Per i Knicks, il prossimo anno sarà decisivo, e Mike Brown potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Reyaz Ally e pubblicata su The Lead, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Quasi un mese dopo essersi separati da Tom Thibodeau, i New York Knicks hanno trovato il loro nuovo allenatore: Mike Brown sarà il 32º head coach nella storia della franchigia.
Con oltre 25 anni di esperienza nella NBA, Brown ha già ricoperto il ruolo di capo allenatore in due occasioni ed è stato assistente in quattro squadre diverse. Sa bene cosa serve per vincere e ha contribuito, da assistente, alla conquista di quattro titoli NBA in questo secolo.
Nel corso della sua carriera ha allenato leggende del basket (e futuri Hall of Famers) come Tim Duncan, Tony Parker, Kobe Bryant, LeBron James, Stephen Curry e molti altri. Tra i suoi successi più rilevanti si annoverano due premi come Allenatore dell’Anno (con Cavaliers e Kings) e l’impresa di aver riportato i Sacramento Kings ai playoff dopo 17 anni di assenza.
I Knicks sembrano intenzionati a restare tra le contendenti al titolo della Eastern Conference nella prossima stagione. E con gli infortuni di Tatum e Haliburton, le chance a Est saranno ancora più grandi per loro.
Mike Brown rivoluzionerà l’attacco dei Knicks
L’attacco è il vero punto di forza di Mike Brown. È un maestro nel disegnare schemi offensivi e nel lavorare con le stelle del roster.
Sotto la guida di Thibodeau, Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns non sono riusciti a trovare la giusta alchimia in campo. Uno dei problemi principali era l’incapacità di Thibodeau di integrare KAT con schemi efficaci. Inoltre, era riluttante a sperimentare nuove soluzioni tattiche e rotazioni, rendendo difficile per la squadra trovare ritmo e coesione. Brown avrà un impatto immediato: farà giocare la squadra a un ritmo più alto, sfrutterà meglio lo spacing offerto da KAT e punterà molto sul gioco di passaggi.
La scorsa stagione i Knicks sono stati una squadra solida nei passaggi, undicesimi per assist a partita e diciottesimi per numero totale di passaggi. Tuttavia, nei playoff, Thibodeau ha virato verso un gioco più individuale, allontanandosi dal movimento di palla. Nei playoff, New York si è piazzata al 14º posto su 16 squadre per assist a partita e ha avuto il quarto peggior rapporto assist/palle perse.
Mike Brown è la persona giusta per risolvere i problemi dei Knicks legati all’eccessiva isolazione. Nei suoi due anni con i Kings, la squadra è sempre stata tra le migliori della lega per passaggi.
Gestione delle rotazioni
L’unica vera preoccupazione legata all’arrivo di Mike Brown riguarda la gestione delle rotazioni, mantenendo al contempo una difesa di alto livello.
Brown ha qualcosa in comune con Thibodeau: entrambi prediligono rotazioni rigide e un approccio “vecchia scuola” basato sul duro lavoro. Tuttavia, i Knicks non sono una squadra piena di giovani da sviluppare; nella prossima stagione avranno solo un rookie, Mohamed Diawara. Brown potrà quindi contare su un gruppo di veterani nella definizione delle rotazioni.
Un punto cruciale sarà trovare il quintetto titolare ideale, e ci si aspetta che Brown abbia un piano ben preciso e sperimenti diverse combinazioni di giocatori. Josh Hart ha iniziato titolare per gran parte della stagione, ma nei playoff il suo posto è stato preso da Mitchell Robinson. Robinson è fondamentale in difesa e può coprire le lacune di KAT sotto canestro, ma Brown potrebbe orientarsi verso soluzioni più offensive nelle sue scelte.
Qualunque sia il futuro per Mike Brown e i Knicks, la scelta della dirigenza è stata chiara: trovare un coach in grado di ottenere il massimo da questo roster. E Brown ha tutte le carte in regola per liberare il pieno potenziale della squadra.