Dopo il coinvolgimento di Paris Saint-Germain e Manchester City, anche Gerry Cardinale e l’AC Milan potrebbero far parte della rete NBA.

NBA AC Milan Redbird Cardinale
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Questi mesi saranno decisivi per comprendere le dinamiche e i protagonisti dell’espansione NBA in Europa. La presenza fissa, anno per anno, dei Global Games è sempre più diffusa e radicata nel Vecchio Continente, e tutto dipenderà da quello che Adam Silver ha più e più volte definito ecosistema economico. Per questo, è necessario coinvolgere altre realtà oltre a FIBA e EuroLeague, espandendo il discorso anche al calcio.

Del ruolo fondamentale del Paris Saint-Germain – e soprattutto della proprietà, Qatar Sports Investments – abbiamo parlato nel dettaglio QUI, così come esistevano già dettagli sulla partnership con il Manchester City, gestita da City Football Group di Abu Dhabi United Group. Ma se vi dicessimo che anche AC Milan e il fondo RedBird, di Gerry Cardinale, siano nella lista redatta da The Athletic?

Oltre ai legami con la Premier League, infatti, vengono menzionati incontri con potenziali partner quali CVC, Bridgepoint, KKR e… RedBird. E così, emerge che ci sarebbero state conversazioni preliminari con varie realtà, tra cui London Lions (gruppo Tesonet), restando sulla pallacanestro, rappresentanti del Galatasaray, pallacanestro e calcio, e proprio con la squadra di Milano. Incontri anche con Alba Berlino, con sede nella capitale tedesca che sarà duplice protagonista dei Global Games nelle prossime tre stagioni. Real Madrid, Barcellona, ASVEL e Fener restano invece i potenziali partner principali già noti.

Ma tornando al Milan, non è così improbabile, anzi. Cardinale, nel 2022, in una conferenza organizzata da Sportico, “Invest in Sports”, se ne era uscito con questa frase: “Una proprietà con più club in sport diversi è interessante; credo che possa produrre vantaggi strategici. Si può crescere attraverso la sinergia”. Considerando che l’Olimpia sembra attualmente indirizzata al rinnovo con EuroLeague, l’idea sembrerebbe quella di un secondo club meneghino collegato alla società calcistica.

A confermare la fonte di The Athletic, se ce ne fosse bisogno, è anche Bill Simmons di The Ringer. Quest’ultimo ha accennato a una potenziale competizione tra le migliori squadre europee e NBA nei piani di Silver, sebbene in fase embrionale, un torneino giusto per collegare i due mondi, per poi passare alla questione partnerhip:

“L’NBA sta cercando di bloccare il Real Madrid e il Barcellona perché l’anno prossimo possono uscire dall’EuroLeague. Hanno anche il Milan, credo, praticamente a bordo. È di proprietà di Redbird [Capital Partners] e non ha una vera e propria squadra di basket. La squadra milanese è l’Olimpia Milano, che ha rifirmato per i prossimi 10 anni in EuroLeague. Quindi, l’AC Milan, in qualche modo, è da considerare.”

Quanto alle tempistiche, il 2026/27 potrebbe essere un anno fondamentale, ma è una previsione troppo ottimistica. Lo stesso Adam Silver ci è andato molto cauto appena a luglio, dichiarando che il progetto “non richiederà mesi, ma anni” e che “è presto per fissare una deadline, diciamo che siamo almeno a un paio d’anni dal lancio. Sarà un’impresa enorme, e dovremo confrontarci ancora a lungo con leghe, broadcaster, squadre, giocatori, partner di marketing: c’è ancora molto lavoro da fare”. Per maggiori dettagli, si rimanda a questo approfondimento dedicato. I punti da capire per la nuova lega restano comunque:

  • probabilmente, il minutaggio sarebbe quello FIBA, dunque 40 minuti e non 48, facendo ipotizzare anche un adattamento alle misure e al regolamento
  • bisogna trovare una soluzione fra sistema americano, dunque una Lega chiusa, ed europeo, che FIBA suggerirebbe anche per una questione commerciale – più squadre presenti, più investitori. Sebbene, secondo il commissioner NBA, il formato europeo sarebbe positivo per “evitare il tanking”, grazie al metodo della retrocessione, tutto è ancora da decidere
  • potrebbe trattarsi di un ibrido: una Lega a 16 squadre, stando alle parole di Silver, con 12 fisse e 4 che entrerebbero di anno in anno. Ma per stabilire questo serve prima capire quali delle squadre esistenti parteciperebbero e sondare il mercato