Il centro dei Phoenix Suns, ormai prossimo all’addio, potrebbe presto trovare una tanto chiacchierata sistemazione.

Deandre ayton
FOTO: NBA.com

Sembrano ore caldissime ad Indianapolis: dopo giorni, anzi settimane di rumors, non siamo mai stati così vicini ad immaginare Deandre Ayton in una nuova squadra, dopo che il capitolo Phoenix Suns è stato ormai virtualmente archiviato.

A infiammare gli animi è stato, in giornata, Brian Windhorst (ESPN), affermando che gli Indiana Pacers sono molto vicini ad avviare le trattative con la franchigia dell’Arizona, che si tratti di discutere una offer sheet o una sign&trade.

La squadra di coach Rick Carlisle, che in questa free agency si è già mossa pesantemente cedendo Malcom Brogdon ai Boston Celtics, ha liberato lo spazio salariale sufficiente per un grande colpo come questo. Da tempo, addirittura da prima della trade deadline di questa stagione, Indiana è vista come una delle più forti candidate ad acquisire Ayton e, sebbene i Pacers fossero leggermente usciti dalla scena mediatica a seguito della richiesta di Kevin Durant di essere scambiato proprio a Phoenix, negli ultimi giorni sono riemersi come frontrunner per il bahamense.

I Pacers, secondo le stime di Spotrac, si ritrovano nel range dei 29.2-30 milioni di dollari di cap space e, magari alleggerendosi ulteriormente, potrebbero anche offrire un contratto al massimo salariale ad Ayton – che, ricordiamo, ha una qualifying offer del valore di $16,422,835 – senza dunque passare per la sign&trade.

Visto l’eccellente lavoro già fatto nel liberare spazio da parte di Indiana, basterebbe tagliare anche solo un paio di non-garantiti (avendo 17 slot, 2 di troppo, potenzialmente occupati a roster) per assorbire senza troppi problemi il contratto del centro bahamnese, che dovrebbe presentarsi così (via Spotrac):

  • 2022-23: $30,250,000
  • 2023-24: $31,762,500
  • 2024-25: $33,275,000
  • 2025-26: $34,787,500

Il motivo per cui i Pacers non hanno ancora avanzato un’offerta ufficiale è piuttosto semplice. La trade di Malcolm Brogdon, per essere ufficializzata, necessita che il giocatore svolga le visite mediche, rimandate – come riportato da John Gambadoro – perché l’ormai ex Pacers si trovava in vacanza al momento dello scambio. A quanto pare, nella giornata di ieri Brogdon ha effettivamente svolto le visite, ma le tempistiche hanno ritardato gli inizi di una trattativa ufficiale, dal momento che il cap space di Indiana è legato a questa operazione.

Sebbene i Pacers abbiano la possibilità di avanzare una offer sheet per Ayton, con i Suns che potrebbero pareggiare ogni offerta, la direzione presa dall’owner di Indiana, Herb Simon, sembrerebbe però virare verso una sign&trade. Il proprietario della squadra, a quanto pare, non amerebbe mettere in difficoltà i propri partner, motivo per cui un tentativo di firmare il lungo bahamense con lo spazio salariale, in cambio di nulla, sarebbe fuori dai giochi.

In realtà, senza mettere in dubbio la buona fede di Simon, per i Pacers quella della sign&trade potrebbe rivelarsi una mossa potenzialmente conveniente, come spiegheremo subito.

Per muovere Deandre Ayton, i Suns dovrebbero attenersi alla base year compensation, una “regola” che fa sì che, in caso di determinate situazioni di sign&trade, il salario in uscita – dal lato di Phoenix, in tal caso – abbia un valore diverso rispetto a quello reale, nello specifico il 50% in questa situazione.

Partendo il nuovo stipendio di Ayton da circa $30 milioni, la squadra dell’Arizona dovrà rispettare le regole del salary matching come se la cifra fosse, in realtà, di $15 milioni – non potendo ricevere indietro, quindi, più di $20 milioni.

Creiamo uno scenario fittizio: i Pacers molto probabilmente offriranno come contropartita Myles Turner, giocatore già in uscita e con uno stipendio di $18 milioni. Dato che per Indiana il contratto di Ayton vale tutti i $30 milioni, uno scambio secco – escludendo per il momento le pick da includere – non sarebbe permesso a causa del salary matching, secondo cui i Pacers dovrebbero cedere poco più di $24 milioni, superando la soglia che i Suns possano sopportare. Con l’inclusione di un contratto da $6 milioni in più da parte di Indiana, e un altro giocatore da parte di Phoenix, i conti dovrebbero quadrare.

C’è un’opzione, però, per cui tutto questo potrebbe non essere necessario, come fatto notare da John Hollinger di The Athletic.

Dal momento che i Pacers, in termini di stipendi totali, sono sotto la soglia del salary cap, hanno molti vantaggi per quanto riguarda un’ipotetica trade:

Regola: se il monte stipendi di una squadra è sotto il salary cap, un giocatore scambiato potrebbe essere sostituito, nel corso della stessa transazione, da uno o più giocatori che, insieme, non superino la team room (ndr, differenza tra stipendi di squadra e Salary Cap), più $100.000. Ci sono due punti importanti da notare: il primo, significa che le formule del salary matching non si applicano alle squadre che ricevono un giocatore tramite cap space; il secondo, il Collective Bargaining Agreement permette alle squadre sotto il cap di usare regole per squadre sopra il cap (qualora questo le avvantaggiasse).

tradotto da CBA Breakdown

In poche parole, avendo Indiana potenzialmente $30 milioni in spazio salariale, potrebbe benissimo svolgere lo scambio Turner-Ayton senza doversi preoccupare della base year compensation. Lato Phoenix, invece, i conti tornerebbero qualora il primo anno del nuovo stipendio del bahamense partisse da $26 milioni, sempre per questioni legate al salary matching.

Una mossa del genere sarebbe una win-win: i Suns limiterebbero i danni, aggiungendo il loro centro titolare e verosimilmente qualche Draft pick futura; i Pacers arriverebbero a Ayton cedendo un giocatore già in uscita, e mantenendo comunque lo spazio salariale necessario per una potenziale buona firma.

Dei 17 contratti figuranti nel payroll di Indiana, 6 sono non-garantiti, e questo significa tanto spazio di manovra per creare uno slot a roster. Uno degli obiettivi di lunga data dei Pacers è quello di Collin Sexton, ancora restricted free agent legato ai Cavaliers, che potrebbe accettare un contratto nel range dei $10-15 milioni.

Se Indiana dovesse riuscire in una mossa simile, il retooling iniziato con la passata trade deadline andrebbe già quasi ed esaurirsi, dopo aver completato un rinnovamento potenzialmente perfetto, con giovani borderline All-Star – Haliburton, Ayton, eventualmente Sexton, pur in un tier inferiore – e un core tutto da sviluppare, ricco di Rookie e Sophomore promettenti.

Ovviamente, nulla si dà per certo (e soprattutto la suggestione Sexton è da prendere con le pinze), ma queste ore saranno al 99% decisive per stabilire quali saranno le sorti di Deandre Ayton, specialmente se i Phoenix Suns venissero messi per la prima, vera volta sotto pressione in questa offseason.