Ecco dieci predizioni alla cieca sulla prossima stagione degli Oklahoma City Thunder, inclusa quella sulla possibile vittoria del titolo.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Joe Mussatto e pubblicata su The Oklahoman, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
È arrivato il momento di un esercizio divertente: fare previsioni alla cieca sulla prossima stagione degli Oklahoma City Thunder. Sicuramente, col senno di poi, si riveleranno delle cantonate, ma è proprio questo il bello. Perché qual è il divertimento di azzeccare un sacco di previsioni? Alcune sono molto probabili, altre seguono un certo rigore logico, infine un paio sono fatte solo per ridere.
I Thunder vincono la NBA Cup
Il Gruppo B della Western Conference non è certo un girone di ferro, diciamocelo. In vetta ci sono i Thunder, con i Timberwolves come unici avversari davvero credibili. Poi il trio senza grandi armi offensive composto da Pelicans, Grizzlies e Clippers. Non sono assolutamente contrario alla NBA Cup, ma faccio fatica ad appassionarmi davvero alla competizione. Detto questo, il suo storico nel pronosticare le squadre che poi raggiungono le Finals è decisamente notevole.
Nel 2023/24 i Pacers raggiunsero la finale della NBA Cup e, un anno dopo, le NBA Finals. Nel 2024/25 i Thunder persero la finale della Cup contro i Bucks, prima di vincere quella vera, il titolo NBA. E la finale della scorsa edizione, con i Knicks vittoriosi sugli Spurs, è stata un’anticipazione delle Finals NBA.
Bennett Stirtz batte il record di triple segnate da un rookie dei Thunder
Se Jared McCain è il nuovo Isaiah Joe, allora qualcuno dovrà pur essere il nuovo Jared McCain.
Stirtz sembra destinato a ritagliarsi un ruolo importante, sempre che sappia reggerne il peso. Al college ha giocato esclusivamente con la palla in mano ed era il primo nome sulle relazioni di scouting degli avversari. In NBA, quindi, potrebbe non sapere bene cosa fare con tutto lo spazio che si ritroverà improvvisamente a disposizione.
Il record di triple segnate da un rookie dei Thunder appartiene a Chet Holmgren, con 129. Theo Maledon è l’unico altro esordiente nella storia della franchigia ad averne realizzate più di 100. Stirtz non avrà a disposizione i minuti che ebbe Holmgren, che peraltro giocò tutte le 82 partite della regular season. Eppure, potrebbe superare quel record senza troppa fatica.
SGA chiude terzo nella corsa all’MVP
Nel XXI secolo, sette giocatori sono riusciti a vincere l’MVP per due stagioni consecutive. Tra loro c’è anche Shai Gilgeous-Alexander. Nessuno, però, è riuscito a fare tris. I giocatori che hanno conquistato tre MVP consecutivi? Bill Russell (1960-63), Wilt Chamberlain (1965-68) e Larry Bird (1983-86). Fine della lista.
Sono passati 40 anni dall’ultima tripletta. Confermarsi MVP per la seconda volta è un conto; vincerlo per la terza stagione di fila è tutta un’altra storia. SGA dovrebbe inventarsi qualcosa di clamoroso, come chiudere con il 50/40/90 al tiro. Oppure guidare i Thunder a 74 vittorie.
Il mio favorito per l’MVP è Victor Wembanyama. Sembra che tutti siano pronti a incoronarlo come il miglior giocatore del mondo. E magari hanno pure ragione. Come sorpresa al secondo posto scelgo Giannis Antetokounmpo, con Gilgeous-Alexander terzo nelle votazioni.
Cason Wallace è il Thunder con più partenze in quintetto
Naturalmente, do per scontato che Cason Wallace prenda il posto in quintetto occupato da Lu Dort per sette stagioni.
Wallace è un vero stakanovista: da quando è arrivato in NBA, ha disputato in media 76 partite a stagione. I quattro titolari praticamente certi di OKC sono Shai Gilgeous-Alexander, Jalen Williams, Chet Holmgren e Isaiah Hartenstein.
SGA ha giocato 68 partite la scorsa stagione e, in otto annate NBA, ha raggiunto quota 76 presenze soltanto due volte. Esattamente la media di Wallace. Williams ha dovuto fare i conti con ripetuti problemi ai muscoli posteriori della coscia. Vederlo in campo per 65 partite sarebbe probabilmente lo scenario migliore.
Holmgren ha disputato 82 partite in una stagione e 69 nell’altra in cui è rimasto sano. Nel mezzo, però, ha saltato un’intera annata per un infortunio al piede e nel 2024-25 si è fermato a 32 presenze a causa di una frattura all’anca. Hartenstein, da quando è arrivato a Oklahoma City, ha giocato rispettivamente 57 e 47 partite.
Wallace, che finora è stato titolare soltanto a intermittenza, chiuderà la stagione 2026/27 con più partenze in quintetto di qualsiasi altro giocatore dei Thunder.
Ajay Mitchell vince il premio di Sesto Uomo dell’Anno
Quindici anni dopo il premio vinto da James Harden, un’altra guardia mancino dei Thunder conquisterà il riconoscimento di Sesto Uomo dell’Anno.
Mitchell ha il potenziale per diventare un All-Star. È già in quella categoria di giocatori troppo forti per partire dalla panchina, ma sembra trovarsi benissimo nel suo ruolo attuale. Ha ancora parecchio da dimostrare, anche perché ha disputato meno di 100 partite in carriera.
Se Mitchell dovesse compiere un altro salto di qualità, mi chiedo se potrebbe finire per dividersi i voti tra il premio di Giocatore più migliorato e quello di Sesto Uomo dell’Anno. A quel punto, toccherebbe ai Thunder indirizzare gli elettori verso l’una o l’altra opzione. Un bel problema da avere.
C’è poi Jared McCain, un altro fattore nella candidatura di Mitchell. Se non ci fosse Ajay, anche McCain avrebbe argomenti più che validi per puntare al premio.
OKC diventa l’epicentro delle polemiche sulla nuova regola contro i falli in attacco
È già cominciata! Quando la NBA ha pubblicato una serie di video per spiegare i nuovi punti su cui gli arbitri dovranno concentrarsi – tra cui la stretta sulle spinte degli attaccanti per crearsi spazio – moltissimi utenti su X hanno protestato perché Shai Gilgeous-Alexander non compariva in nessuno dei filmati dedicati alle infrazioni. Al suo posto, nel video didattico narrato da Monty McCutchen, responsabile dello sviluppo e della formazione degli arbitri, sono state mostrate spinte irregolari di Jaylen Brown, Paolo Banchero, Donovan Mitchell e RJ Barrett.
Gilgeous-Alexander è un maestro nel crearsi spazio, usando la spalla o il braccio libero. Ma alcune delle sue mosse verranno fischiate come falli in attacco con le nuove indicazioni? Ne dubito, per un paio di ragioni:
- La prima: SGA sa benissimo quello che fa. I migliori giocatori sanno come spingersi al limite del regolamento senza oltrepassarlo.
- La seconda: non mi è ancora chiaro cosa debba succedere esattamente perché una spinta con il braccio venga sanzionata come fallo in attacco. Dai video pubblicati dalla NBA, i margini sembrano davvero sottilissimi.
La lega utilizzerà una guida basata su quattro parole, le cosiddette «Four F», per valutare le spinte: feeling, firming, force e full extension. In sostanza, percepire il contatto e irrigidire il braccio sono consentiti; imprimere forza ed estendere completamente il braccio non lo sono.
Aday Mara segna più triple di Isaiah Hartenstein
Questa previsione, assolutamente poco seria, ha tutta l’aria di finire con uno 0-0. Ma io punto su una vittoria di Mara per 1-0. Credo che Spagna e Germania, i Paesi d’origine dei due giocatori, segnerebbero più gol in una partita di calcio.
Non faccio parte del gruppo di chi pensa che Mara possa diventare un tiratore da tre punti affidabile. Ma riuscirà almeno a infilarne una da rookie? Anche solo con una preghiera lanciata verso il canestro? A Michigan ha chiuso con 3 triple segnate su 10 tentativi, dopo aver trascorso due stagioni a UCLA senza provarne nemmeno una.
E poi c’è Hartenstein, che in carriera ha segnato 27 triple, ma nessuna da quando veste la maglia dei Thunder. Isaiah è un giocatore eccellente, quindi non ha bisogno di tirare o segnare da tre. Al netto di tutte queste premesse, con OKC è ancora a quota zero su 26 tentativi dall’arco. Sembra impossibile. Un’anomalia statistica che seguiremo al cento per cento. Nel 2021/22, quando giocava con i Clippers, Hartenstein aveva chiuso con 14 triple segnate su 30 tentativi!
A me basta che Mara ne segni una sola e che Hartenstein continui al ritmo degli ultimi due anni.
Isaiah Joe è l’ex Thunder che avrà il maggiore impatto sulla sua nuova squadra
Come lo misureremo, esattamente? Non ne sono sicuro. Probabilmente mettendo insieme statistiche tradizionali e avanzate. Ma il concetto di fondo è questo: Isaiah Joe peserà più sui successi di Detroit di quanto Lu Dort o Aaron Wiggins peseranno su quelli di Atlanta.
Mi piace tantissimo l’incastro di Joe nei Pistons. Detroit ha un disperato bisogno di aggiungere tiratori attorno a Cade Cunningham, e Joe ha uno dei rilasci più puri di tutta la lega.
I Thunder vincono meno di 60 partite
Dopo due stagioni consecutive da almeno 60 vittorie, pronostico un record di 59-23 per Oklahoma City. Ho detto soltanto meno di 60! Le ragioni sono due: la riforma della Lottery e la profondità del roster.
Con la NBA intenzionata a punire le squadre che fanno di tutto per perdere e ottenere una scelta alta al Draft, ci saranno meno vittorie praticamente automatiche. SGA e compagni potranno permettersi di riposare meno spesso nel quarto periodo.
Lu Dort, Aaron Wiggins e Isaiah Joe si sono classificati rispettivamente terzo, quinto e sesto per minuti complessivi giocati dai Thunder nelle ultime due regular season. OKC ha ancora una buona profondità, ma non è più quella d’élite di prima. Wiggins e Joe non hanno alzato il livello durante i playoff, ma sono stati ingranaggi fondamentali nella macchina da vittorie della regular season.
I Thunder vincono il secondo titolo NBA in tre anni
Ai Thunder forse sarebbe bastato avere Jalen Williams o Ajay Mitchell in salute per battere gli Spurs e tornare alle Finals. Anche San Antonio non è arrivata alle finali della Western Conference al completo per tutta la serie, ma gli infortuni di Oklahoma City sono stati più numerosi e hanno avuto un impatto maggiore.
Al netto degli infortuni, in un’eventuale rivincita punto sui Thunder. OKC farebbe meglio ad affrontare San Antonio finché ne ha la possibilità. E vedo i Thunder o gli Spurs favoriti contro chiunque riesca a uscire dalla Eastern Conference (anche se dicevamo esattamente la stessa cosa l’anno scorso, e sappiamo tutti com’è finita).
I Thunder hanno tutto quello che serve per vincere il titolo, ma la fortuna conta sempre molto più di quanto ci piaccia ammettere.