Myles Turner si aspetta una risposta dagli Indiana Pacers in gara 6 delle Finals NBA

myles turner

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Marc J. Spears e pubblicata su Andscape, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Con voce tonante e una leadership che avrebbe reso fiero anche la vecchia star degli Indiana Pacers Mel Daniels, Myles Turner ha urlato più volte ai compagni mentre si dirigevano sconfitti verso lo spogliatoio ospiti, lunedì sera, dopo Gara 5. «Si tratta di una serie. Una serie!», ha gridato Turner.

Turner e i suoi Pacers hanno perso 120-109 contro gli Oklahoma City Thunder in Gara 5 delle NBA Finals. OKC conduce ora 3-2 nella serie, ed è a una sola vittoria dal primo titolo NBA da quando la franchigia si è trasferita da Seattle a Oklahoma City nel 2008. Nel frattempo, i Pacers si troveranno in una situazione da dentro o fuori in Gara 6, che si giocherà nella notte italiana tra giovedì e venerdì al Gainbridge Fieldhouse di Indianapolis.

A complicare ulteriormente le cose per Indiana, Tyrese Haliburton non ha realizzato nemmeno un canestro dal campo in Gara 5, giocando 34 minuti nonostante gli infortuni alla gamba destra. Con la stagione in bilico, Turner si aspetta che Haliburton e la squadra siano pronti per Gara 6.

“Abbiamo un’altra opportunità”, ha detto Turner. “Tutto qui. Non è finita. Torniamo in uno degli ambienti di Playoffs più caldi della Lega. Ecco perché stavo urlando ai miei compagni mentre camminavano davanti a me”.

“L’ho fatto perché a fine partita le emozioni sono ancora calde. È molto facile per i giocatori più giovani abbassare la testa ed essere abbattuti. Ma qualcuno deve parlare, e io stavo cercando di far passare il messaggio”.

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FOTO: NBA.com

I Pacers hanno scelto Turner con l’11ª chiamata al Draft NBA 2015 dall’Università del Texas. Il lungo è il giocatore con più anzianità nel roster, con 642 partite di Regular Season all’attivo in 10 stagioni NBA, sesto di sempre nella storia della franchigia. Turner ha trascorso tutta la sua carriera NBA con Indiana e sa che questa squadra è la più vicina che sia mai arrivata al titolo.

I Pacers detengono 3 titoli ABA, vinti nel 1970, nel 19723 e nel 1973; in seguito, si sono uniti all’NBA nel ’76, raggiungendo una sola serie finale, quella del 2000, persa contro i Los Angeles Lakers di Shaq e Kobe.

Anche per questo giocare per i Pacers alle Finals porta con sé un certo tipo di pressione. Dopo la sorprendente vittoria in Gara 1, Haliburton aveva detto ad Andscape che i Pacers giocavano “senza pressioni”. Ma ora che il titolo è a due vittorie di distanza, i tifosi vedono il Trofeo Larry O’Brien come una carota sospesa davanti a loro per la prima volta.

L’ago della bilancia per i Pacers è stato e sarà Haliburton, che ha sbagliato tutti e sei i suoi tiri in Gara 5 e ha mostrato un’aggressività inferiore al solito a causa del problema fisico che l’ha limitato non poco. Si aspetta comunque di essere in campo per Gara 6. E anche Turner crede lo stesso.

“Sono le Finals”, ha detto Haliburton. “Ho lavorato tutta la vita per essere qui e voglio essere in campo per competere, per aiutare i miei compagni in ogni modo possibile. Non sono stato per nulla efficace stasera, ma l’idea di non giocare non mi sfiora nemmeno. Se riesco a camminare, allora voglio giocare”.

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FOTO: NBA.com

Anche se sembra passato molto tempo, i Pacers erano in vantaggio 2-1 in questa serie, il punto più vicino al titolo NBA nella storia della franchigia. Ma i Thunder, la miglior squadra dell’NBA da inizio a fine stagione, hanno reagito con forza vincendo due partite consecutive e portandosi a una sola vittoria dal loro primo titolo. L’ultima volta che Oklahoma City ha perso due gare di fila risale ad aprile, con le sconfitte per mano di Houston Rockets e Los Angeles Lakers.

Turner si aspetta ancora che i Pacers reagiscano e forzino una Gara 7. Alla sua decima stagione NBA e alla prima apparizione alle Finals, Turner si è lasciato andare anche a pensieri più personali, riflettendo sulla sua longevità, sull’ingresso nel 10-year club (restare in NBA per 10 stagioni massimizza l’importo della pensione), sulle voci di mercato sopportate e sul “sangue, sudore e lacrime” versati da quando è arrivato a Indianapolis.

“I nostri tifosi aspettano questo momento da tantissimo tempo. Sono impazienti. La cosa più importante sarà farsi trovare pronti per Gara 6. Loro ci sosterranno e faranno sentire la loro voce forte quanto quella del pubblico qui a OKC. Per uno come me, non sai mai se un’opportunità del genere ti capiterà di nuovo. Questo è il momento in cui sarò più in forma in tutta la mia carriera. Devo dare tutto quello che ho: siamo con le spalle al muro, ce la giocheremo fino all’ultimo”.

Indipendentemente da come andranno le cose, Gara 6 sarà l’ultima partita di questa stagione NBA a Indianapolis. Potrebbe anche essere l’ultima di Turner in maglia Pacers?

Turner sarà infatti unrestricted free agent quest’estate. Indiana non paga la un dollaro di luxury tax dal 2006, ma per rifirmare il proprio centro titolare dovrebbe farlo. ESPN ha già riportato in passato che i Pacers sarebbero disposti a pagare la luxury pur di tenerlo; attualmente, la franchigia è 20 milioni sotto la soglia. Poiché Turner ha firmato il suo attuale rinnovo nel gennaio 2023, non può prolungare il suo contratto fino al 30 giugno, ed eventuali trattative avranno luogo subito dopo queste Finals.

Per ora, in ogni caso, Turner è concentrato più sulla serie che sul suo futuro contratto. Sa che non c’è nessuna garanzia di tornare a giocarsi delle Finals.

“È il miglior momento dell’anno” ha spiegato Turner. “Torniamo al Gainbridge con le spalle al muro. È quel tipo di situazioni che sogni da bambino. Quindi sì, credo di essere motivato. Sento l’attesa. Tutti desideriamo il titolo più di ogni altra cosa, e con tutto il tempo che ho investito in questa città, lo voglio ancora di più”.