L’evento NBA Europe: Next è stato un grande successo in termini di partecipazione e interesse degli investitori, ma le società di pallacanestro invitate nutrono ancora dei dubbi.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Aris Barkas e pubblicata su Eurohoops, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.
Il Raffles Hotel di Londra era una location elegante, scelta dalla NBA per il suo evento privato, che è stato probabilmente il più grande raduno di investitori mai organizzato nel mondo del basket europeo. Tuttavia, la storia dell’edificio, gli antichi uffici della guerra, dove risiedevano personaggi iconici come Winston Churchill e Ian Fleming, creatore di James Bond, potrebbe essere molto più adatta all’occasione, in quello che sta per diventare un nuovo capitolo del basket europeo con molte variabili ancora sconosciute.
Era presente il segretario generale della FIBA Andreas Zagklis, insieme al commissario dell’NBA Adam Silver, e anche un gran numero di fondi di investimento, desiderosi di conoscere il nuovo progetto. Tuttavia, i fondi non possono giocare a basket. Quindi la presenza delle organizzazioni sportive potrebbe essere più importante, poiché saranno loro a formare la Lega in cui verranno effettuati gli investimenti.
Secondo fonti di Eurohoops, nella maggior parte dei casi i club erano presenti per svolgere le dovute verifiche e, sebbene molti di essi siano stati contattati direttamente e in modo informale dagli investitori, il fatto che non ci siano ancora informazioni sui potenziali ricavi del progetto, ma si parli solo degli obblighi dei club, che vorrebbero diventare “franchigie” permanenti, compresa la quota di ingresso di 500 milioni di euro di cui si vocifera, complica le cose.
Ovviamente nessuno vuole chiudere le porte alla NBA, ed è per questo che erano presenti azionisti dell’EuroLeague come Panathinaikos, FC Bayern Monaco, Real Madrid, FC Barcelona ed EA7 Emporio Armani Milano. Secondo The Athletic, la NBA ha anche avuto un incontro speciale con il Fenerbahce la scorsa settimana, mentre secondo fonti di Eurohoops ci sono stati contatti con l’Olympiacos, ma il club non è stato invitato a Londra.
Questi club sono stati fondati nei mercati che la NBA vuole rendere il fulcro del proprio progetto europeo, ma al momento nessuno di essi ha ancora siglato alcun accordo. Come già riportato, la NBA vuole avere 12 franchigie permanenti, due nel Regno Unito, due in Francia, due in Spagna, due in Germania, due in Italia, una in Grecia e una in Turchia.
Solo una squadra garantita in Francia e Regno Unito
In teoria, il Regno Unito è l’obiettivo più facile per l’NBA, dato che l’intero panorama del basket professionistico nel Paese sta cambiando (ne abbiamo parlato QUI), con una task force speciale della FIBA che lo supervisiona. L’NBA ha deciso i mercati e le arene, O2 a Londra e Co-op Live a Manchester, e ora deve trovare le squadre, che potrebbero far parte della ancora sfuggente lega nazionale GBBL. Secondo la BBC, sia il Manchester United che il Manchester City non sono interessati a creare sezioni di pallacanestro, ma, secondo The Athletic, i rappresentanti del Manchester City erano presenti nella capitale inglese per l’evento. Nessuna notizia ancora per Londra.
In Francia, la situazione è chiara. Lunedì Tony Parker ha tenuto una delle presentazioni della NBA agli investitori, insieme a Pau Gasol e Zlatan Ibrahimovic, per conto della RedBird Capital Partners. Quindi LDLC ASVEL, il cui contratto con l’EuroLeague scade a giugno, dovrebbe entrare a far parte di NBA Europe, probabilmente con la vendita, almeno parziale, del club a un nuovo investitore.
L’altra grande scommessa è Parigi. Secondo fonti di Eurohoops, il Paris Basketball al momento è escluso da qualsiasi trattativa con l’NBA per una serie di motivi, quindi l’obiettivo ovvio è quello di attirare il PSG nella propria orbita, come ha dichiarato apertamente Adam Silver. Non ci sono ancora reazioni da parte del Paris Saint-Germain, se non quella di aver ammesso in passato che ci sono delle trattative in corso.

Gli azionisti di Eurolega
Nonostante la loro presenza all’evento, Panathinaikos, FC Bayern Monaco ed EA7 Emporio Armani Milano hanno già firmato le loro nuove licenze decennali con la EuroLeague. Naturalmente, è prevista una clausola di recesso di 10 milioni di euro, che può essere utilizzata, oltre a eventuali costi aggiuntivi per danni, ma a questo punto non possono impegnarsi definitivamente con l’NBA, anche se lo volessero.
Il fatto che anche AC Milan, anch’esso di proprietà di RedBird Capital, fosse presente, potrebbe indicare la strada che questa trasformazione potrebbe seguire con una fusione o un nuovo veicolo aziendale (ne abbiamo parlato QUI). Ciò significherebbe anche vendere il club, almeno in parte, a un fondo o, nel caso del Bayern Monaco, creare una società privata diversa solo per la sezione basket del club, cosa che si applicherebbe anche al Real Madrid, al Barcellona e al Fenerbahce se volessero partecipare al nuovo progetto come franchigie permanenti.
Il Panathinaikos è già una società privata nella sezione basket, che non ha alcun legame finanziario con la sezione calcio del club o con gli sport amatoriali, il che rende il suo caso ancora più interessante dal punto di vista finanziario.

I “Free agent” e le domande sui ritorni
Il Real Madrid, il Fenerbahce (che non era presente) e il Barcellona non hanno ancora firmato le loro nuove licenze decennali con l’Eurolega. Tuttavia, il Fener e il Barça sembrano destinati a rimanere nella competizione, con i catalani che firmeranno il nuovo contratto nei prossimi giorni. D’altra parte, il Real Madrid è considerato il motore del nuovo progetto, una percezione che ha già suscitato proteste tra i tifosi del club, e sembra essere disposta a creare una società privata per la sezione basket appositamente per questo progetto.
Con il Barcellona che non è disposto a impegnarsi per il secondo spot spagnolo, l’NBA potrebbe essere tentata di avvicinarsi al Valencia, che non ha lo stesso marchio ma possiede uno dei migliori, se non il migliore, palazzetto d’Europa e attualmente ha un impegno triennale con l’EuroLeague, in scadenza nel 2028.
In Turchia, oltre al Fenerbahce, uno dei club più importanti del Paese, anche il Galatasaray sembra desideroso di partecipare al progetto.
In Germania, l’ALBA vuole essere la squadra di Berlino, mentre la NBA vuole che il Bayern sia la sua squadra a Monaco. Adam Silver ha elogiato l’ALBA durante la sua conferenza stampa a Berlino: la squadra fa già parte dell’ecosistema FIBA dopo aver lasciato l’EuroLeague, ma, come ha sottolineato l’Athletic, il passaggio a NBA Europe avverrà con l’afflusso di capitali da parte di nuovi investitori.
Quindi tutto ciò lascia un punto interrogativo sulla possibile squadra a Roma, considerata un mercato chiave in Italia per NBA Europe, anche se, come riportato da Iacopo De Santis, Napoli ha incontrato EuroLeague e dovrebbe incontrare anche NBA. Roma potrebbe essere più attraente dal punto di vista del mercato, ma non ha una squadra di alto livello consolidata.
Tuttavia, come già detto in precedenza, ciò che rende scettici tutti i club europei legati a EuroLeague riguardo al nuovo progetto è l’aspetto economico. E la conferenza stampa di Adam Silver a Berlino, in cui ha ammesso che inizialmente il prodotto non sarà redditizio e lo ha paragonato alla WNBA, ha complicato ulteriormente le cose, considerando ciò che la nuova Lega richiede alle sue “franchigie”.
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