Golden State non vince questa gara senza la difesa di Draymond Green su Kawhi Leonard.

Draymond Green in difesa su Kawhi Leonard
FOTO: NBA

Commoventi le triple di Al Horford, inenarrabile la prestazione (e la freddezza) di Stephen Curry, ma Golden State non vince questa gara senza la difesa di Draymond Green su Kawhi Leonard. Lo ha detto meglio di tutti la stessa superstar dei Clippers a fine partita, sconfitti ed eliminati dalla corsa Playoffs, con la solita austerità che lo contraddistingue: “Un difensore da Hall of Fame, è stato difficile persino prenderseli i tiri”. Letteralmente.

Nel quarto periodo, fatta eccezione per la rimessa a partita finita dove Leonard ha segnato da solo su un taglio al ferro perché gli Warriors volevano concedere due punti senza rischiare di commettere fallo anziché tre, Kawhi non ha proprio segnato. Mai. 0 punti, un errore al tiro in contropiede dove non era nemmeno marcato dall’Orso Ballerino. Draymond Green lo ha marcato a tutto campo, faccia a faccia, senza lasciargli un centimetro.

Ovvio, non lo ha fatto da solo, c’è anche la mano di Steve Kerr e del coaching staff, ma sappiamo benissimo che in campo è solo Green a coordinare le operazioni. I Golden State Warriors hanno usato precisamente la tattica auspicata in fase di preview, ovvero slegare Draymond dai compiti di difesa del pitturato facendo affidamento su un ottimo rim protector come Kristaps Porzingis, o chi per lui – in stagione era stato Quinten Post per ragioni di infortuni, ieri nel finale c’era Al Horford perché on fire. Per la precisione, questa la spiegazione della tattica:

Contro questo genere di attacco vanno a confrontarsi i Golden State Warriors, con un interrogativo ben preciso: come si ferma Kawhi Leonard? I Dubs ci hanno provato, nel precedente di marzo, con Draymon Green come marcatore primario, e bisogna dire che quest’ultimo ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nel primo tempo.

In presenza di Kristaps Porzingis, ottimo aiuto e deterrente a disposizione nel pitturato (assente nel precedente), Green si può trasformare in mastino, un po’ come visto anche in presenza di Quinten Post – ben meno efficace del lettone come intimidatore al ferro. Servirà grande reattività da parte di tutti sia nell’uscite sui tentativi di palleggio, arresto e tiro di Leonard quando Green inseguirà sui blocchi, sia attività sui piedi per provare a tenere sui cambi che si verranno a creare.

La tattica è stata quella che Golden State ha applicato anche su Kevin Durant di recente, ripetendosi su tutti i grandi scorer – Booker nell’imminente matchup contro i Suns per l’ottavo posto, Shai Gilgeous-Alexander qualora i Dubs dovessero arrivare al primo turno: uscire alti al livello del blocco, senza lasciare spazio per il palleggio, arresto e tiro o la penetrazione.

Gli Warriors hanno alternato gli show pesanti, cioè le uscite forti del secondo uomo più vicino alla palla – anche la guardia, come Stephen Curry nel quarto periodo – per chiudere a Leonard le linee di palleggio. O di passaggio, nel caso dei più pesanti blitz con il lungo, eseguiti con i tempi perfetti grazie a veterani come Green e Horford. Con un lungo statico come Brook Lopez e pochi movimenti a palla lontana, Leonard ha buttato un paio di palloni pesanti:

Il resto, poi, è pura cazzimma. Non esiste difensore sul pianeta terra capace di fermare Kawhi Leonard così bene, così a lungo, marcandolo per quasi un intero quarto a tutto campo. E senza essere più un giovincello, anzi. Potremmo spendere mille parole a riguardo, ma consigliamo di godervi semplicemente vintage Draymond Green che non fa toccare palla a quello che a tutti gli effetti è un candidato MVP:


Vi piace come scriviamo? No? Magari allora provate a sentirci parlare! Ricordiamo che potete trovarci sui canali Twitch (clicca QUI) e YouTube (clicca QUI) di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il nostro podcast, The Weak Side, l’appuntamento è invece ogni settimana alle 19 per la registrazione live, con un’uscita prevista su Spotify e Apple Podcasts.