O meglio: perché Kon Knueppel merita il titolo di Rookie dell’anno, ma Cooper Flagg probabilmente lo vincerà comunque.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da James Dator e pubblicata su SB Nation, tramite accesso da Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Le carriere di Cooper Flagg e Kon Knueppel saranno inevitabilmente legate per tutto il tempo che trascorreranno in NBA. È inevitabile quando si hanno due compagni di squadra che sono amici intimi, compagni di stanza al college, tra i primi cinque giocatori selezionati al Draft e entrambi sul punto di rivoluzionare la NBA. La percezione di questi due giocatori non avrebbe potuto essere più diversa quando sono stati selezionati nel Draft NBA 2026, ma ora che siamo a marzo si preannuncia una delle gare più serrate della storia per il titolo di Rookie of the Year (ROY), la matricola dell’anno.
Considerato un fenomeno fin dall’inizio, Flagg era il prospetto statunitense più acclamato dai tempi di LeBron James. Un talento generazionale imperdibile, pronto a trasformare una franchigia, e non c’è dubbio che abbia mantenuto le aspettative. I Mavericks sono una squadra mediocre, ancora scossa dal disastroso scambio di Luka Doncic, ma Flagg è stato un punto di forza. L’obiettivo di Dallas in questa stagione non sono i playoffs, piuttosto quello di far giocare Flagg il più possibile sotto la guida dell’allenatore Jason Kidd, in modo da fargli acquisire esperienza e diventare un giocatore ancora più completo in futuro.
Se questa fosse una stagione normale, Flagg vincerebbe senza troppa difficoltà il ROY, ma la decisione viene dall’interno della squadra. Kon Knueppel è stato il giocatore più sorprendente dell’NBA, nella squadra più sorprendente della Lega, cambiando il volto della franchigia degli Charlotte Hornets in un modo che nessuno si sarebbe aspettato. Invece di essere il gregario, il collante della squadra o il tiratore pronto all’uso che avrebbe aggiunto qualcosa ma non avrebbe cambiato le cose, Knueppel è diventato invece il trascinatore e l’artefice del cambiamento culturale di una squadra, gli Hornets, che sta scalando la classifica della Eastern Conference e si trova ora in una posizione tale da poter aspirare a finire ancora più in alto e arrivare ai playoffs.
Kon Knueppel dovrebbe essere il rookie dell’anno NBA secondo ogni parametro tangibile. L’unica cosa che gli ostacola la strada è il peso delle aspettative riposte su Flagg e la convinzione incrollabile che Flagg debba vincere il premio come fondamento della sua futura eredità. La realtà è che, sebbene Flagg sia stato grande, Kon è stato migliore.
I numeri grezzi
Se togliamo tutto il contesto dalle prestazioni di entrambi i giocatori, sarebbe facile per chi guarda solo i risultati pensare che Flagg sia stato davanti a Knueppel in questa stagione.
- Cooper Flagg: 20.4 pts, 6.6 reb, 4.1 ast
- Kon Knueppel: 19.3 pts, 5.5 reb, 3.5 ast
È una sfida serrata, ma i numeri di Flagg sono più alti, questo è innegabile. C’è la possibilità che Knueppel veda aumentare ulteriormente i suoi totali complessivi, ma c’è una possibilità ancora maggiore che Flagg aumenti ulteriormente il suo vantaggio, a meno che non venga messo fuori gioco per tutta la stagione causa infortunio, il che è una preoccupazione reale. La differenza tra questi due giocatori emerge chiaramente quando analizziamo questi numeri di base per contestualizzare le prestazioni di ciascuno di essi.
I numeri complessi
È qui che Knueppel surclassa Flagg, tanto che i due sono difficilmente paragonabili. Knueppel tira meglio in ogni area, con il 48,9% dal campo, il 43,5% da tre punti e l’87,8% dalla linea del tiro libero, contro il 48,2%/30,2%/80,4% di Flagg, ma ancora più evidenti sono le metriche avanzate.
Per quanto riguarda la True Shooting%, che pondera i tiri da tre, da due e i tiri liberi per fornire un quadro complessivo dell’efficienza di tiro, nessun rookie in NBA può competere con Kon Knueppel in questa stagione. È al 14° posto NBA per TS% con il 65,1%. Cooper Flagg, per fare un confronto, è al 140° posto nella lega con il 51,5%.
Inoltre, Knueppel è al primo posto NBA per percentuale sui tiri da tre punti tra i 23 giocatori che hanno tentato oltre 400 tiri dall’arco in questa stagione. Solo altri due giocatori della lega hanno tirato con una percentuale superiore al 42% su oltre 400 tentativi: Collin Gillespie dei Suns (42,7%) e Jamal Murray (42,9%). Per contestualizzare, Stephen Curry, il miglior tiratore da tre punti nella storia dell’NBA, ha superato il 44% da tre su oltre 400 tentativi solo quattro volte nella sua carriera, mentre Knueppel ci sta riuscendo da rookie.
Il tiro da tre punti è una parte fondamentale del curriculum di Knueppel, perché ha battuto il record stagionale di tiri da tre realizzati da un rookie in 59 partite. A questo punto è il suo record da mantenere fino alla fine. L’errore è pensare che il tiro sia tutto ciò che Knueppel sa fare, il che è dolorosamente lontano dalla verità. Non solo sta mettendo a segno numeri da fuoriclasse, ma sta anche aiutando in modo determinante gli Hornets a vincere le partite.
Knueppel è al 21° posto nella NBA per win share con un +6,1, avendo un impatto profondo quasi pari a quello di Victor Wembanyama con gli Spurs (+6,2) e superiore a quello di Anthony Edwards (+5,8). Sebbene Flagg stia ancora vivendo un anno di grande impatto, il suo +3,2 di win share lo colloca al 111° posto.
Se si esamina l’elenco delle metriche avanzate, Knueppel sta superando Flagg in questa stagione. Flagg sta ottenendo molti più tocchi a partita, poiché i Mavericks lo rendono il punto focale dell’intero attacco, ma Knueppel sta avendo un impatto molto maggiore sulla partita con le opportunità che gli vengono offerte.
| Giocatore | TS% | WS | OFF +/- | DEF +/- | EPM | Efficiency Rank |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cooper Flagg | 56% | 3.2 | 0.1 | -0.5 | -0.4 | 198 |
| Kon Knueppel | 65.20% | 6.1 | 3.1 | 0 | 3 | 30 |
La tesi contro Knueppel
L’argomento principale a favore della nomina di Flagg come Rookie dell’anno al posto di Knueppel riguarda le aspettative all’inizio di questa stagione. I Mavericks stanno concentrando tutto su Flagg e, sebbene questo gli stia dando molta esperienza come “uomo chiave” nell’NBA, sta anche compromettendo la sua efficienza. Nel frattempo, Knueppel è un tassello di un puzzle più grande a Charlotte. In qualsiasi serata è la seconda o terza opzione dietro Brandon Miller e, a volte, LaMelo Ball.
È certamente vero che la differenza più grande tra le vittorie e le sconfitte degli Hornets è avere Knueppel come opzione offensiva secondaria, ma non gli viene ancora chiesto di portare tutto il peso. Questo ha un impatto sulla percezione, che è impossibile ignorare. Fa parte della valutazione visiva quando si tratta di guardare entrambi i giocatori in campo senza approfondire le statistiche. Ogni metrica avanzata potrebbe dimostrare che Knueppel è stato il giocatore migliore, ma basta guardare una partita per rendersi conto che Flagg sembra il fulcro della squadra, mentre Kon sembra solo un tassello del puzzle.
La corsa al titolo di rookie dell’anno NBA sta entrando nella fase finale. Un infortunio al piede ha messo fuori gioco Flagg e potrebbe essere determinante nella corsa al titolo, ma quando la polvere si sarà posata, le discussioni sul rookie dell’anno saranno solo un motivo di vanto per i tifosi, e poco più.
La visione d’insieme è che entrambi gli ex compagni di squadra di Duke potrebbero conquistare l’NBA in modi diversi molto presto: uno come superstar onnicomprensiva e tuttofare, mentre l’altro sta gettando le basi per un potenziale tentativo di battere il record di tiri da tre punti di Steph Curry. Possiamo apprezzare la brillantezza individuale di entrambi ed essere semplicemente felici di vedere brillare due giovani stelle, senza cercare di metterli in competizione tra loro o sminuire i risultati di nessuno dei due.
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