Dopo il grave infortunio di Jimmy Bulter, lo scambio di Kuminga con i Kings è più o meno probabile?

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Chris Biderman e pubblicata su Sacramento Bee, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
La saga altalenante di Jonathan Kuminga ha preso un’altra piega questa settimana per i Golden State Warriors, con Jimmy Butler fuori gioco per tutta la stagione a causa di una lesione al legamento crociato anteriore. Ciò potrebbe avere implicazioni significative per i Sacramento Kings, che erano interessati ad acquisire Kuminga sin dai suoi accordi da restricted free agent durante l’estate. Il general manager dei Kings, Scott Perry, ha incontrato il giocatore prima che questi firmasse un contratto biennale da 46.8 milioni di dollari per rimanere con i Warriors, con una team option per la seconda stagione che scade il 30 settembre.
Perry non ha mai fatto un’offerta contrattuale formale a Kuminga a causa della situazione di squadra, ma era disponibile a una sign-and-trade con gli Warriors per portarlo a Sacramento. L’infortunio di Butler potrebbe significare che gli Warriors vogliano reinserire Kuminga stabilmente nelle rotazioni nonostante, prima delle ultime due gare, lo abbiano tenuto fuori dal 18 dicembre.
Ha messo a referto 20 punti, con 7 su 10 dal campo, contro i Raptors in appena 20 minuti, prima di uscire dal campo per infortunio contro Dallas dopo appena 9 minuti – nei quali comunque ha messo a referto 10 punti, con 3 su 3 dal campo. Il problema patito al ginocchio verrà rivalutato nei prossimi giorni, quindi non si sa ancora quando Kuminga tornerà in campo, ma potrebbe trattarsi di una semplice strategia per tenere a riposo il giocatore per conservarne il valore in caso di scambio.
Kuminga ha chiesto di essere ceduto da Golden State il 15 gennaio, il primo giorno in cui il suo nuovo contratto è diventato negoziabile. Secondo ESPN, oltre ai Kings, anche i Dallas Mavericks hanno mostrato interesse per Kuminga. Se l’infortunio di Butler creerà un’opportunità per Kuminga di giocare e rientrare nelle rotazioni, per gli Warriors sarà importante da vedere prima della trade deadline del 5 febbraio, ma questo infortunio non depone a favore di questa ipotesi.
Il GM degli Warriors Mike Dunleavy ha parlato martedì con i giornalisti e ha indicato che potrebbe volerci del tempo prima che venga concluso lo scambio di Kuminga:
“Penso che, quando si fa una richiesta, ci debba essere una domanda sul mercato. Quindi vedremo come si evolverà la situazione. Penso che impiegheremo le prossime due settimane per valutare un po’ meglio questa squadra. Ero abbastanza soddisfatto di dove eravamo arrivati prima della partita di ieri sera in termini di ciò che dobbiamo fare. Pensavo che la nostra squadra stesse giocando davvero bene, andando nella giusta direzione. Ovviamente le cose sono cambiate, quindi voglio prendermi un paio di settimane per guardare queste partite, vedere la nostra squadra e cosa possiamo migliorare”.
Chi potrebbero muovere i Kings?
I Kings, nel frattempo, sono stati riluttanti a separarsi dal futuro Draft capital mentre cercano di rimodellare il loro roster con una ricostruzione a lungo termine. Hanno un record di 12-35, il secondo peggiore della Western Conference, e sembrano posizionati per una scelta alta in un Draft ricco di talenti. Secondo quanto riferito, la squadra ha incluso la guardia Malik Monk nelle offerte di scambio per Kuminga, ma gli Warriors non sono interessati.
Martedì Shams Charania, insider di ESPN, ha proposto un pacchetto che includerebbe DeMar DeRozan, il cui stipendio di 24,8 milioni di dollari sarebbe molto simile a quello di Kuminga. DeRozan ha un contratto garantito da 10 milioni di dollari per il 2026-27, che potrebbe avere un certo valore per le squadre che lo considerano un contratto in scadenza. Tuttavia, non ci sono indicazioni che gli Warriors siano interessati al 36enne.
Christie sul GM Perry: ‘Il boss è lui’
L’allenatore dei Kings Doug Christie ha dichiarato prima della partita casalinga di martedì contro i Miami Heat di aver avuto regolari conversazioni con Perry riguardo a possibili scenari di scambio:
“Scott è un professionista eccezionale. È stata un’esperienza illuminante. È un onore lavorare con lui e osservarlo mentre lavora. Parliamo, ma lui è il capo e io mi limito ad assorbire tutta la sua energia, tutte le sue informazioni e osservo come lavora. È una cosa positiva. Siamo in buone mani”.
Per chi preferisse vederci e ascoltarci anziché leggerci, ricordiamo che potete trovarci sui canali Twitch (clicca QUI) e YouTube (clicca QUI) di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il nostro podcast, The Weak Side, l’appuntamento è invece ogni giovedì pomeriggio per la registrazione live, con un’uscita prevista il venerdì mattina su Spotify e Apple Podcasts.