FOTO: Daily Knicks

Come annunciato due notti fa, Donovan Mitchell si è conquistato l’Olimpo dei rumors in compagnia di Kevin Durant e Deandre Ayton, entrando ufficialmente in trade talks con svariate squadre. Gli Utah Jazz sono infatti in una fase piuttosto complicata della loro timeline e, a seguito della trade di Rudy Gobert, opteranno ufficialmente per smantellare in toto il sistema costruito dall’ormai ex coach Quin Snyder per dedicarsi ad un’opera completa di rebuilding. Secondo The Athletic, i Jazz metteranno sul mercato praticamente l’intera squadra, inclusi i neo acquisti e Jordan Clarkson (di Pat Beverley e Jarred Vanderbilt avevamo parlato QUI).

Partendo da principio, ad accendere la miccia dei rumors delle ultime ore erano state le parole del general manager dei Jazz, Justin Zanik:

“Il cambiamento è inevitabile in NBA. Non sto cercando di essere criptico, ma Donovan [Mitchell, ndr] è nella nostra squadra ed è una parte molto, molto importante di quello che stiamo cercando di costruire. Le cose evolvono in NBA, perciò non posso sedermi qui e dire che chiunque è intoccabile. Stiamo cercando di costruire una squadra da titolo, ma non c’è assolutamente alcun intento di scambiare Mitchell.”

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski, Utah – dopo aver chiuso le porte in passato – si sarebbe aperta all’idea di considerare di cedere Mitchell al giusto prezzo, prevedibilmente piuttosto alto e fondato principalmente su Draft capital. E, nelle ultime ore, i New York Knicks sono emersi come la squadra in prima fila per il giocatore, con i Miami Heat accodati subito dietro, avviando addirittura le trattative con l’organizzazione di Salt Lake City.

Come avevamo anticipato QUI, i Knicks potrebbero mettere sul piatto fino a 8 delle 11 first-round picks future attualmente a disposizione per i prossimi sette Draft, con la possibilità di includere anche un certo numero di giovani in un’eventuale trade – richiesta imprescindibile da parte di Utah, secondo Shams e Tony Jones.

Infatti, mentre The Athletic ha citato Quentin Grimes come uno dei possibili obiettivi primari di Utah, nelle ore precedenti Jake Fischer aveva riportato questo potenziale pacchetto:

“New York può offrire una combinazione di numerose pick, RJ Barrett, Obi Toppin e Immanuel Quickley, e questo diventerebbe il pacchetto da battere da parte di qualsiasi squadra prima di arrivare a Donovan Mitchell.”

– assistant general manager anonimo, via Bleacher Report

Ipotizzando un’offerta simile, il nome di RJ Barrett è, forse, quello che più di tutti fa storcere il naso. Come riportato da Jake Fischer, il giocatore gode di un trade value al momento molto elevato secondo le valutazioni degli executive della lega, più di quello che verrebbe attribuito a Tyler Herro in caso di un’offerta da parte di Miami – tra l’altro, stando a Shams, alla base di un pacchetto che gli Heat non hanno ancora offerto per carenza di Draft asset.

New York ha esercitato su Barrett la player option da $10.9 milioni a disposizione, con il giocatore eleggibile per la Rookie Extension prima di diventare restricted free agent – con una qualifying offer da $14.4 milioni – a fine 2023. Secondo Fischer, i Knicks non sembrerebbero intenzionati a discutere un’estensione entro la deadline di ottobre, corrispondente con la fine dell’offseason, il che potrebbe lasciar intendere un minimo di indecisione nei confronti di una sua conferma.

Ian Begley ha di recente rivelato come i Knicks sembrino però intenzionati a blindare Barrett e, soprattutto, come prima del Draft Leon Rose non fosse propenso a mettere su un pacchetto per Donovan Mitchell che includesse troppi pezzi di rotazione importanti, per paura di rimanere senza un supporting cast adeguato anche a trade ultimata.

Vediamo se, con le trattative in corso, il presidente della franchigia newyorkese deciderà di lasciarsi andare, soprattutto qualora le possibilità di un accordo dovessero arrivare a una fase avanzata, rischiando di concretizzarsi.