Nella giornata di AD, Kuminga e Porzingis, un commento anche agli altri scambi di questa NBA trade deadline.

La NBA trade deadline 2026 si è conclusa, e con molti più scambi del previsto. Quello di James Harden, una vera e propria trade lampo, lo abbiamo commentato QUI, mentre la partenza di Anthony Davis si è aggiunta alle aggravanti dello scambio di Luka Doncic, come spiegato QUI.
Quanto all’inatteso arrivo di Jaren Jackson Jr. a Salt Lake City, e alle altre follia del tre febbraio, abbiamo lasciato dei semplici commenti per spiegare le dinamiche dietro la mossa particolare – come il processo che ha portato i Celtics a provarci prima con Zubac, poi con JJJ, e infine a ripiegare su Nikola Vucevic per ammortizzare i costi.
Qui un commento aggiuntivo a svariate risoluzioni come quella di Lonzo Ball, Guerschon Yabusele, Coby White e Jonathan Kuminga, quest’ultimo inserito nel pacchetto per arrivare a Kristaps Porzingis. Senza ulteriori indugi, un breve approfondimento su tutte le mosse di questa trade deadline.
Cosa ci fa Kristaps Porzingis con la canotta degli Warriors?
Finalmente un lungo con raggio di tiro, che converte con il 37% le 5.2 triple tentate di media da fuori, e capace di difendere il ferro se circondato del personale adeguato. In ritardo di un paio di anni, però. A Kristaps Porzingis è stata diagnosticata una Sindrome da Tachicardia Posturale Ortostatica, una condizione cronica, che con i trattamenti adeguati non dovrebbe impedirgli di giocare, ma che di fatto lo ha portato a giocare solo 42 partite con i Celtics nel 2025 e sin qui soltanto 17 in stagione con gli Hawks, per i quali ha disputato la sua ultima partita il 7 gennaio scorso.
In ogni caso, l’aspetto positivo è dal punto di vista salariale. Si tratta di un contratto in scadenza da $30.7 milioni, pareggiato dalle contropartite Kuminga e Buddy Hield, che assieme al salary dump di Trayce Jackson-Davis permettono agli Warriors di liberare un po’ di spazio sotto la soglia del secondo apron, che non possono superare a causa dell’hard cap, e di aprire due slot a roster. Se vorranno assorbire un contrattone, adesso ovviamente potranno servirsi solo di Jimmy Butler e dei suoi $54.1 milioni di stipendio.
Finalmente Kuminga
E Jonathan Kuminga, che adesso si gioca il nuovo contratto in questa seconda metà di stagione con gli Hawks, ringrazia. Spererà di ottenerlo ad Atlanta, ma non è scontato, anzi. Gli Hawks hanno ottenuto alla fine un contratto (quello del congolese) con una team option da $24.3 milioni che decideranno loro di esercitare, o meno, il prossimo 29 giugno, mentre Buddy Hield ha solo $3 milioni garantiti su 9.6, qualora dovesse essere tagliato entro il giorno successivo al Draft 2026. In poche parole, Atlanta ha il coltello dalla parte del manico, starà a Kuminga convincerli – oppure, sarà free agency.
Cosa ci fa Anthony Davis (con Trae Young?!) agli Wizards?
Di AD, sponda Dallas, abbiamo già parlato nell’introduzione, rimandando all’articolo. Ma sponda Washington la cosa si fa abbastanza interessante. Ci sono Trae Young, Anthony Davis e una marea di giovanissimi giocatori di rotazione, il più vecchio dei quali (tra quelli con minuti) ha 24 anni. Un match made in heaven per Trae, circondato di difesa perimetrale e adesso dotato anche di un’ancora difensiva e lob threat, ma anche qui con lo stesso discorso di Porzingis: se si trattasse di un paio di anni fa.
AD si è rotto appena arrivato a Dallas, giocando 9 partite nella seconda parte del 2025, mentre quest’anno si è vestito in tenuta da gara solo in 20 occasioni, ultima delle quali l’8 gennaio (infortunio al dito). L’aspetto positivo? Anche Trae Young, quest’anno, deve stare seduto perché gli Wizards hanno l’obbligo di perdere il più possibile in modo da conservare la propria scelta protetta top-8 al Draft 2026. Davis farà lo stesso, preparandosi alla prossima – anche questo, se ci pensate, è un match perfetto.
I Thunder si fermeranno mai?
Dopo il menisco, il grave infortunio al pollice, e adesso anche la trade. Non è stato un inizio facile quello in NBA di Jared McCain, che adesso però avrà modo di ripartire in un contesto molto più competitivo di Phila. E i Thunder ci credono molto, dal momento che hanno ceduto una first-round pick e tre seconde per arrivare al 22enne – e questo, per Sam Presti, fa davvero notizia.
Alla fine il potenziale è molto elevato, trattandosi dell’aggiunta a un sistema basato sul creare buoni tiri sugli scarichi di un tiratore dal 44% in stagione su tiri non marcati, in costante movimento e abilissimo nell’attaccare il closeout. Si parla di un tiratore dal 38% già dal suo rookie year su un discreto volume, perciò non può che rivelarsi intrigante per i campioni in carica. In più, lui è un gran TikToker, si incastra bene con JDub e Jaylin Williams.
A proposito di OKC: la trade di Ivica Zubac
Lo scambio di Ivica Zubac, girato a Indiana, potrebbe favorire OKC. Come? La scelta non protetta dei Clippers al Draft 2026 appartiene ai Thunder, al momento proiettata alla selezione numero dodici. Scambiando il proprio lungo titolare, Los Angeles ha ottenuto un buon ricambio sul lungo periodo con Mathurin, Jackson e le due first-round pick, ma è stata una dichiarazione di intenti.
Una delle scelte al primo giro è la 2026 di Indiana, con una protezione molto peculiare: 1-4 e 10-30; significa che sarà dei Clippers solo se cadrà tra la 5 e la 9, al momento uno scenario con il 48% di probabilità. Questa è la base per un retooling, premessa per pensare che questa stagione venga considerata ormai da buttare – e che quella scelta al Draft 2026 possa salire più su della 12, mettendo la Lega in ginocchio.
Finalmente Coby White
Si vociferava di uno scambio, soprattutto per l’esubero di guardie dei Chicago Bulls, ed è arrivato subito. Ad essere ceduto agli Hornets anche Mike Conley Jr., appena arrivato da Minnesota, in cambio di tre second-round pick, Ousmane Dieng dai Thunder (scambio a tre) e… di Collin Sexton, un’altra guardia – il che tiene aperta la strada della partenza di Dosunmu.
Adesso le domande sono due: l’aggiunta di Coby White aiuterà o no gli Hornets a ripetere il record di differenza punti in trasferta stabilito nel mese di gennaio a quota +151? E soprattutto: ora che può farlo perché è stato scambiato due volte, secondo la Bogut Rule, Mike Conley Jr. tornerà al minimo salariale ai Minnesota Timberwolves?
Finalmente Ayo Dosunmu
Le limitazioni del secondo apron hanno costretto a Timberwolves a separarsi da Nickeil Alexander-Walker, ma Tim Connelly ha subito rimediato. Ayo Dosunmu arriva, assieme a Phillips, al prezzo di quattro second-round pick, Leonard Miller e Rob Dillingham – vero investimento sbagliato dei Timberwolves nei recenti Draft, del quale si sono serviti poco e male -, e tappa un buco tra gli esterni in termini di difesa POA e di abilità nel mettere palla a terra.
E arriva con l’idea che i Wolves, che ne hanno preservato i Bird Rights, possano estenderlo in estate, considerando anche che la mossa ha concesso maggiore flessibilità sotto il primo apron, sfiorando addirittura la discesa al di sotto della tax line.
Finalmente Lonzo Ball
Uno dei temi della trade deadline riguardava l’intenzione dei Cavaliers – squadra più costosa della NBA – di scendere sotto la soglia del secondo apron. L’affare di Hunter ha aiutato in questa direzione, ma adesso la svolta decisiva arriva sacrificando i $10 milioni di Lonzo Ball, spedito a Utah – dove verrà tagliato – con una trade a tre, che di rilevante ha solo l’arrivo ad Atlanta di Jock Landale. Così i Cavs hanno risparmiato altri $65 milioni in tasse, pur non riuscendo a evitare il secondo apron per un soffio.
Finalmente Yabusele – e Alvarado!
Guerschon Yabusele è arrivato fuori formissima a inizio stagione, non è migliorato. Il suo minutaggio è stato tremendo tanto quanto il suo impatto sulla partita, ma comunque meno dei $5.5 milioni ai quali New York lo ha firmato, comprendendo una player option da $5.8 milioni per la prossima stagione. Situazione tragica per una squadra in lotta con l’apron, dalla quale i Knicks si sono districati tramite due favori.
Il primo lo hanno fatto i Bulls, che hanno accettato lo scambio con Dalen Terry senza chiedere nemmeno una second-round pick, e così New York ne ha potute mandare due per Jose Alvarado nello scambio con i Pelicans. Il secondo di Yabusele stesso, che ha facilitato la trade decidendo di rinunciare alla player option prevista da contratto, offrendo di fatto un expiring ai Bulls. Forse perché sapeva che fosse l’unico modo per andarsene dai Knicks, dove non ha trovato spazio, o forse perché ha già un accordo oltreoceano per il prossimo anno.
Difficile a dirsi, certo è solo che Alvarado è un’ottima presa per i Knicks, che guadagna meno di Yabusele, che può stare in campo ai Playoffs, che ha una player option più economica e la possibilità di estendere il prossimo 30 settembre a buone cifre.
Chris Paul, il ritorno
Menzione d’onore solo per ricordare che Chris Paul non è stato tagliato dai Clippers. Dopo le esperienze provvisorie con Warriors e Spurs, quello che doveva essere un tour prima del ritiro si è trasformato in una separazione in casa, culminata adesso in questo scambio a tre squadre che lo avrebbe estradato in Canada. CP3, in ogni caso, nemmeno prenderà il volo, dato che a quanto pare verrà subito tagliato. Siamo tristi? Siamo tristi. Un finale totalmente immeritato.
Trade deadline, maratona AtG!
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