA – la data di scadenza per ultimare gli scambi – di quest’anno si è fatto man mano più interessante, una vera e propria escalation dopo quello che sembrava prospettarsi come un quasi anonimato. La situazione di Giannis Antetokounmpo è ancora bloccata, e non è detto che si completi entro il gong delle 21 di giovedì 5 febbraio, ma gli scambi improvvisi di James Harden, Anthony Davis e Jaren Jackson Jr., assieme a colpi come quelli di Porzingis agli Warriors e Vucevic ai Celtics, sono stati particolarmente stupefacenti.
In questa breve guida – anzi, un prontuario – andremo a inserire informazioni più tecniche sullo stato attuale delle squadra, sperando di aiutare i naviganti a orientarsi nel mare di notifiche in arrivo dai mille reporter di X. Partiremo dal solito specchietto sulle regole del CBA introdotto di recente, chiudendo con un recap di quello che è successo sin qui.
Gli “apron” e le limitazioni
Gli “apron” non sono altro che tetti salariali al di sopra della luxury tax line, che possono essere superati dalle varie squadre ma non senza conseguenze. Il sistema finanziario NBA è basato su un soft cap, non esiste cioè una spesa massima, ma il nuovo CBA ha introdotto anche il cosiddetto “secondo tax apron”, una soglia che – se superata – porta a numerosi svantaggi sul mercato e situata a circa $10 milioni sopra il “primo tax apron”.
Effettuando determinate manovre, una squadra può anche diventare “hard-capped” al primo o secondo apron, cioè impossibilitata a superare quelle esatte soglie di spesa, rendendo il sistema de facto un ibrido in base alle circostanze. Di seguito, un’occhiata alle limitazioni (giusto le principali e più utili per la trade deadline) di primo e secondo apron e le squadre che ne sono colpite, con una menzione di quelle hard-capped:
- primo apron:
- restrizioni: il salary matching deve essere preciso in una trade, esattamente il 100% di parità fra stipendi in entrata e in uscita, o quello in entrata minore di quello in uscita; non si possono firmare giocatori che hanno subito buyout se il precedente stipendio del giocatore superava quello della Non-Taxpayer MLE.
- squadre sopra il primo apron ma sotto il secondo apron: New York Knicks (hard cap al secondo apron), Golden State Warriors (hard cap al secondo apron)
I Knicks sono limitatissimi, dal momento che si trovano a ridosso della soglia del secondo apron, ma si sono aggiustati in vista del prossimo anno cedendo Yabusele per Terry, che sarà restricted free agent. Golden State si è invece allontanata a quota $3.5 milioni dopo la trade Porzingis e il salary dump di TJD.
- secondo apron:
- restrizioni: non si possono aggregare più stipendi in uno scambio (es., cedere due giocatori per uno solo), a meno che a trade ultimata la squadra oltre il secondo apron non si ritrovi al di sotto; non si può mandare cash in uno scambio; non si può usare una trade exception creata tramite sign™ si può fare solo uno scambio dove un giocatore è ceduto e arriva pari stipendio (100%) o inferiore, anche se ad entrare sono 2+ giocatori; non si possono scambiare first-round pick previste a sette anni di distanza se si chiude l’anno sopra il secondo apron, a meno che non si resti sotto la soglia in tre dei quattro anni successivi.
- squadre oltre il secondo apron: Cleveland Cavaliers, che però si sono mossi al risparmio prima con De’Andre Hunter, poi con lo scambio Harden – Garland, poi con il salary dump di Lonzo Ball, ma mancano ancora oltre $3 milioni.
- squadre sotto il primo e secondo apron: Lakers (hard cap al primo apron), Rockets (hard cap), Timberwolves, Celtics, Raptors, Nuggets, Clippers (hard cap), Pelicans (hard cap), 76ers, Kings (hard cap), Suns, Heat (hard cap), Trail Blazers (hard cap), Magic (hard cap), Bulls (hard cap), Thunder, Spurs (hard cap), Hawks (hard cap), Mavericks, Hornets (hard cap), Pistons (hard cap), Pacers (hard cap), Wizards (hard cap), Bucks, Jazz (hard cap), Grizzlies (hard cap), Nets
Lakers e Rockets sono quelle con le mani più legate, non potendo superare la soglia del primo apron ma trovandosi appena al di sotto – si va dai $977mila dei gialloviola a $1.3 milioni di Houston. Clippers e Magic sono invece scese visibilmente, i primi con il salary dump di Chris Paul, i secondi con il salary dump di Tyus Jones, $7 milioni.
Le trade
Di seguito una lista dei nostri commenti agli scambi avvenuti, con alcuni pezzi che racchiudono più trade:
- James Harden per Darius Garland
- Anthony Davis agli Wizards
- Jaren Jackson Jr. ai Jazz, Nikola Vucevic ai Celtics e altre del 3 febbraio
- Kristaps Porzingis agli Warriors e altre del 4 febbraio
- De’Andre Hunter ai Kings
- Trae Young agli Wizards
Trade deadline, maratona AtG!
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