Una proposta di scambio che potrebbe fare comodo sia ai Chicago Bulls che ai Golden State Warriors

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Justin Butler e pubblicata su The Lead, tradotto in italiano da Emil Cambiganu per Around the Game.
I Chicago Bulls sono bloccati nella mediocrità NBA, ormai abituati a perdere nel torneo play-in e senza un chiaro percorso verso la competitività.
Arturas Karnisovas e Marc Eversley possono cambiare questa narrativa con una mossa decisa: concludere uno scambio che mandi Coby White, Julian Phillips e una somma in denaro ai Golden State Warriors in cambio di Jonathan Kuminga.
Questa mossa, insieme alla scelta al Draft di Noa Essengue e all’acquisizione via trade di Isaac Okoro, rappresenterebbe un pieno allineamento allo stile unico di Josh Giddey e aprirebbe le porte a un futuro più promettente per Chicago.
Bulls: un roster stagnante in trasformazione
DeMar DeRozan, Zach LaVine, Lonzo Ball e Alex Caruso sono tutti stati ceduti. Ciò significa che la visione iniziale di Karnisovas per la ricostruzione della franchigia sta ormai svanendo, lasciando dietro di sé un ricordo poco memorabile.
Gli unici superstiti di quel piano sono Nikola Vucevic e Patrick Williams. Vucevic, che ha svolto un ruolo più che dignitoso, è in scadenza di contratto e potrebbe essere comprato. Williams, sotto contratto garantito per altri quattro anni, ha ricevuto un chiaro segnale: il suo tempo a Chicago potrebbe essere agli sgoccioli.
E poi c’è White, che la dirigenza ha sempre esitato ad abbracciare pienamente come titolare fisso.
White sembra essersi stabilizzato nel suo ruolo, e la sua crescita negli ultimi due anni è stata esponenziale. Ma a 25 anni, i Bulls non l’hanno mai realmente considerato una pietra angolare su cui costruire.
Il suo nome continua infatti a circolare nelle voci di mercato da due estati, nonostante le sue recenti medie di 20,4 punti a partita con il 37% da tre.
Impacchettare White, l’atletico ma ancora acerbo Phillips e un po’ di contanti per ottenere Kuminga ha senso.
Sarebbe un prezzo contenuto da pagare per ridefinire il percorso della franchigia.
Costruire attorno alla visione magica di Giddey
Josh Giddey è il playmaker del futuro dei Bulls. Nelle ultime 30 partite della stagione ha fatto registrare una media di 19,2 punti, 9,1 rimbalzi e 7,9 assist.
E con il suo metro e 98 di altezza, ha ricordato a molti la capacità di Magic Johnson di orchestrare un attacco veloce e fluido.
Un paragone che può far storcere il naso ad alcuni, ma non dovrebbe. Guardare i Lakers dello Showtime, con la loro straordinaria fusione di passaggi e finalizzazioni al ferro, era un piacere.
E, soprattutto… funzionava.
Chicago ha giocato al secondo ritmo più veloce della lega nella scorsa stagione. Lo stile pass-first di Giddey darebbe il meglio di sé con ali atletiche capaci di correre in transizione e concludere nel traffico.
Kuminga, con i suoi 2 metri, è perfetto per questo schema: ha viaggiato a 15,3 punti di media in regular season e 20,8 nei playoff. La sua capacità di attaccare il ferro si combina perfettamente con la visione di Giddey, creando occasioni per alley-oop e contropiedi devastanti.
Matas Buzelis, l’unico dei Bulls ad aver ricevuto un riconoscimento NBA lo scorso anno, ha fatto registrare 13,0 punti, 4,5 rimbalzi e 1,9 assist in 31 partite da titolare.
Noa Essengue, scelta numero 12 del Draft 2025 dei Bulls, è un altro prospetto intrigante. Ha solo 18 anni, ma i suoi 2,08 m d’altezza e 2,16 m di apertura alare si sono visti tutti in EuroCup in Germania, dove ha viaggiato a 12,4 punti e 5,3 rimbalzi di media.
Mettere insieme questi tre elementi a Chicago potrebbe generare un trio lungo, intercambiabile e perfettamente inserito nello stile up-tempo preferito da Giddey.
Sarebbe un incubo difensivo e offensivo per le squadre avversarie.
Le motivazioni per i Warriors
Golden State punta a massimizzare la finestra per il titolo di Steph Curry e Jimmy Butler. Il ruolo incostante di Kuminga lo rende sacrificabile.
I 20,4 punti e 4,5 assist di White sarebbero un’aggiunta immediata in termini di realizzazione, regia e tiro da fuori. L’atletismo grezzo di Phillips andrebbe a riempire il vuoto lasciato da Kuminga.
Il denaro contribuirebbe ad alleviare il carico fiscale. E se i Warriors raggiungessero i propri obiettivi, potrebbero conservare i Bird Rights su White e rifirmarlo nel 2026 da free agent.
I numeri tornano
Uno scambio per ottenere Kuminga avverrebbe probabilmente tramite sign-and-trade. Con un contratto da 25 milioni annui, i Warriors potrebbero assorbire fino a 12,5 milioni in base alle regole del “base-year compensation”.
Con i 12,9 milioni di White e i 2 milioni di Phillips, integrati da contanti per coprire la differenza, i Bulls resterebbero sotto la prima soglia salariale e i Warriors potrebbero gestire l’operazione senza eccessive complicazioni.
I Bulls non possono permettersi di restare fermi. Il trio Kuminga, Matas ed Essengue darebbe a Giddey gli strumenti per avere successo.
La produzione di White è preziosa, ma il suo contratto in scadenza lo rende sacrificabile. E cedendolo, Chicago potrebbe finalmente abbracciare pienamente un nucleo giovane e atletico.
Arturas, questa è la tua occasione per costruire un nuovo progetto competitivo.
Il caffè è per chi chiude gli affari, quindi… chiudilo.