Secondo quanto riportato, i Celtics si sono informati sulla possibilità di firmare Ben Simmons. Ecco come si inserirebbe in squadra.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Adam Taylor e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Nell’ultima edizione della “Stein Line Newsletter”, il venerabile Marc Stein ha sottolineato come il playmaker free agent Ben Simmons abbia suscitato l’interesse dei Celtics, tra le altre squadre.
“Fonti della Lega dicono che i Suns hanno avuto un dialogo recente anche con l’ex All-Star Ben Simmons, che dall’inizio della free agency ha suscitato l’interesse di Boston, New York e Sacramento.”
Simmons, 29 anni, è reduce da una stagione che lo ha visto indossare i panni di Brooklyn Nets e LA Clippers. Nessuna delle due squadre è stata in grado di sfruttare la versione che lo ha portato a essere nominato per due volte All-Defensive Team e a finire leggermente fuori dalla top-10 nelle votazioni per l’MVP nel 2021. Quellaa versione di Simmons è quella che si vuole nella propria squadra, ma non esiste più.
Questa versione di Simmons, però… Beh, non ne sono così sicuro. Non abbiamo più visto quella versione dominante di Simmons da quando, nel 2021, si è lasciato sfuggire la schiacciata da solo contro gli Atlanta Hawks. Da allora, è diventato allergico a segnare. Nella stagione 2021 i suoi punti a partita erano 14.3, e da allora non ha mai toccato la soglia dei 14 punti a partita. Anzi, non ha mai raggiunto i 7 punti a partita in una stagione. Sembra spaventato ogni volta che si trova nella posizione di segnare.
La mancanza di aggressività nel tentativo di segnare, evidente nella clip qui sopra, è diventata parte dell’esperienza di Simmons. Quando crea per gli altri, tutto è veloce, mirato e preciso. Tuttavia, se la difesa blocca le sue opzioni di passaggio e il compito di segnare ricade sulle sue spalle, le cose possono diventare piuttosto spiacevoli.
Si può notare quanto Denver sia poco preoccupata dalla presenza di Simmons sulla linea del tiro libero. I giocatori si abbassano completamente rispetto a lui. Non viene inviato alcun aiuto in difesa sulla sua incursione. Non lo vedono come una minaccia per lo scoring, e giustamente.
Ecco qui sopra un altro esempio. Simmons ha il vantaggio delle dimensioni. Ha creato una separazione dal contatto. Tuttavia, invece di usare il suo footwork per concludere a canestro o al tabellone, sceglie di appoggiarsi a un tiro in gancio – evitando un contatto legittimo – e si fa scappare il tiro.
Il Simmons di inizio carriera non avrebbe mai rallentato in quella penetrazione. Avrebbe abbassato le spalle, acceso i motori e forzato la strada verso il canestro. Si sarebbe messo in condizione di segnare. A 29 anni dovrebbe essere nel pieno della sua carriera. Invece, è un esempio di come la sindrome di Yips possa rovinarla. Anche i numeri raccontano una storia simile.
- Nella sua stagione da rookie (2017-18), Simmons ha tirato 373 su 525 al ferro, con un tasso di conversione del 71%.
- Al secondo anno (2018-19), ha tirato 424 su 635 al ferro, con un tasso di conversione del 67%.
- Nel 2019-20 ha tirato 310 su 457 al ferro, con un tasso di conversione del 68%.
- Poi, nella fatidica stagione 2020-21, ha tirato 237 su 359 al ferro, con un tasso di conversione del 66%.
Poi tutto è cambiato. Certo, Simmons continuava a convertire ad alta percentuale intorno al ferro, ma il volume era completamente abbassato. È passato dall’essere martellante a meno di un sussurro.
- Nel 2022-23, Simmons ha tirato 85 su 124 al ferro – il suo numero più basso di tentativi – anche se la sua conversione è stata del 69%.
Da lì in poi le cose sono continuate a peggiorare, ma anche il suo numero di partite giocate, per cui non sarebbe corretto tenerne conto in questa sede.
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Tuttavia, il quadro non potrebbe essere più chiaro: Ben Simmons non è un giocatore da aggiungere al roster per avere un’ottima capacità di segnare. Non ora. Non in questa versione di sé stesso. Tuttavia, è uno che crea ad alto livello e può dirigere un attacco come playmaker, anche solo passandola.
Il valore di Simmons è dovuto alla sua volontà di far uscire il pallone dalle mani a ritmo sostenuto. Vanta una solida velocità di elaborazione** ed è aggressivo nel fornire la palla ai compagni.
**Secondo Sports Science, la velocità di elaborazione è la sintesi della rapidità con cui un giocatore è in grado di percepire le informazioni, prendere la decisione corretta in base a tali informazioni e avviare un’azione/risposta.
Torniamo alla partita di Denver… Guardate quanto velocemente Simmons reindirizza la palla dal tabellone offensivo. Ora, non appena la palla finisce nelle sue mani, è stata già girata verso un tiratore libero nell’angolo debole. Non c’è stato nemmeno un nanosecondo in cui Simmons abbia pensato di chiamare il proprio numero e di andare a prendere il putback. La sua mente è entrata immediatamente in modalità “pass-the-rock”.
Se i Celtics sono alla ricerca di qualcuno che metta i loro migliori marcatori in posizioni di forza, senza richiedere un alto tasso di utilizzo offensivo da parte dei loro giocatori, Simmons potrebbe essere un’aggiunta intelligente e a basso costo.
Per la prossima stagione il roster di Joe Mazzulla sarà caratterizzato da più slasher. Jaylen Brown, Jordan Walsh e Hugo Gonzalez sono tutti più bravi a penetrare che a lavorare sul perimetro. Brown, ovviamente, può segnare da tutti e tre i livelli, ma ha dato il meglio di sé nel mid-range e intorno al ferro.
La clip di Simmons qui sopra è un chiaro esempio della facilità con cui riesce a leggere il campo, anche quando è affollato. Il suo impatto offensivo, in termini di scoring, può essere inesistente in questo momento, ma non si può negare che sia ancora un playmaker prezioso.
Mi piace molto anche il modo in cui Ben Simmons riesce ad adeguarsi al ritmo dei suoi compagni di squadra. Lo abbiamo visto lavorare al suo ritmo personale in alcune delle clip qui sopra, ma in questo caso, quando Norman Powell cerca di accendere i motori per poter girare l’angolo fuori dall’azione Zoom, Simmons è più che felice di accontentarlo. Questo è il segno di un buon playmaker. Quando crei per gli altri, devi andare incontro alle loro esigenze.
E questo ci porta alla difesa di Ben Simmons. Dopotutto, è questo che lo renderebbe gradito a Mazzulla e allo staff tecnico dei Celtics. Se riuscirà a essere anche solo il 70% del difensore che era prima di trasformarsi, allora potrà essere un membro importante della rotazione, sia come titolare che in uscita dalla panchina.
Simmons ha ancora buoni istinti difensivi. Capisce gli angoli, ha un ottimo tempismo, è orgoglioso del suo lavoro in quella metà campo ed è un’affidabile presenza in aiuto o protettore del ferro dal lato debole. La scorsa stagione, in 51 partite, ha totalizzato 23 stoppate: niente di eccezionale, ma nemmeno da ignorare.
Certo, Simmons non è più il difensore di una volta. Tuttavia, questo non significa che non offra un contributo positivo su quel lato del campo. Secondo Dunks and Three’s, il 29enne ha fornito un +0,6 in DEPM (Defensive Estimated Plus/Minus, statistica avanzata tra le più affidabili per valutare l’impatto difensivo individuale) la scorsa stagione, il che significa che la sua squadra è stata migliore di +0.6 punti in difesa ogni 100 possessi rispetto a quando non c’era lui in campo.
Questo numero significa che Simmons è stato leggermente sopra la media della lega in difesa nella scorsa stagione. Tuttavia, solo due stagioni prima, era tra i migliori difensori dell’NBA, con un DEPM di +1,4. Per contestualizzare il dato, Evan Mobley, il giocatore difensivo dell’anno 2025, aveva un DEPM di +3.9 in questa stagione.
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Giocare per i Celtics, sotto la tutela poco ortodossa di Mazzulla, potrebbe far emergere il meglio di Simmons, almeno a livello difensivo. La speranza è che possa ricoprire un ruolo simile a quello che il primo Draymond Green ha ricoperto per i Golden State Warriors: fare il quarterback della difesa e fungere da connettore in attacco.
C’è più di un modo per essere un membro di grande impatto in una rotazione. E se l’attacco di Simmons non tornerà mai ai livelli delle sue annate precedenti, può ancora concludere a canestro con i migliori in transizione e potrebbe sempre ritrovare la marcia in più che lo ha reso un prospetto così spaventoso.
Onestamente, se mai ci fosse un allenatore in grado di entrare nella sua testa e di trascinare fuori il suo carattere, quello sarebbe Mazzulla. Ha già dimostrato che i suoi metodi funzionano, ed è riuscito a mettere insieme una squadra piena di stelle che vanno tutte nella stessa direzione, lasciando gli ego alla porta.
Tuttavia, sia Jordi Fernandez che Ty Lue hanno tentato di riabilitare Simmons senza riuscirci, quindi i Celtics dovrebbero entrare nella partnership con aspettative basse. L’aggiunta di Simmons alla rotazione sarebbe considerata un successo se contribuisse a rimpiazzare parte della difesa che la franchigia ha perso quando Jrue Holiday è stato spedito ai Portland Trail Blazers e parte del playmaking a metà campo che è svanito quando Jayson Tatum si è infortunato all’Achille.
Se Simmons riuscisse a colmare entrambe le lacune, a rimanere in salute e a trovare un modo per diventare un giocatore da 10 punti a partita con una buona efficienza, credo che potrebbe diventare un elemento importante della rotazione di Boston. Mi chiedo anche se Mazzulla sarebbe il primo allenatore a provare a far giocare Simmons nel frontcourt, limitando potenzialmente l’impatto delle difese avversarie che si abbassano su di lui quando attacca a metà campo. Potrebbe diventare un playmaker che si muove in contropiede, con una dimensione e una capacità di rimbalzo tali da soddisfare alcune esigenze legittime.
A molti piace prendere in giro Simmons. Dopotutto, faceva parte del Process dei Sixers che, ancora oggi, è in corso e vacilla ogni settimana che passa. Tuttavia, nel giusto contesto, con il giusto schema intorno a lui, potrebbe ancora essere un prezioso elemento di rotazione.
Se i Celtics riusciranno ad aggiungerlo con un contratto al minimo salariale, con un’opzione di squadra per il secondo o terzo anno, potrebbe essere un’aggiunta a roster a basso costo e potenzialmente ad alto rendimento.
Ben Simmons non è più una firma sexy, questo è ovvio. Ma se i Celtics vogliono prendere al volo giocatori con un margine di miglioramento in vista della prossima stagione, allora dovrebbero essere più che disposti a testare questa strada.