Walker Kessler potrebbe debuttare martedì notte a Las Vegas con i Lakers, dopo aver posticipato per un problema al mignolo.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Thuc Nhi Nguyen e pubblicata su Los Angeles Times, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Quando è al meglio, Matisse Thybulle è già considerato uno degli esterni difensivi più forti della lega, particolarmente abile nel recuperare palloni. Ora immaginate cosa possa fare il nuovo giocatore dei Los Angeles Lakers con Walker Kessler alle spalle. «Sento di poter esprimere fino in fondo il mio potenziale difensivo», ha detto Thybulle al media day dei Lakers, «grazie alla presenza di un protettore del ferro come Walker».

Ci si aspetta che Kessler possa contribuire anche a migliorare l’attacco dei Lakers vicino a Luka Doncic, ma a LA c’è entusiasmo soprattutto per l’impatto che potrà avere in difesa. Il centro di quasi due metri e venti è il tipo di presenza sotto canestro capace di aprire nuove possibilità tattiche e migliorare il rendimento dei compagni, arrivato in città mentre i Lakers stanno cercando di rendersi competitivi in una Western Conference di livello molto alto ai vertici.

Secondo coach JJ Redick, negli ultimi anni i Lakers hanno fatto ampio ricorso ai cambi difensivi «per necessità». Con un Ayton e il suo rendimento incostante nel ruolo di centro, la scorsa stagione hanno chiuso al ventesimo posto per defensive rating, producendo soltanto 4.3 stoppate a partita e 41 rimbalzi di media (27esimo posto nella lega).

Nel 2024/25, l’ultima stagione che ha disputato per intero, Kessler era stato secondo in NBA per stoppate, 2.4 a partita. Alla sua terza stagione, l’ex centro dei Jazz aveva viaggiato in doppia doppia di media, con 11.1 punti e 12.2 rimbalzi, e sembrava pronto a compiere un ulteriore salto di qualità. Poi un infortunio alla spalla lo ha limitato a cinque presenze nella stagione successiva.

I Lakers hanno ritenuto che il talento del venticinquenne, la sua età e la compatibilità con Doncic e con l’altra stella del backcourt, Austin Reaves, giustificassero un investimento importante in una sign-and-trade, cedendo a Utah quattro scelte al primo giro. Kessler ha quindi firmato con Los Angeles un contratto quadriennale da 130 milioni di dollari.

«Sappiamo tutti che i Lakers sono una franchigia storica, e questo porta una pressione maggiore», ha detto Kessler. «Ma per me quella pressione significa anche avere la grande opportunità di giocare su un palcoscenico del genere e di competere per un titolo NBA. Il prezzo che hanno pagato per prendermi dimostra quanto credano in me, e questo mi spinge ancora di più a voler giocare il mio miglior basket».

Redick ha spiegato di voler utilizzare Kessler in modo simile a come gli Spurs impiegano Wembanyama, Defensive Player of the Year in carica. La superstar di San Antonio presidia sempre lo spazio vicino al ferro, permettendo alle guardie di esercitare una pressione molto aggressiva sul perimetro, consapevoli di avere le spalle coperte. Un piano che piace anche ai nuovi compagni di Kessler.

«A me in difesa piace rischiare», ha detto sorridendo l’ala Jake LaRavia. «Poter attaccare le linee di passaggio senza preoccuparci troppo di essere battuti, perché dietro c’è Walker a proteggere il canestro, ci permetterà di sentirci molto più tranquilli nell’essere aggressivi. Magari potremo anche pressare a tutto campo più spesso».

I Lakers inseguono Oklahoma City e San Antonio, le squadre di riferimento della Western Conference. Le ultime due vincitrici hanno chiuso la scorsa stagione rispettivamente al primo e al terzo posto nella NBA per defensive rating, con le loro stelle nel ruolo di centro a fare da pilastri.

Nel tentativo di restare al passo, i Lakers hanno fatto di Kessler l’innesto più importante della loro offseason. Hanno anche rinnovato le opzioni sul perimetro, aggiungendo un gruppo di giocatori dotate di tiro e difesa per affiancare Doncic e Reaves, garantire spaziature in attacco e coprire le due stelle nella propria metà campo. Thybulle, due volte selezionato nei quintetti All-Defensive, le guardie Quentin Grimes e Collin Sexton e l’ala Ziaire Williams sono tra i nuovi arrivati chiamati a far compiere un salto di qualità alla difesa dei Lakers. «OKC e San Antonio difendono con grande intensità», ha detto Grimes. «Puoi permetterti molto di più. Quindi stiamo davvero cercando di impostare quel tipo di atteggiamento».

Doncic ha elogiato le mosse del front office sul roster, definendo “sottovalutati” molti dei nuovi innesti. Per il momento, però, ai Lakers non dispiace affatto essere considerati meno competitivi di quanto pensino di essere. «Siamo dei combattenti», ha detto Sexton. «Abbiamo aggiunto persone che vogliono competere e giocatori che non si tirano indietro davanti a nessuno. Vogliamo dimostrare il nostro valore».

Nonostante non abbia ancora debuttato con i Lakers per un infortunio al mignolo della mano sinistra – ci si aspetta un possibile impiego a Las Vegas martedì notte –, Kessler ha detto al media day che la sua spalla è “al 110%” e che “non è mai stata così bene”. Il problema si trascinava dai tempi del college e aveva cominciato a peggiorare nella scorsa stagione, e a luglio Kessler ha spiegato che fermarsi per qualche mese era la scelta migliore per recuperare. Anche perché Utah, in ogni caso, era più concentrata sulla posizione in Draft Lottery che sulle possibilità di raggiungere i Playoffs.

Con la fila di banner con la sagoma del Larry O’Brien Trophy che domina sul campo d’allenamento dei Lakers, Kessler sa che a Los Angeles dovrà confrontarsi con le aspettative più alte della sua carriera. «Giocare per una squadra storica come questa non mi fa sentire sotto pressione», ha detto nel media day. «Mi fa sentire grato per questa opportunità e grato di poter giocare per questa franchigia».