Paul George è il vero protagonista di queste NBA Finals fra Pacers e Thunder.

Il cosiddetto “effetto farfalla” dovrebbe essere rinominato “effetto Paul George”. Il veterano attualmente in forza – più o meno, dato che è stata l’ennesima stagione tempestata di infortuni – ai Philadelphia 76ers non giocherà le NBA Finals 2025, ma ne sarà comunque protagonista assoluto.

Mentre lui registrerà l’ennesima puntata di Podcast P, a darsi battaglia saranno Oklahoma City Thunder e Indiana Pacers, due delle sue ex squadre, entrambe lasciate tramite trade. Due trade tramite le quali, al tempo, si è arrivati alla costruzione di questi roster per come li conosciamo adesso, a seguito di anni e anni di mosse collaterali. Effetto farfalla, per l’appunto.

A Indianapolis la carriera di Paul George è cominciata nel 2010, con un anno da rookie piuttosto anonimo al quale è seguito un consolidamento come titolare già nell’anno da sophomore, fino ad arrivare all’esplosione straordinaria del 2012/13: Most Improved Player, All-Star, terzo quintetto All-NBA, secondo quintetto All-Defensive e fra i primi 8 nella corsa al DPOY. Un difensore super atletico e longilineo, abilissimo anche in aiuto, dotato di un ottimo tocco dall’altro lato e capace di crearsi il tiro, guadagnatosi non a caso il nono posto nella corsa all’MVP nella stagione successiva. E soprattutto capace di guidare la squadra a due apparizioni consecutive alle Conference Finals, cadendo solo – ma giocandosela alla pari – per mano degli Heatles.

Lo sconvolgente infortunio patito di lì ha poco ne ha alterato per sempre il prime, ma non del tutto la carriera. Paul George è comunque rientrato a livelli All-NBA, aiutando i Pacers a raggiungere i Playoffs prima di essere girato proprio agli Oklahoma City Thunder, con i quali ha disputato la migliore stagione in carriera nel 2018/19: 28.0 punti di media con il 38.6% su quasi 10 triple tentate a partita, terzo sia nella corsa MVP sia DPOY, primo quintetto All-Defensive e All-NBA. Purtroppo per lui e per OKC, Damian Lillard giocava in un universo tutto suo in quel primo turno Playoffs.

Anzi, purtroppo solo per George, dato che da lì è partita la costruzione dei Thunder, mentre quella dei Pacers stava già lentamente procedendo.

L’effetto P sui Pacers

Nell’estate 2017, a Indiana arrivano Victor Oladipo e Domantas Sabonis da OKC in cambio di Paul George. Dipo, alla terza canotta in tre stagioni, trova finalmente la sua dimensione, chiudendo l’annata come MIP e al 13esimo posto nella corsa MVP, conquistano il primo quintetto All-Defensive e il terzo All-NBA. Una vera e propria forza sulle due metà campo, prima degli infortuni. Sabonis, invece, comincia la sua traiettoria da All-Star, partendo come sesto uomo e poi piano piano come cardine del nuovo sistema. I risultati, però, non arrivano, e così i Pacers seguono due strade diverse:

  • il sentiero Oladipo

Dipo finisce la sua esperienza a Indianapolis – e sostanzialmente nella Lega – tra mille infortuni, ma non prima di diventare una pedina fondamentale nello scacchiere della franchigia. Il valore di mercato ridotto dalle problematiche fisiche frutta comunque un suo inserimento nella blockbuster trade imbastita dai Brooklyn Nets per James Harden, che tra mille movimenti porta a Indianapolis Caris LeVert, assieme a una second-round pick 2023 da Houston e una second-round pick 2024. In ordine:

  • Caris LeVert: scambiato alla trade deadline 2022 ai Cavaliers per Ricky Rubio; second-round pick 2022 da Houston, diventata Andrew Nembhard, titolare inamovibile, miglior difensore a roster e uno dei migliori Playoff-performer della squadra; una first-round pick 2023 divenuta Ben Sheppard, tra i più positivi nella serie contro i Knicks; una second-round 2027.
  • second-round pick 2023 da Houston: per quanto apparentemente irrilevante, uno scambio con i Nuggets porterà questa scelta a diventare una delle first-round pick impiegate nella trade per arrivare a Pascal Siakam, eletto MVP delle recenti Conference Finals
  • second-round pick 2024: anche qui, un po’ di giri per arrivare a Isaiah Jackson, lungo super atletico che farebbe parte della rotazione attuale di coach Carlisle, se non avesse chiuso anzitempo la stagione per un infortunio al tendine d’Achille

Come si può notare, i Pacers sono arrivati a tantissimo (Nembhard, Siakam) muovendo davvero poco.

  • il sentiero Sabonis

Ma la testa del serpente arriva definitivamente nel 2022. In uno scambio inatteso alla trade deadline, Tyrese Haliburton diventa ufficialmente la point guard titolare dei Pacers, mentre Domantas Sabonis approda a Sacramento nel tentativo disperato dei Kings di costruire una squadra Playoffs – ci sono riusciti, ma è finita presto. A Indiana vanno anche Buddy Hield e Tristan Thompson, mentre partono Justin Holiday, Jeremy Lamb e una second-round pick 2023.

Hield e TT se ne andranno poi in scambi secondari dopo annate senza Playoffs, ma la presa di Haliburton vale da sola tutto l’ambaradan. Della squadra nella quale si trovava Paul George resta solo Myles Turner.

L’effetto P sui Thunder

Tutto molto più semplice, non solo perché ci sono meno diramazioni, ma perché è ormai da anni tra i meme più noti dell’intera NBA. Dopo la già citata miglior stagione in carriera, Paul George viene scelto dai Los Angeles Clipper come partner per Kawhi Leonard, bisognoso di stimoli per firmare da free agent, e viene completata una trade tanto inattesa quanto enorme. OKC ottiene:

  • Shai Gilgeous-Alexander, MVP 2025
  • Danilo Gallinari, girato agli Hawks per una second-round pick
  • first-round pick 2021 dai Miami Heat: Tre Mann, usato nello scambio per Gordon Hayward, che ha finito col non pagare i dividendi
  • first-round pick 2022 dai Los Angeles Clippers: diventata, nello stesso Draft di Chet Holmgren, Jalen Williams, il secondo violino di questi Thunder, nonché premiato nel 2025 con riconoscimenti All-NBA e All-Defensive
  • first-round pick 2022 dai Clippers: Dillon Jones
  • first-round pick 2025 dai Miami Heat: protetta in lottery (inizialmente 2023, poi cambiata con un accordo fra le squadre) e che dunque arriverà ufficialmente a OKC con la selezione numero 15.
  • altro: diritto di “swap” sulla first-round pick 2025 dei Clippers; first-round pick 2026 dei Clippers

Paul George non solo è il pilastro del successo attuale dei Thunder, quindi, ma con le scelte nel 2025 e nel 2026 che ancora devono avvenire, potrebbe essere il responsabile di altre preziose aggiunte. O magari del pacchetto per arrivare a un’altra stella, se non superstar, visti i tanti movimenti di mercato preannunciati per questa estate, con nomi quali Giannis Antetokounmpo e Kevin Durant già in uscita.

Come scritto online, “Paul George dovrebbe presenziare le gare di entrambe le squadre”, e dopotutto è un commento che, per quanto mordace, non si discosta troppo dalla realtà.