In primis, Kawhi Leonard si difende male. Punto. Poi, probabilmente, con Draymond Green e tutto l’aiuto possibile.

I Golden State Warriors come difenderanno Kawhi Leonard?
FOTO: NBC Sports

Partiamo da un presupposto: non esiste modo per fermare Kawhi Leonard, se è integro fisicamente. Questa stagione ne ha offerto un’ulteriore dimostrazione: 27.9 punti di media con il 62.9% di True Shooting%, entrambi massimi in carriera, il tutto giocando 65 partite. Dopo Shai Gilgeous-Alexander, che ha battuto questo record di Wilt Chamberlain, Kawhi Leonard è il giocatore NBA con più gare di fila da 20+ punti, considerando le streak all’attivo, a quota 57 (and counting). Tra i giocatori con 25+ punti di media in stagione, solo SGA, Nikola Jokic e Kevin Durant hanno una migliore efficienza – escludendo Curry e Antetokounmpo, che hanno giocato troppo poco.

Ma qui non si parla solo di fase realizzativa. Il contributo di Kawhi Leonard si riflette anche sulla squadra, dal momento che i Clippers con lui in campo hanno un net rating di +14.4 rispetto a quando è fuori, un impatto secondo solo a quello di Jokic e Wembanyama sulle rispettive squadre. Anche le metriche d’impatto gli sorridono, dal momento che in quasi tutte si classifica sotto solo ai tre principali candidati MVP.

In poche parole, non è realizzazione finalizzata a sé stessa, ma positiva per la squadra, che ne beneficia in termini di spazi sui quali operare e di pressioni ridotte da parte della difesa su tutti quelli che non sono Leonard. Darius Garland è da pochissimo a LA, ma in questa ventina di partite ha accumulato 19.9 punti e 6.4 assist di media con l’efficienza più alta in carriera, tirando con il 50.3% da due punti e con un clamoroso 43.8% su 7.6 triple tentate a partita. Cosa c’entra Leonard?

DG è un mostro nell’attaccare il closeout e nel muoversi senza palla verso lo spazio più libero, pertanto poter fare squadra con un juggernaut offensivo del genere per un secondo violino di questo tipo fa tutta la differenza del mondo. E viceversa, dal momento che Garland è un ottimo passatore e capace di creare tanto bene per sé quasi quanto per gli altri. Con i due in campo, nonostante il campione ristretto, i Clippers hanno dominato, soprattutto nella metà campo offensiva.

Contro questo genere di attacco vanno a confrontarsi i Golden State Warriors, con un interrogativo ben preciso: come si ferma Kawhi Leonard? I Dubs ci hanno provato, nel precedente di marzo, con Draymon Green come marcatore primario, e bisogna dire che quest’ultimo ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nel primo tempo. The Klaw ha chiuso il parziale con 8 punti e soli 6 tiri, prima di esplodere nel secondo tempo con 15 punti e due soli errori, scaldando la mano sul finire di terzo quarto quando Green si è seduto per riprendere fiato.

In presenza di Kristaps Porzingis, ottimo aiuto e deterrente a disposizione nel pitturato (assente nel precedente), Green si può trasformare in mastino, un po’ come visto anche in presenza di Quinten Post – ben meno efficace del lettone come intimidatore al ferro. Servirà grande reattività da parte di tutti sia nell’uscite sui tentativi di palleggio, arresto e tiro di Leonard quando Green inseguirà sui blocchi, sia attività sui piedi per provare a tenere sui cambi che si verranno a creare.

Le situazioni qua sopra dovranno ripetersi anche contro Darius Garland. E molto più spesso, trattandosi di una minaccia in pull-up al pari di Kawhi Leonard, se non addirittura superiore nel tirare dal palleggio da dietro la linea perimetrale. Per questo motivo, i Golden State Warriors proveranno anche qualcosa di un po’ diverso per negare a The Klaw e alla sua spalla le posizioni favorevoli.

In passato, la difesa a zona è già stata una soluzione ricercata da Steve Kerr e dal proprio staff, e anche a marzo si è vista in una versione ibrida con quella a uomo. Con scarsi risultati, ma si è vista. Le variazioni contro attaccanti di questo genere, a meno che non si accetti di raddoppiarlo costantemente e giocare in 4-contro-3, sono essenziali per costringerli quantomeno a pensare. Semplicemente, Kawhi Leonard è troppo bravo, segna e segnerà sempre (ne abbiamo parlato QUI).

La differenza è con quanti tentativi, e quanto isolandosi rispetto ai propri compagni. 23 punti con 14 tiri sono tanti, e infatti questa è stata la storia del blowout di marzo. 24 punti con 25 tiri va già meglio, e infatti gli Warriors hanno perso il secondo precedente solo di uno. 18 punti con 17 tiri sono il best case scenario, e infatti Golden State ha vinto così il primo incontro stagionale contro i Clippers.

Kawhi Leonard è la bestia nera di Golden State ormai da molto tempo, la squadra di San Francisco non ha mai trovato una vera e propria soluzione né a lui, né ai Clippers – 10 a 1 i precedenti per i losangelini, 8 a 3 per il giocatore contro i Dubs, girando a cifre astronomiche. Da come lo difenderanno, passeranno le sorti di questo incontro di Play-In e di un’intera stagione.


Vi piace come scriviamo? No? Magari allora provate a sentirci parlare! Ricordiamo che potete trovarci sui canali Twitch (clicca QUI) e YouTube (clicca QUI) di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il nostro podcast, The Weak Side, l’appuntamento è invece ogni settimana alle 19 per la registrazione live, con un’uscita prevista su Spotify e Apple Podcasts.