Mike Conley Jr. tre giorni fa giocava per i Timberwolves, due giorni fa era ai Bulls, ieri era agli Hornets, e oggi è di nuovo ai Timberwolves. Come?

Mike Conley Anthony Edwards Minnesota Timberwolves
FOTO: New York Times

Mike Conley Jr. chiuderà la stagione nei Minnesota Timberwolves. Al che potreste rispondere: e quindi? In realtà, in tre giorni al veterano ne sono successe di ogni:

▪️ 3 febbraio: scaricato ai Chicago Bulls in una trade a tre che includeva anche i Pistons solo per liberare spazio sotto il primo apron, una soglia salariale stringente che limita nelle transazioni. Conley percepiva esattamente $10.7 milioni.

▪️ 4 febbraio: girato da Chicago agli Charlotte Hornets per far quadrare i conti con lo scambio di Coby White per Collin Sexton. Nel giro di qualche minuto, la nuova squadra ne annuncia immediatamente il taglio.

▪️ 6 febbraio: entra in scena quella che Bobby Marks di ESPN chiama la “Andrew Bogut rule”, cioè che un giocatore non può firmare, a seguito del rilascio, con la squadra che lo ha precedentemente scambiato, ma ciò non vieta di firmare con la precedente. Dato che i Bulls lo hanno girato di nuovo altrove in 24 ore, i Timberwolves possono riportarlo a casa.

In parole povere, Minnesota adesso lo riprenderà al minimo salariale fino al termine della stagione, anziché a $10.7 milioni, dopo essere scesa sotto il secondo apron e aver effettuato anche un ottimo scambio per Ayo Dosunmu. Se i Timberwolves aspetteranno dopo l’All-Star Break per riempire con Conley uno dei due spot liberi a roster, tra l’altro avranno abbastanza spazio per completare anche l’ultimo con un altro minimo salariale. Anche quello di un giocatore che nel precedente contratto percepiva oltre i $14 milioni di non-taxpayer MLE, opzione preclusa alle squadre sopra il primo apron – come Minnesota prima di scambiare Conley!