Il salto di Eurolega verso un livello superiore deriva da un cambiamento molto significativo. Di cosa si tratta?

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Aris Barkas e pubblicata su Eurohoops, tradotto in italiano da Mattia Tiezzi per Around the Game.
Per anni, la durata delle licenze di Eurolega, le wildcard e il sistema di qualificazione sono stati argomenti molto dibattuti. Anche a questo punto, il fatto che tre club, Real Madrid, Fenerbahce e ASVEL, non abbiano firmato le nuove licenze decennali ha creato molto scetticismo e può essere considerato un incentivo per il progetto NBA Europe – QUI tutti gli aggiornamenti a riguardo.
Tuttavia, si prevede che la situazione cambierà nel prossimo futuro, con l’evoluzione dell’Eurolega verso una struttura aziendale ancora più solida. Il termine “franchising”, franchigie, non è una coincidenza. È stato utilizzato anche nel comunicato stampa sulla roadmap futura della competizione e cambia sostanzialmente l’intero approccio alle licenze o alle qualificazioni. I club/azionisti diventeranno franchigie di Eurolega, ancora più legati alla competizione, e le licenze diventeranno obsolete.
Un’evoluzione naturale
Sembra un cambiamento di poco conto, ma non lo è. Diventando franchigie di Eurolega, i club azionisti avranno un legame ancora più forte con la competizione, che in pratica già esiste. Tuttavia, in alcuni casi ciò può creare dei punti interrogativi, come sta accadendo ora con le nuove licenze che in tre casi rimangono ancora da firmare. È una situazione molto particolare, poiché quei tre club, anche se non hanno ancora una licenza per il prossimo anno, sono comunque azionisti della competizione, e questo complica ulteriormente le cose.
Quindi questo deve cambiare. Un club/azionista dovrebbe essere una “franchigia” totalmente collegata alla competizione senza alcun limite di tempo definito da una licenza. Questo semplificherà molto il processo decisionale e, inoltre, ciò che è già un dato di fatto, ovvero che i club azionisti dovrebbero essere considerati parte integrante della Lega a prescindere da tutto, diventerà una realtà ufficiale.
Non è un compito facile, poiché ogni club di Eurolega può avere una propria struttura societaria a seconda del paese e delle leggi locali in materia di enti sportivi, ma questo è un obiettivo fondamentale della nuova dirigenza, che può consolidare ulteriormente la Lega. Inoltre, il passaggio al franchising è la strada giusta da seguire per aumentare il valore sia dell’Eurolega che dei club fino a raggiungere i 2.5 miliardi di euro, nonché per ottenere l’iniezione di capitale presentata al Consiglio di EuroLeague, anch’essa fissata a 2.5 miliardi di euro.
Secondo Marca, “l’Eurolega ha ingaggiato i servizi di JB Capital Markets, una rinomata banca d’investimento fondata da Javier Botín, che sta analizzando il piano di espansione. Si stima che le licenze delle squadre attuali abbiano un valore individuale compreso tra 50 milioni e poco più di 200 milioni di euro, con club come il Real Madrid che si collocano nella fascia alta di questa forbice. Il valore di queste licenze dovrebbe moltiplicarsi una volta che il loro status sarà trasformato in franchising o licenze a tempo indeterminato. In una stima iniziale, si ritiene che l’espansione delle licenze porterà il prezzo dei nuovi franchising tra i 40 e i 75 milioni di euro nella prima fase”.
Naturalmente, le squadre che sono già azioniste non dovranno pagare alcuna quota per diventare franchising, e solo le squadre che saranno aggiunte al gruppo dovranno pagare la quota. Sembra strano, ma quasi dall’oggi al domani, il livello dei dati finanziari relativi all’Eurolega è cambiato, così come la portata e le ambizioni della competizione. Per raggiungere tutto questo, è necessario un cambiamento strutturale del “franchising”, che dovrebbe essere imminente.
La posizione del Real Madrid
Resta da vedere come tali piani saranno attuati, ma il nuovo amministratore delegato gode attualmente della totale fiducia degli azionisti per andare avanti. E a proposito di cambiamenti, il fatto più importante dopo la nomina di Chus Bueno a questo ruolo è che la posizione del Real Madrid nei confronti dell’Eurolega è completamente cambiata.
Il club non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, né a favore del progetto NBA Europe, nonostante sia un segreto di Pulcinella che siano in contatto con la NBA, né a favore del cambiamento nella gestione dell’Eurolega. Tuttavia, secondo diverse fonti, il Real Madrid è stato attivamente coinvolto nel lobbying affinché Bueno diventasse il nuovo amministratore delegato, e la linea d’azione presentata nell’ultimo consiglio di EuroLeague è in linea con i piani del club spagnolo.
Naturalmente, Madrid non ha ancora firmato la nuova licenza decennale, ma è ovvio che dopo due anni di distacco dalla precedente dirigenza, ora è molto più coinvolta nel campionato. Questo vale ancora di più per il Fenerbahce, che non ha ancora firmato la nuova licenza. Tuttavia, il club era già propenso a rinnovare il contratto con Eurolega e, considerando che tra tre anni il valore della competizione dovrebbe raggiungere i 2.5 miliardi di euro, è difficile pensare che la sua posizione possa cambiare ora.
E se gli azionisti di Eurolega fossero già franchigie, non ci sarebbe nemmeno il problema di firmare nuove licenze.
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