Le Finals, ma anche questi Playoffs, ricordando che i New York Knicks da gennaio sono la migliore difesa NBA per un motivo.

Vedendo attaccare così bene i New York Knicks spesso ci si dimentica che questa squadra ha fondato il proprio successo per tutta la stagione sull’altra metà campo. Sono la migliore difesa perimetrale dei Playoffs e la migliore difesa NBA a tutto tondo da gennaio, e in questa post-season lo hanno solo ribadito. Nel corso di questa striscia di 13 vittorie, ben 8 volte hanno tenuto gli avversari sotto i 100 punti segnati – nel 50% dei casi ampliando a tutti i Playoffs. Se alziamo l’asticella avversaria a 105, fate 12 volte su 16.
I San Antonio Spurs non fanno eccezione. Entrando nella serie, una delle domande che si siamo fatti QUI riguardava Victor Wembanyama: chi, dei New York Knicks, lo avrebbe marcato, e allo stesso tempo quale sarebbe stata la scelta difensiva del francese – ovviamente, si parla solo di impostazione di partenza, perché a pallacanestro si difende in cinque. Ragionando puramente in termini di taglia, si farebbe presto a dire “Wemby è tre metri, dovrebbe riceverla di più nel pitturato”, ma la realtà è più complessa di così.
Alla vigilia della serie, Draymond Green ha fatto un discorso interessante. New York ha la taglia necessaria per negare a Wembanyama le ricezioni nel pitturato non tanto con il difensore primario, ma con tutti quelli attorno. Sebbene la prediction di Green fosse in parte sbagliata – prevedeva Anunoby in marcatura primaria su Wembanyama, e anche quella era la nostra idea vedendo la regular season -, in sostanza ha previsto alla perfezione quello che hanno fatto i Knicks: negare le ricezioni nel pitturato al francese con tutti i corpi “terzi”, con i difensori in aiuto. La seguente analisi di Steph Noh di Sporting News è perfetta:
Quello che si spiega nel video è che i Knicks stanno usando alla perfezione il “tagging” su Wembanyama: quando arriva un blocco per liberarlo, la strategia prevede che sia uno dei difensori lontano dalla palla, quindi in posizione di aiuto, ad arginare il taglio verso canestro del giocatore francese. Sebbene questo abbia portato a numerosi canestri al ferro dei gregari, New York ha insistito bene per togliere con continuità la via del pitturato alla stella avversaria, privandola del ritmo necessario a convertire anche altri tiri.
Da questo aspetto, come un effetto farfalla deriva sia il rendimento del francese che degli Spurs. Negando le ricezioni interne a Wembanyama, molto si riduce alla capacità degli Spurs di segnare i tiri sugli scarichi. San Antonio, però, sta convertendo solo il 29.5% delle conclusioni in catch&shoot in queste Finals, incontrando così momenti prolungati di carestia. Questo ha portato a cercare soluzioni alternative, come spingere Wembanyama a ricevere fuori per crearsi da solo i propri tiri.
E qui va elogiata la difesa individuale. Karl-Anthony Towns, lo abbiamo scritto QUI, già da Gara 1 ha svolto un lavoro fenomenale sul prodigio francese, limitandolo benissimo sui drive e contestando ogni suo tiro anche da fuori. La forza di Towns è essere a propria volta un lungo di grande tagli, ma super mobile e rapido di piedi, capace di tenere il primo passo anche degli esterni. Non trovando modo di sovrastarlo e non potendolo nemmeno aggirarlo, Wembanyama ha faticato – e non poco, pagando anche quando è stato KAT ad attaccarlo.
Tom Haberstroh di Yahoo Sports ha fatto una ricerca a riguardo, ed è venuto fuori che Towns in realtà è stato un po’ il “Wembanyama stopper” non solo durante queste NBA Finals, ma nel corso di tutta la stagione. I Knicks, nelle prime due gare, hanno per esempio vinto i minuti con KAT e Wembanyama in campo insieme di 13 punti. Durante questi possessi, il francese ha segnato 36 punti tirando con un pessimo 48.7% di True Shooting e perdendo 9 palloni, mentre KAT ha messo a referto più assist, più rimbalzi, meno palle perse e tirato allo stesso tempo con un clamoroso 62% di True Shooting.
Ampliando il confronto alla regular season, diventa emblematico il dato delle palle perse di Wembanyama. Nove sono quelle forzate dai Knicks, non da KAT direttamente, nei 62 minuti di matchup in queste NBA Finals, ma nel corso di tutto l’anno Towns ha provocato in prima persona ben 9 palle perse del francese in 124 minuti di marcatura. Dieci difensori SOMMATI, per un totale di 569 minuti di marcatura, hanno portato Wemby a perdere soltanto 8 palloni.

Proprio perché Towns è riuscito a coprire con successo i propri minuti contro Wembanyama, i Knicks hanno potuto conservare altre ali con taglia come OG Anunoby, Josh Hart e Mikal Bridges a ruotare sul perimetro, contribuendo alle basse percentuali degli Spurs. In particolare, il duo noto come “wingstop” composto da Bridges e Anunoby sta facendo la differenza. Il secondo in aiuto, il primo invece come navigatore sui blocchi / cambi in protezione di Brunson e soprattutto delle incursioni al ferro dei portatori.
Bridges in particolare è stato l’eroe di Gara 2, ma in queste Finals sta tenendo le guardie di San Antonio al 21.1% dal campo con 5 palle perse:
- Stephon Castle: 2 punti, 1/7 FG, 2 palle perse
- De’Aaron Fox: 0 punti, 0/4 FG, 3 palle perse
- Dylan Harper: 8 punti, 2/4 FG
- Devin Vassell: 3 punti, 1/4 FG
Da possessi come il seguente, dove tutti sono attivi, dove Anunoby si chiude su Wembanyama ma fa anche da portiere, dove Mikal Bridges recupera per contestare Castle, dove tutti difendono, passa il successo dei Knicks in questi Playoffs e alle Finals.
Spurs try to go back to his high Horns or V action with two screeners for Stephon Castle. Issue for SA is they just haven't been able to get to KAT in pick and roll. He drops back, he contains, Bridges recovers. OG steals on the weakside and now the Knicks turn defense into O pic.twitter.com/XBRoVMUK9K
— Steve Jones (@stevejones20) June 6, 2026