L’imbarazzante sconfitta dei Knicks contro i Pistons sottolinea tutto quello che non va nella squadra di coach Mike Brown.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Kristian Winfield e pubblicata su New York Daily News, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Questa non è una partita che i Knicks avrebbero dovuto perdere. E sicuramente non una partita che avrebbero dovuto perdere con un margine di doppia cifra. Eppure ecco qua New York, vittima della serie di sconfitte inflitte dai Detroit Pistons, che – senza i loro due centri Jalen Duren e Isaiah Stewart – hanno battuto facilmente gli avversari al Madison Square Garden portandosi sul 3-0 nella serie stagionale.
I Knicks hanno ora perso contro i Pistons per 38, 31 e 15 punti. La prossima volta che affronteranno Detroit, eventualmente, sarà nelle finali della Eastern Conference, a condizione che entrambe le squadre finiscano tra le prime tre e vincano i primi due turni. E mentre i Knicks avranno il ricordo della vittoria nei playoffs del primo turno della scorsa stagione – una vittoria nei Playoffs che ha fatto seguito a un’imbarazzante serie di 1-3 contro Detroit nella stagione regolare – i Pistons ora hanno qualcosa di molto più grande.
A Motor City hanno un conto in sospeso. E hanno tutta la fiducia del mondo dopo aver giocato con una squadra che sulla carta dovrebbe essere alla loro portata, una squadra che sembra sempre meno competitiva dopo ogni sconfitta contro le altre con un record vincente in questa stagione.
Eppure questa è la parte più frustrante dei New York Knicks del 2025-26, il remix di Mike Brown per un gruppo che è arrivato alle finali della Eastern Conference per la prima volta in un quarto di secolo, solo per licenziare il proprio allenatore poche settimane dopo l’eliminazione e dare il via a un completo sconvolgimento dell’identità della squadra quest’anno.
Dopo cinquantasei partite sotto la guida di Brown come capo allenatore, i Knicks non sembrano ancora affiatati in attacco, e nessun esempio è più evidente della mancanza di coinvolgimento di Karl-Anthony Towns contro una squadra senza alcun giocatore veterano più alto di 205 centimetri.
Towns ha segnato solo due punti e ha tirato solo tre volte nel primo tempo, prima di fare la maggior parte del danno nel terzo quarto. Ha chiuso con 21 punti, 11 rimbalzi e quattro assist, faticando sia a trovare la palla, sia a tirare da buona posizione, sia a giocare con forza contro difensori più piccoli di lui quella sera.
Il giocatore dei Knicks da 54 milioni di dollari si è ritrovato in panchina per gran parte del quarto periodo. Non è stato certo lui, comunque, il problema più grande della squadra. E i Knicks, che non sono riusciti a sfruttare il loro evidente vantaggio in termini di statura, hanno iniziato la serata con solo 1 su 16 da tre punti, chiudendo con 6 su 31 dal perimetro.
Ma questa è solo una parte dell’equazione. Dall’altra parte i Knicks sono stati anche peggio.
I Knicks hanno ceduto cinque scelte al primo turno per Mikal Bridges e hanno mandato RJ Barrett e Immanuel Quickley ai Toronto Raptors per OG Anunoby, poi hanno firmato con entrambi un prolungamento del contratto a lungo termine per un totale di 362 milioni di dollari per fermare giocatori come Cade Cunningham, guardia nel corpo di un’ala abile nel creare gioco per sé e per gli altri, che si è elevato al rango di candidato al titolo di MVP dell’anno con una media di 25.3 punti, 9.6 assist e 5.6 rimbalzi a partita.
Cunningham ha devastato la coppia difensiva nota come “Wingstop” con 42 punti segnando 17 tiri su 34 dal campo, oltre a 13 assist e otto rimbalzi nella serata. Nel frattempo, i Knicks hanno ottenuto 33 punti su 20 tentativi da Jalen Brunson, che ha dato alla sua squadra una possibilità di lottare.
Il che porta alla terza questione che affligge questi Knicks: Bridges è stato incostante, spesso anemico in attacco, un problema persistente sottolineato da una prestazione da otto punti contro i Pistons giovedì. Bridges ha tirato quattro su nove dal campo e ha sbagliato alcuni tiri facili a canestro. I suoi 15.9 punti a partita sono la media più bassa che abbia mai registrato dalla stagione 2021-22 con i Phoenix Suns.
La soluzione spetta a Brown, che dovrà agire in fretta, dato che mancano solo 25 partite alla fine della stagione regolare. I Pistons sono pieni di fiducia, mentre i Knicks ne sono privi nei momenti cruciali, con un record di 12-15 contro le squadre che hanno ottenuto risultati positivi in questa stagione, mentre la testa di serie numero uno dell’Est è entusiasta di avere un vantaggio sulla squadra che potrebbe benissimo incontrare nei playoffs.
“La stagione regolare è importante. Il modo in cui ti presenti ogni singola sera è importante. Penso che per qualche motivo, dato che ci sono 82 partite, la gente voglia svalutare la stagione regolare, ma è importante per aiutarti a prepararti per dove stai andando, e quelle esperienze sono importanti”, ha detto l’allenatore dei Pistons JB Bickerstaff prima del tip-off al Madison Square Garden giovedì.
“La fiducia nei confronti di un avversario è importante. Credere di poter battere un avversario è importante, soprattutto quando si aggiunge l’esperienza di aver affrontato una serie di playoffs e di avere la capacità di fare il passo successivo”.
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