Jaylen Brown ha ricordato a tutti che i Celtics hanno due stelle, non solamente una

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jack Anderson e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Emil Cambiganu per Around the Game.


 

Ecco il Jaylen Brown che abbiamo visto vincere il titolo di MVP delle Finals e delle Eastern Conference Finals sulla strada verso il 18esimo Banner.

Brown è stato ovunque in campo, chiudendo Gara 5 con 26 punti, 12 rimbalzi e 8 assist. Ha impostato il tono sin dall’inizio in difesa, pressando Jalen Brunson per tutti i 28 metri del campo, esattamente come aveva fatto con Luka Doncic.

«Penso che la sua leadership si sia vista soprattutto in difesa» ha detto Joe Mazzulla dopo la vittoria per 127-102 dei Celtics. «Con la sua fisicità e presenza ha imposto la sua volontà; credo che il tuffo nella panchina abbia cambiato l’inerzia della partita per noi… È stato semplicemente eccezionale su tutti i fronti, si è preso la responsabilità di marcare Brunson e ha dettato il ritmo da ambo i lati del campo.»

Anche Derrick White ha elogiato la leadership di Brown: «JB è stato incredibile, su entrambi i lati del campo… Si è preso la responsabilità di darci la scossa e ci siamo messi tutti a seguirlo. Una prestazione da 48 minuti davvero dominante: ci ha trascinati.»

La leadership di Brown era necessaria, soprattutto dopo l’infortunio al tendine d’Achille di Jayson Tatum. «È come se fosse uscita l’aria dalla stanza quando abbiamo sentito la notizia su JT», ha dichiarato Brown. «Non volevamo uscire di scena in quel modo. Non volevamo cercare scuse. Non volevamo scendere in campo e mollare o buttare via la stagione – come probabilmente molti si sarebbero aspettati.»

Mentre la sua presenza nello spogliatoio ha fatto da collante per la squadra, il suo rendimento in campo è stato una delle ragioni principali della vittoria dei Celtics. In particolare, la sua visione di gioco è saltata subito all’occhio.

Era arrivato a Gara 5 con un rapporto negativo tra assist e palle perse, 13 assist a fronte di 14 turnover. Ma in questa partita ha mantenuto il controllo dall’inizio alla fine, distribuendo 12 assist a fronte di appena due palle perse.

In un’azione, sebbene inizialmente sembrasse fuori ritmo e avesse perso il controllo del palleggio, si è ricomposto rapidamente, ha alzato la testa e ha trovato Derrick White completamente libero dietro di lui: passaggio preciso e tripla a segno.

In un’altra occasione, con tre giocatori dei Knicks a chiuderlo, Brown ha letto la situazione con lucidità, sapendo che qualcuno era libero. Alla fine ha trovato Pritchard nell’angolo con un assist perfetto, e anche lì: tripla.

Ricevendo il passaggio da Jrue Holiday, Brown si è accorto che aveva davanti Mitchell Robinson – il principale protettore del ferro dei Knicks – e ha capito che il centro non era a presidiare l’area. Lo ha battuto in palleggio, costringendo Karl-Anthony Towns a uscire in aiuto, per poi servire Holiday con un passaggio facile facile per l’appoggio a canestro.

Jaylen ha fatto anche tutte le letture semplici nella serata. Ha rallentato il ritmo, letto il campo con intelligenza e servito i compagni con passaggi puntuali che hanno spesso portato a tiri aperti per Boston. Non ha forzato nulla, ha lasciato che il gioco venisse da sé – e i Celtics ne hanno tratto grande beneficio.

Si è preso l’incarico di marcare Brunson, seguendolo a tutto campo in molte azioni, rendendogli la vita difficile. E dall’altra parte è stato altrettanto efficace, segnando canestri a tratti irreali.

I Celtics avranno bisogno proprio di questa versione di Jaylen Brown se vogliono raggiungere le Eastern Conference Finals per la quarta volta consecutiva. Come ha detto lui stesso dopo la partita: «Non dateci per sconfitti.»


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