Oggi è la deadline per le manifestazioni di interesse verso NBA Europe, ma le trattative tra Eurolega, NBA e FIBA sono ripartite.

NBA Europe riapre le porte all'Eurolega.
FOTO: NBA

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Aris Barkas e pubblicata su Eurohoops, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.


 

La fine di marzo segna anche la conclusione della procedura per manifestare interesse riservata ai potenziali investitori di NBA Europe. Ma dopo numerosi colpi di scena, il futuro del basket europeo potrebbe concretizzarsi in una collaborazione tra tutte le principali parti interessate. Secondo fonti di Eurohoops, Eurolega e NBA dovrebbero tenere un nuovo incontro nei prossimi giorni con l’obiettivo di dare finalmente vita a un progetto congiunto, anche all’ultimo minuto.

Non è stato ancora fatto alcun annuncio ufficiale in merito, ma la recente dichiarazione di Adam Silver è stata più che chiara riguardo a una possibile collaborazione, e lo stesso è stato affermato dal CEO di EuroLeague, Chus Bueno. Nel frattempo, il progetto NBA Europe continua a procedere secondo i piani, preparandosi per l’inizio della stagione 2027, con la domanda ora che riguarda se si arriverà a una competizione congiunta che includerà anche Eurolega.

Secondo molte fonti vicine al procedimento in corso, l’interesse per il progetto NBA proviene principalmente da fondi statunitensi, che puntano al Regno Unito e a Roma, mentre a Parigi c’è anche un interesse locale. A causa della guerra in corso in Medio Oriente, i fondi arabi sono attualmente più riluttanti. Tuttavia, i soldi ci sono, anche se a questo punto tutti concordano sul fatto che nessuno è disposto a pagare una quota di 500 milioni per entrare nella nuova Lega.

D’altra parte, il Consiglio di EuroLeague si riunirà il 14 aprile per discutere il formato della prossima stagione. Sebbene in teoria sia possibile anche un ampliamento del campionato, l’esito più probabile della riunione sarà quello di mantenere lo stesso formato per un’altra stagione con 20 squadre.

Dopotutto, il futuro del Monaco e dell’ASVEL nella Lega è incerto per motivi diversi, e l’aggiunta di altre squadre potrebbe inoltre complicare le trattative.

Una diversa trattativa e 24 squadre

La volontà di raggiungere un accordo è evidente da entrambe le parti, e la presenza di Chus Bueno ai negoziati semplifica le cose, grazie alla sua precedente esperienza come dirigente NBA. Tuttavia, affinché l’accordo vada in porto, dovrebbe trattarsi di una situazione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte.

Nel 2024, l’offerta avanzata dalla NBA prevedeva essenzialmente l’acquisizione del controllo dell’Eurolega e il 51% della proprietà in cambio della propria competenza gestionale e finanziaria. Ecco perché i colloqui non hanno mai preso una forma concreta. Con l’Eurolega attualmente valutata 3.2 miliardi di euro, la situazione è completamente diversa.

Nel frattempo, secondo fonti di EuroLeague, sia il Real Madrid, che ha nominato Chus Bueno come nuovo CEO, sia il Fenerbahçe sono molto vicini alla firma delle nuove licenze decennali, consolidando ulteriormente la posizione della massima competizione europea. Naturalmente, questa è una mossa che sembra andare di pari passo con i prossimi colloqui con l’NBA.

Da parte sua, la FIBA desidera che nei calendari delle competizioni europee siano previste delle date libere per far posto alle «finestre» delle nazionali, oltre che per garantire un percorso chiaro di qualificazione alla competizione per club di massimo livello, che includerà anche i campionati nazionali.

Se EuroLeague e NBA raggiungeranno un accordo finanziario, ci si aspetta che vengano rispettate anche le richieste di FIBA. In tal caso, è ipotizzabile uno scenario di competizione a 24 squadre per accogliere il maggior numero possibile di club, nuovi e storici, in grado di far parte del massimo livello agonistico in Europa.

Sì, sembra troppo bello per essere vero, ma dopo due anni di manovre che minacciano il basket europeo con un nuovo scisma, c’è la speranza che la frattura di 26 anni tra FIBA e EuroLeague finisca e, soprattutto, che inizi una collaborazione reciprocamente vantaggiosa con la NBA.


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