Nessun free agent, nessuna trade: il mercato dei Golden State Warriors è l’unico rimasto completamente fermo in NBA, ma c’è una ragione

Curry e Horford, obiettivo di mercato dei Warriors

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Joseph Dycus e pubblicata su The Mercury News, tradotto in italiano da Emil Cambiganu per Around the Game.


Mentre le contendenti della Western Conference stanno facendo di tutto — tra manovre di mercato e colpi di scena — per accaparrarsi superstar e rafforzarsi tramite scambi e free agency, una franchigia sembra essere rimasta immobile: i Golden State Warriors. Finora, non hanno concluso alcun ingaggio in free agency né uno scambio per un veterano NBA. Le uniche mosse degne di nota sono state un paio di scambi effettuati durante la notte del Draft.

L’unico vero scossone è arrivato con l’addio dello storico centro Kevon Looney, approdato ai New Orleans Pelicans. Ma perché i Warriors sono ancora fermi al palo?

Warriors, tante situazioni in sospeso

Innanzitutto, Golden State è ancora legata a diverse trattative in sospeso, in particolare per quanto riguarda la situazione di Jonathan Kuminga (su cui torneremo tra poco). Secondo il giornalista Marc Stein, l’ex guardia De’Anthony Melton è stato accostato ai Warriors ed è considerato un “forte obiettivo” per il general manager Mike Dunleavy. Melton, 27 anni, ha disputato sei partite con i Warriors nella scorsa stagione prima di subire un grave infortunio al legamento crociato anteriore. Potrebbe rappresentare un’opzione economica per una squadra con margini di manovra estremamente limitati sotto il profilo salariale. In più, potrebbe colmare il vuoto lasciato da Gary Payton II, qualora il team decidesse di non rifirmarlo.

Un altro nome caldo è quello di Al Horford, l’intramontabile lungo tiratore che si appresta a disputare la sua diciannovesima stagione in NBA. Anche lui è unrestricted free agent e, sempre secondo Stein, sarebbe il principale obiettivo dei Warriors, che hanno disperatamente bisogno di profondità nel ruolo di centro. Horford ha chiuso la scorsa stagione con Boston tirando con il 36,3% da tre punti ed è ancora un difensore intelligente e affidabile, nonostante i suoi 39 anni.

Tuttavia, nessuna di queste due potenziali mosse sembra destinata a concretizzarsi finché non verrà risolta la questione Kuminga. Il talentuoso ma incostante ala di 22 anni ha alternato lampi di atletismo e capacità realizzativa a frustrazioni dovute a errori mentali e limiti tecnici fuori dalla fase offensiva. L’estate scorsa, Kuminga e la dirigenza non sono riusciti a trovare un accordo per un’estensione contrattuale, e la sua situazione contrattuale in sospeso ha aleggiato su tutta la stagione.

Ora che è restricted free agent, un’altra squadra potrebbe presentargli un’offerta: in tal caso, i Warriors potrebbero pareggiare la proposta per trattenerlo, oppure — più probabilmente — orchestrare una sign-and-trade con una delle squadre interessate. Secondo The Athletic, tra queste ci sarebbero Miami Heat, Sacramento Kings e Washington Wizards, ma al momento non ci sono stati sviluppi concreti.

Kuminga dovrebbe incontrare Dunleavy, il coach Steve Kerr e la dirigenza a Las Vegas, in occasione della Summer League.

La situazione salariale non facilita le cose: solo tre giocatori dei Warriors rappresentano un costo complessivo di 139 milioni di dollari per questa stagione. Con o senza Kuminga, Golden State dovrà trovare soluzioni creative per evitare le penalità previste dal superamento del salary cap fissato a 154 milioni e del primo livello della “apron tax” a 195,9 milioni.

La franchigia ha ancora a disposizione la Midlevel Exception per firmare un giocatore, anche se l’importo massimo dipenderà dal fatto che rientri o meno nella luxury tax.

C’è ancora tempo e ci sono giocatori liberi sul mercato: i Warriors hanno quindi la possibilità di aggiungere talento in vista della caccia al quinto titolo dell’era Curry. Tuttavia, molte delle pedine più ambite stanno rapidamente scomparendo dal mercato, e non c’è più tempo da perdere.