Nonostante l’età che avanza e gli infortuni, l’efficienza di Kawhi Leonard resta sempre stupefacente.

Kawhi Leonard nelle ultime sei partite gira a 39.0 punti di media con il 59.8% da due punti e il 44.1% su 9.8 tentativi da tre, per un 69.5 di True Shooting%. Dovrebbe già far ridere così, ma questi numeri diventano ancora più esilaranti se si pensa che in mezzo ne ha sparati 41 contro una difesa top-10 come i Rockets e ben 55 contro i Pistons, dopo i Thunder l’avversario più attrezzato in assoluto nella metà campo amica.
Kawhi Leonard, a quasi 35 anni, segna ancora così tanto e così bene contro tutti. Ma come è possibile? Per ricostruire il suo storico di infortuni non basterebbe un libro, già a fine novembre scorso si trovava in minutes restriction a seguito di un’assenza di dieci gare per problemi a caviglia e piede destro. Sulla carta dovremmo parlare di un rottame ambulante, con tutto il rispetto per il giocatore, puramente per questioni fisiche. Eppure a stupire è proprio l’esplosività della superstar dei Clippers in quest’ultimo periodo.
Esce dai blocchi, che sia per il tiro o per ricciolare, e mette a piacimento i piedi nel pitturato per prendersi i suoi spot o attaccare il ferro – gira a 10.3 tiri liberi tentati di media in questa span, e i suoi 6.2 giri in lunetta stagionali rappresentano il massimo personale dal 2021. Non è solo un momento particolarmente fortunato al tiro, insomma, sta proprio cucinando chiunque dal palleggio.
Ovviamente, l’opzione primaria resta quella del mid-range o dello short mid-range in situazioni di puro iso, sia perché le gambe – per quanto ancora facciano paura – non sono più quelle di un tempo, sia per preservare le condizioni fisiche già precarie. Il 53% delle sue conclusioni arriva dalla media distanza, 97esimo percentile NBA, con un tasso di conversione del 52%, 88esimo percentile. Questo è il migliore dato in carriera di Kawhi Leonard, al momento, e per rendere l’idea basti sapere che Kevin Durant in stagione tira con il 53%, appena sopra, ma appena peggio dal long mid-range (51% della stella dei Clippers, contro il 50%).
Come detto, però, ha anche dimostrato di non aver paura di fare ancora a sportellate, e soprattutto di poter cucinare a piacimento qualunque difensore dal palleggio per prendersi il canestro o la linea di fondo. Questo, assieme alle transizioni scatenate da palla rubata (2.7 di media nelle ultime sei), è il vero segreto dietro l’aumento di produzione dell’ultimo periodo.
Nelle prime tre clip sopra si può notare la pericolosità ancora folle dal palleggio, mentre le ultime due dimostrano che Kawhi Leonard, oltre a possedere un tocco fatato dalla media, è anche un trattore capace di prendersi il contatto contro numerosi corpi, eppure concludere comunque in equilibrio il floater.
A questa maggiore assertività, nonché a una condizione fisica ritrovata stupefacente, vanno aggiunti un paio di fattori. Il primo è più immediato, e consiste nelle percentuali che sta mantenendo. Abbiamo esordito dicendo che non si tratti di un semplice periodo fortunato al tiro, perché effettivamente non lo è, ma diciamo che quello che Kawhi Leonard sta combinando nei cosiddetti pull-up, il palleggio-arresto-tiro, non è proprio statisticamente usuale.
Nelle ultime sei partite sta segnando di media 15.7 punti di media in pull-up, con il 61.8 di effective field goal% e il 48.5% da tre punti su 5.5 triple tentate a partita in pull-up. Il secondo, in questo periodo, è Kevin Durant con 12.5 punti in palleggio-arresto-tiro, 3.2 in meno di media, un’infinità. I leader stagionali, Doncic e Gilgeous-Alexander, girano a 14.0 e 13.0, rispettivamente, con percentuali inferiori al 60.0 di eFG% – il primo di parecchio, anche. Probabilmente si tratta di varianza, ma con il ritmo delle ultime gare non è così azzardato pensare che possa mantenere comunque cifre sopra il 40% da tre punti e attorno al 60% di eFG%.
Anche perché, e qui si arriva al secondo e ultimo fattore aggiuntivo alla shot creation elitaria in isolamento, il modo in cui Kawhi Leonard segna è molto intelligente. Come specificato ormai più e più volte, si muove tanto anche senza palla, vantaggio enorme per una macchina capace di leggere e processare mismatch o spazi vuoti nel raggio di un istante.
Le prese di posizione in area contro difensori più piccoli o della stessa taglia trascinati con sé sono un grande classico per lucrare falli o canestri facili, anche se la dimensione da tagliante che possiede da tutta la carriera fa davvero la differenza. Unire tutta questa coscienza cestistica a quelle percentuali in isolamento della media e nei pull-up fa di questa sua versione “momentanea” (?) uno dei migliori scorer della Lega, tanto per quantità quanto per qualità.
E soprattutto questo Kawhi Leonard è finalmente impattante, dal momento che i Clippers hanno vinto le ultime sei gare – esattamente quelle nelle quali sta dominando – risalendo verso il Play-In da un territorio molto pericoloso, quello che potrebbe regalare una top-pick ai Thunder. Per ribaltare la stagione, decidete voi se è un bene o un male in termini di rischio, serve il miglior Kawhi Leonard. Per adesso, lo stiamo vedendo.