La deludente stagione dei Los Angeles Lakers sta scatenando un terremoto mediatico intorno alla squadra di coach Frank Vogel.

Lo stesso head coach, come abbiamo riportato negli ultimi giorni, pare che sia attualmente “sotto stretta osservazione” del front office, con la sua panchina che potrebbe saltare nel caso in cui i giallo-viola non riuscissero a raddrizzare in tempi brevi una stagione che li vede attualmente all’ottavo posto ad Ovest, con 22 vittorie e 22 sconfitte.

La responsabilità di “aggiustare” questo roster, ovviamente, grava anche sul front office. Non sorprende che Rob Pelinka negli ultimi giorni, secondo molti insider vicini all’organizzazione, sia molto attivo sul mercato. Tra giocatori in uscita (per creare spazio nel roster) e una lista di trade target in continuo aggiornamento (l’ultimo nome emerso è quello di Gary Trent Jr, come approfondito qui), la situazione in cui si deve muovere la dirigenza dei Lakers è nota ormai da tempo: pochi giocatori con “appeal” sul mercato, pochissime scelte al Draft da cedere e scarsa flessibilità a livello salariale.

Per questo i Lakers stanno incontrando e incontreranno – come prevedibile – molte difficoltà sul mercato. È il conto salato da pagare dopo le tante scelte sbagliate negli ultimi mesi – tra cui, in primis, quella di acquisire via trade Russell Westbrook, che in questi mesi si è dimostrato un pessimo fit con LeBron James e compagni. Un errore, secondo quanto riportato nelle ultime ore de Eric Pincus (Bleacher Report), che sarebbe da imputare, almeno in parte, alle pressioni che LeBron James avrebbe esercitato sulla dirigenza l’estate scorsa:

“Rob Pelinka è il vice president of basketball operations e il general manager della squadra, quindi la decisione finale è stata sua. Ma diverse fonti dicono che LeBron James è stato un ‘importante sostenitore’ dell’acquisizione di Westbrook via trade. Lui e il suo agente, Rich Paul di Klutch Sports, potrebbero aver esercitato una pressione significativa sulla dirigenza per completare lo scambio.”

Un altro, l’ennesimo assist per una narrativa ormai familiare, insomma: “LeGM”, e tutto quanto ne consegue. Ora, però, la cosa più importante in casa Lakers rimane capire come muoversi per provare a cambiare rotta.

Il momento della spartizione delle colpe – o dei meriti – arriverà, eventualmente, a stagione finita.