
Per i neutrali, la vittoria di San Antonio in Gara 3 di queste NBA Finals è stata una buona notizia perché allunga una serie bellissima, intensa, fisica e naturalmente molto tecnica. Il punto di domanda principale prima del match del Madison Square Garden riguardava la resilienza degli Spurs che, nei primi due round, avevano iniziato molto bene per poi venire recuperati. La risposta non solo è stata decisamente positiva ma, nell’evolversi dell’incontro, sposta ora la pressione sui Knicks.
San Antonio, infatti, ha ancora una volta cominciato alla grande ma poi ha chiuso sotto di 7 il primo tempo, subendo dunque un’altra ondata di New York (parziale 43-24 Knicks) che però ha saputo ribaltare. Il messaggio di Wembanyama & co dunque è chiaro: San Antonio non molla. Ora, seppur in vantaggio nella serie, la risposta virtuale (e concreta) è attesa da New York che, in questo momento, sembra paradossalmente avere più da perdere.
Si può infatti immaginare che un 3-1 non chiuderebbe le porte in faccia agli Spurs, mentre un 2-2, con tutto l’entusiasmo che si è creato e che sta coinvolgendo la Grande Mela, sarebbe un colpo duro che i Knicks dovrebbero sopportare. Entrambe le squadre, naturalmente, hanno le armi per potersi affermare e se c’è una costante di questa serie finora (oltre all’inizio forte di San Antonio e al ritorno di New York) è proprio che si arrivi “sul finale” con la partita in bilico.
Su Sportytrader si possono seguire i risultati NBA live di oggi per non perdersi neanche un minuto di una Gara 4 da immaginarsi ancora combattuta, a partire dal duello nel duello tra Jalen Brunson e Victor Wembanyama. Sfida che, a proposito di equilibrio, è finita pari in Gara 3 (32 punti a testa). In realtà, i soli punti non dicono di un Brunson ancora piuttosto frenato da San Antonio (e con 32 punti segnati è tutto dire), mentre parlano pienamente a favore di Wemby che ha giocato più sotto canestro rispetto alle prime due gare, limitando gli errori dal campo e risultando spesso fatale.
Poi, ci sono gli altri – che, in una contesa del genere, non hanno certo meno valore. OG Anunoby e Stephon Castle sono stati i migliori, con il primo spesso mortifero nella prima parte di gara e con il secondo più bravo, rispetto alle altre volte, a scegliere il timing nelle scelte offensive e a sapersi scegliere i tiri giusti. In tutto questo, anche le difese saranno chiamate a un’altra grande prova, e qualsiasi sia il quintetto che Mike Brown e Mitch Johnson metteranno in campo, anche attingendo da due panchine extra lusso, le armi per colpire saranno molteplici. Entrambi i coach si sono fidati finora delle loro “riserve”, e ne hanno beneficiato così come ne ha beneficiato lo spettacolo. Perché in fondo, anche quando Brunson e Wemby prendono fiato a bordo campo, la tensione, l’agonismo e il pathos non sono cambiati. E non scemeranno neanche in questa imminente Gara 4. Siete pronti?