Un doppio senso: chi, tra i Knicks, difenderà su Wembanyama? Chi, dei mille attaccanti pericolosi di New York, verrà difeso da Wemby?

Chi difende Wembanyama?
FOTO: NBA.com

A pallacanestro si attacca e si difende in cinque. La pallacanestro però non aveva mai visto uno come Victor Wembanyama. Le sue folli dimensioni, unite a quella rapidità e agilità, lo rendono un cheat code nella metà campo difensiva, così come quella mobilità perimetrale unita alla possibilità di infilare il gomito dentro il canestro complicano molto la vita di chi lo deve difendere. Dopo una serie contro gli Oklahoma City Thunder che lo ha già consacrato a minaccia numero uno per ogni squadra NBA, la domanda in vista delle Finals con i Knicks è soltanto una, dal doppio senso: chi difende Wembanyama?

Come lo difenderanno i Knicks?

Sembra strano dirlo, ma New York ha a disposizione forse ancora più opzioni dei Thunder. La difesa fisica di Isaiah Hartenstein in Gara 2, ai limiti dell’irregolarità in molte occasioni, fa pensare che il peso specifico della presenza di Mitchell Robinson in questa serie sarà molto più alto rispetto al solito. Il lungo di New York non partirà titolare, ma avrà un minutaggio da simil tale, specialmente qualora Towns dovesse cadere negli usuali problemi di falli e Josh Hart dovesse cominciare a essere un non-fattore nella metà campo offensiva – tutti temi trattati più nel dettaglio nella nostra preview sui Knicks QUI.

Robinson, tanto per cominciare, è enorme. Non solo perché è alto 213 centimetri e ha leve lunghissime, ma perché negli anni ha messo su molti chili, pagando sì in agilità, ma mantenendo la solita esplosività e incrementando la capacità di occupare spazio sotto i tabelloni. Questi sono i suoi due punti di forza: è un rimbalzista offensivo folle, tra i migliori mai visti, tanto che con lui in campo i Knicks catturano il 9.1% in più di rimbalzi offensivi, 94esimo percentile tra i pari ruolo in questi Playoffs; inoltre, Robinson non allarga il campo ma è una presenza verticale e sotto i tabelloni impossibile da ignorare.

Questo lo rende compatibile anche con Towns in un assetto con doppio lungo che nel corso della serie potrebbe essere testato molto più spesso del solito per limitare Wembanyama nel pitturato. La finale di NBA Cup è stata esemplificativa del potenziale impatto a rimbalzo e in difesa di Mitchell Robinson:

Eliminare l’impatto di Wembanyama sotto i tabelloni è fondamentale, e in questo caso la miglior difesa è l’attacco – questione che riguarda interamente la logica dietro i rimbalzi offensivi, tema trattato anche su L’Ultimo Uomo. Catturare più rimbalzi garantisce più possessi, e i possessi in questo gioco sono tutti, specialmente per un attacco come quello di New York che segna quasi 127 punti proiettati su 100 possessi. Inoltre, limita le chance di transizione avversaria, situazione più efficiente della pallacanestro moderna e la più cara agli Spurs.

San Antonio spinge infatti da rimbalzo difensivo nel 29.3% dei possessi disponibili, dato più alto dopo quello di Toronto ai Playoffs, producendo 1.34 punti per giocata, miglior dato dietro solo a quello dei Trail Blazers in post-season. Questa sarà una chiave per New York, sia contro Wembanyama, sia contro i Texani in generale.

La soluzione principale per tagliare fuori Wembanyama poggerà dunque sul principio di spingerlo fuori dal pitturato, sempre sulla falsariga di quanto fatto da Hartenstein.

Al di fuori di Mitchell Robinson, il quintetto titolare vanta uno dei profili migliori per questo compito. OG Anunoby non può essere il “Wembanyama stopper” per ovvi motivi di taglia, ma ha il corpo per impedirgli di ricevere comodamente in area. Come fatto notare dall’analyst Caitlin Cooper, da quando la giovane superstar di San Antonio è stata scelta al Draft ci sono stati 20 giocatori che lo hanno difeso per 100+ possessi a metà campo: quello che lo ha limitato a meno punti per possesso è proprio Anunoby.

I Knicks opteranno ovviamente per raddoppiarlo o comunque per mettere molta pressione sui suoi tentativi profondi di ricezione, motivo per cui diventeranno poi fondamentali le rotazioni lontano dalla palla per quella che è sin qui la migliore difesa perimetrale dei Playoffs. Ma la chiave sarà allontanare Wembanyama dal pitturato e da Towns, preservandolo dai problemi di falli.

KAT sta giocando dei Playoffs stratosferici, sia in attacco, sia in difesa. A cambiare è stata la convinzione nell’accettare i cambi contro i piccoli, tenuti sempre alla grande grazie alla sua mobilità orizzontale sovrumana, e finalmente un posizionamento in aiuto come si deve un po’ mancato per tutta la carriera – nonostante ottimi lampi in ambito collegiale. Con ali come Bridges e Anunoby sempre pronte a prendersi il matchup più complesso, nonché abili nel fornirgli un appoggio alle spalle, Towns è rinato grazie a questo ruolo in aiuto, affermandosi come uno dei migliori difensori dei Playoffs per percentuale concessa agli avversari. Anche questo è il segreto della migliore difesa NBA dei Playoffs – e da gennaio:

E Wembanyama su chi difende?

Anche questo è un discorso trattato in sede di preview. Per chi avesse seguito la serie contro i Thunder, il trattamento riservato a Josh Hart sarà lo stesso riservato ad Alex Caruso, cioè scommettere sulle percentuali.

In Gara 1 contro New York, i Cavaliers ci hanno quasi vinto la partita, perdendola nei minuti di Landry Shamet. In Gara 2, Hart l’ha vinta praticamente da solo, segnando 26 punti e 5 triple. Lo stesso è stato per Alex Caruso, che ha chiuso la serie della vita al tiro, beneficiando dello spazio concesso da Wembanyama per proteggere il pitturato. Alle Finals, vedremo spesso queste scene:

Hart quindi sarà l’uomo “non difeso” da Wembanyama, il cui focus primario sarà Jalen Brunson solo, in secondo luogo Karl-Anthony Towns. Partendo da Brunson, la difesa vista su Anthony Edwards e Shai Gilgeous-Alexander verrà replicata, lasciando KAT in mano agli esterni. Gli Spurs hanno tirato di tutto soprattutto addosso a SGA già da Gara 1, alternando vari tipi di coverage, partendo da raddoppi sistematici fino a chiudere con un tipo di marcatura meno aggressiva, fidandosi dei difensori perimetrali.

Probabilmente proprio da quest’ultimo punto ripartirà San Antonio. Hart verrà comunque ignorato, lasciando Wembanyama a otturare il pitturato, la differenza sarà su eventuali “empty side” pick&roll visti con OKC o azioni simili che fanno parte del playbook dei Knicks, come i consegnati o azioni Pistol sul lato vuoto: Brunson in palleggio-arresto-tiro è molto più pericolo di SGA da dietro la linea dei tre punti, perciò il tempo a disposizione per riprendere posizione su un blocco diminuisce e non esiste delay fino alla zona del mid-range – dalla quale JB è comunque letale.

Tenere bene sui blocchi sarà fondamentale per gli Spurs al fine di non concedere 4-contro-3 ai Knicks che, a differenza dei Thunder, hanno a disposizione molto più shot making – e creatività. Quelle di seguito sono tutte situazioni dove Josh Hart, seppur ignorato, viene usato attivamente per forzare cambi lontano dalla palla o per muovere il lungo dall’area:

Quanto a Towns, dubitiamo che finisca marcato direttamente da Wembanyama, se non in situazioni di penetrazione palla in mano o di pick&roll invertito. Quello che KAT dovrà fare per far pensare gli Spurs, però, sarà punire la marcatura da parte degli esterni sui cambi, prendendo posizione in profondità in modo da costringere la difesa a eventuali raddoppi. Se riuscirà a portare su di sé Wembanyama in qualunque modo, anche in aiuto, un semplice scarico potrebbe sempre dare vita a buoni tiri per New York.

Questo sarà il punto nevralgico delle offensive newyorkesi nei minuti senza Brunson, quando si chiederà a KAT di aumentare anche il volume da tre punti. Sin qui è tra i 10 giocatori più efficienti dei Playoffs al tiro, sostanzialmente pulitissimo da ogni posizione, e nei primi due turni ha agito anche da playmaker, ma in questa serie gli verrà chiesto perlopiù di essere aggressivo sin dai primi minuti per poter costringere la difesa di San Antonio a scelte più complicate.

I tentacoli di Wembanyama sono lunghissimi, ma non infiniti, non possono certo arrivare a chiudere su cinque giocatori. Con quel tocco e quella rapidità, KAT dovrà essere bravo a mettere pressione su tutta la difesa per spalancare il campo – un po’ come Wembanyama sa fare dall’altra parte.

Sovraccaricare Wembanyama di responsabilità sarà il vero segreto per i New York Knicks. Soprattutto considerando che in questi Playoffs i minuti senza il francese sono stati tragici per San Antonio. Jeremy Sochan, che ha già vinto l’anello nella transizione da Spurs a Knicks, ha dichiarato che il segreto per attaccare Wembanyama sia “fiaccarlo”, facendolo correre e mettendoci molta fisicità. Se New York saprà fare tutto questo, allora avrà una chance, specialmente nei minuti senza l’alieno: