Giannis Antetokounmpo ha sempre evitato di intervenire nelle trade e nelle scelte del front office, eccetto una volta.

Antetokounmpo Jimmy Butler Khris Middleton
FOTO: The New York Times

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Nico Martinez e pubblicata su Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Giannis Antetokounmpo parla raramente quando si tratta di decisioni del front office, ma l’unica volta che l’ha fatto ha avuto delle implicazioni importanti per i Milwaukee Bucks. A quanto pare, durante le trattative commerciali di anni fa, Giannis ha bloccato un accordo che lo avrebbe reso compagno di una superstar, come raccontato dall’ex compagno John Henson su SiriusXM:

So per certo che Giannis, quando era più giovane, veniva chiamato in causa per le trattative come firme e scambi e gli chiedevano: ‘Vuoi questo o quell’altro?’ e lui rispondeva: ‘Non voglio saperne, fai il tuo lavoro’.

Ma ecco che arriva l’unica eccezione:

C’era uno scambio in particolare… Khris Middleton per Jimmy Butler. Giannis ha detto ‘no, non lo facciamo’ – è stata l’unica volta che l’ho visto alzarsi in piedi e imporsi per dire qualcosa.

Prima che Jimmy Butler si unisse ai Miami Heat, i Bucks lo consideravano un potenziale obiettivo di mercato. Erano alla disperata ricerca di una stella e ritenevano che fosse un upgrade rispetto al veterano Khris Middleton. Anche se costoso (Middleton è stato tre volte All-Star), l’affare avrebbe riunito due delle migliori ali dell’NBA e reso Milwaukee una forza formidabile a est.

Invece Jimmy è finito a Miami, dove ha rappresentato un ostacolo ripetuto per Antetokounmpo e i Bucks. Con medie in carriera di 18,3 punti, 5,3 rimbalzi e 4,3 assist a partita, si è consacrato come una leggenda degli Heat e avrebbe fatto grandi cose al fianco di The Greek Freak.

I Bucks hanno comunque vinto il titolo senza Butler nel 2021, ma la squadra adesso sta attraversando un grave declino iniziato con la cessione di Jrue Holiday qualche anno fa. Al suo posto è arrivato Damian Lillard, point guard d’élite in uscita da Portland, che tutti pensavano avrebbe composto un’accoppiata perfetta con Giannis.

I risultati sono stati devastanti per Milwaukee: in due stagioni insieme, Antetokounmpo e Lillard non sono riusciti a vincere nemmeno una serie di playoffs. Ora un terremoto ha portato, dopo l’infortunio al tendine d’Achille, addirittura al taglio di Dame per aprire lo spazio salariale a firme che possano rendere il roster più profondo, a partire da quella di Myles Turner.

Nel frattempo, Butler ha trovato due volte le Finals con gli Heat e (più recentemente) il secondo turno dei playoffs con i Golden State Warriors. Il suo impatto sui due lati del campo è difficilmente pareggiabile e si prevede che nella prossima stagione avrà un ruolo importante nella rotazione, mentre Stephen Curry cercherà di conquistare un ultimo titolo.

A 30 anni, Giannis Antetokounmpo ha ancora il tempo di guidare un’altra run da titolo, ma il tempo stringe. Dopo aver ceduto il suo co-protagonista e amico, i Bucks si trovano ufficialmente sul filo del rasoio e qualsiasi errore da qui in poi potrebbe costare loro molto caro. Solo vincendo si potranno riconquistare la fiducia della propria superstar, e ci sono grossi interrogativi su come si posizionino rispetto al resto dell’Est.