Oppure Chris Finch opterà per la strategia, ormai standard nell’NBA, di “scaglionare” il tempo di gioco di Ball e Anthony Edwards?

LaMelo Ball e Anthony Edwards durante la preseason NBA dei Timberwolves
FOTO: Pioneer Press

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jace Frederick e pubblicata su Pioneer Press, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


I Minnesota Timberwolves hanno deciso di puntare su LaMelo Ball soprattutto per valorizzare al massimo i punti di forza di Anthony Edwards. L’arrivo di Ball potrebbe permettere alla stella di Minnesota di giocare più spesso senza palla, almeno in teoria alleggerendo il suo carico di responsabilità offensive e consentendogli di trovare tiri più semplici, con meno fatica.

Le prime tre partite di preseason hanno già mostrato qualcosa in questa direzione. Con Ball in campo, Edwards ha segnato 45 punti in 41 minuti, tirando con il 54% dal campo e il 60% da tre. Nello stesso arco di tempo, Ball ha distribuito 14 assist. Nei 21 minuti giocati senza Ball, invece, Edwards ha realizzato appena 14 punti, tirando 2 su 11 dal campo. Un rendimento del genere non sarebbe sostenibile.

Edwards è uno dei migliori realizzatori della NBA e riesce a produrre indipendentemente dai compagni che lo circondano. Ma anche un campione così ridotto, per di più raccolto in preseason, ha già mostrato quanto possa diventargli più semplice la vita giocando al fianco di uno dei migliori playmaker della lega.

A quanto pare, coach Chris Finch vorrebbe massimizzare i minuti in cui i due condividono il parquet durante la regular season. Sembra una scelta ovvia: quando le partite conteranno davvero, Ball ed Edwards giocheranno insieme. Eppure, nella NBA è pratica comune ricorrere allo staggering, ovvero sfalsare i minuti dei propri giocatori principali.

Quando una squadra dispone di due guardie di alto livello, spesso cerca di averne almeno una in campo in ogni momento della partita. In genere, questo significa far giocare i due insieme per circa 24 minuti e poi tenerli separati per altri 12 minuti a testa, così da coprire anche la restante metà dei 48 minuti di gioco.

Le prime indicazioni suggeriscono che Finch potrebbe adottare lo stesso approccio. Nelle prime tre partite di preseason, il 30% dei minuti di Ball è arrivato senza Edwards in campo, mentre Edwards ha giocato il 34% dei suoi minuti senza Ball. Persino Rudy Gobert e Jaden McDaniels non hanno disputato un solo minuto senza che almeno uno tra Ball ed Edwards fosse sul parquet.

Finch ha dichiarato di non aver ancora «deciso» come gestire l’impiego di Edwards e Ball, aggiungendo però: «L’istinto mi dice che vogliamo averli in campo insieme». «È per questo che abbiamo portato qui Ball», ha spiegato.

L’allenatore ha sottolineato quanto Ball abbia aiutato Edwards a trovare tiri facili nella vittoria di Minnesota contro New York di lunedì, partita in cui Ant ha segnato 26 punti in appena 25 minuti. «Se guardate i tiri che Ant è riuscito a segnare, erano tutti facilissimi», ha detto Finch, aggiungendo: «Molti sono arrivati grazie alla capacità di LaMelo di creare gioco e mettere in difficoltà la difesa. Questo toglie pressione ad Ant».

Voler tenere sempre in campo i propri migliori giocatori non è certo un’idea rivoluzionaria, ma è una scelta che comporta delle conseguenze. È evidente, infatti, che così facendo rimarrebbe una parte della partita in cui nessuno dei due sarebbe sul parquet.

Se Finch decidesse di non sfalsare i minuti di Edwards e Ball, dovrebbe quindi affidarsi maggiormente alle guardie di riserva. Sarebbe una scommessa, e non necessariamente in linea con quanto visto nelle stagioni precedenti. Finch, però, ha dichiarato di avere «grande fiducia» in Ayo Dosunmu, T.J. Shannon e Bones Hyland, sottolineando che i Timberwolves vogliono affidare la palla a questi giocatori quando sono in campo.

Il gioco ad alto ritmo mostrato da Hyland e Dosunmu nella scorsa stagione è valso ai due il soprannome di «Twin Turbos». Shannon, invece, è stato dominante nella gestione dell’attacco dalla parte alta del campo e ha contribuito a permettere a Minnesota di eliminare Denver nei playoffs della scorsa stagione anche senza Edwards.

«Sono tutti giocatori che prendono decisioni molto rapidamente. Credo che la loro intesa nasca proprio da questo: sono tutti rapidi di testa», ha spiegato Finch, prima di chiudere: «Amano giocare in campo aperto. E giocano tutti alla stessa velocità».

Questa intesa lascia a Finch la possibilità di sbizzarrirsi con le rotazioni, qualora decidesse di seguire il proprio istinto.