Nel weekend, Tatum ha giocato per la prima volta insieme a Paul George, e lo ha fatto contro la squadra di Jaylen Brown.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Gio Rivera e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Per la prima volta in carriera, Jayson Tatum non ha giocato accanto al compagno di sempre Jaylen Brown. È stato diverso. Non male, ma diverso.
Invece di scendere in campo con l’altra metà dei Jays, Tatum l’ha diviso con il 36enne Paul George, futuro Hall of Famer ormai vicino alla fase finale della carriera. Tatum è cresciuto guardando George mettere a ferro e fuoco la Eastern Conference nel suo periodo migliore, e ha accolto PG-13 a braccia aperte mentre Boston travolgeva i Sixers 144-106 nella vittoria di preseason di sabato notte al TD Garden.
«È una cosa un po’ surreale», ha detto Tatum ai giornalisti, come riportato da CLNS Media. Il cambiamento, il più delle volte, è difficile. Può essere perfino scomodo. Ma per Tatum, avere George al proprio fianco nella prossima stagione è una novità a cui la superstar 28enne guarda con entusiasmo.
Mentre Tatum cominciava a plasmare la propria identità di giovane prospetto uscito dalla Chaminade College Preparatory School di Creve Coeur, nel Missouri, osservava George con attenzione da lontano. Quando si è dichiarato per il Draft NBA 2017, uscendo da Duke, il nome di George veniva citato di continuo come paragone adatto.
«Ero al liceo, in un certo senso costruivo il mio gioco su di lui e guardavo i suoi video. Ricordo che volevo essere il primo a indossare le PG-1 al college, ed era il 2016 o l’inizio del 2017. Quindi sono sempre stato un suo fan, e poter essere suo compagno di squadra e imparare da lui, vederlo assumere il ruolo di mentore, di aiuto per me e per gli altri ragazzi, che ovviamente lo hanno visto giocare per tanto tempo, è bello».
Per George ci è voluto un po’ per ingranare. Ha sbagliato i primi quattro tentativi, poi ha messo una tripla dalla punta, completamente libero, che ha allungato il vantaggio di Boston fino a 18 punti a fine secondo quarto e costretto Philadelphia al timeout. George si è subito accovacciato, con lo sguardo fisso sul parquet, come per lasciarsi andare a un sospiro di sollievo dopo aver finalmente messo a referto i primi punti da Celtic.
Pur chiudendo con un modesto 3 su 10 al tiro, per 13 punti in 24 minuti, coach Joe Mazzulla vede già quello che George porterà alla squadra nella prossima stagione. «Ha grandi istinti», ha detto Mazzulla ai giornalisti, come riportato da CLNS Media. «Grandi istinti. Grande tecnica. Grande posizionamento. È qualcosa di cui lui in primis va fiero, ma penso sia anche molto contagioso».
George ha chiuso con cinque rimbalzi, quattro assist e cinque palle rubate. Brown, intanto, ha saltato la sfida di preseason insieme ai compagni Joel Embiid, LeBron James, Anfernee Simons e Tacko Fall, e ha guardato altrove, presumibilmente dallo spogliatoio dei Sixers, l’esibizione offensiva di Boston.
Prima della partita Brown si è scaldato accanto a Tatum, sia pur dalla parte opposta del campo. La scena ha confermato quanto era già ufficiale: l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera di entrambi e di una nuova pagina nella storica rivalità tra Celtics e Sixers.
Non è soltanto una prova per i milioni di tifosi dei Celtics che ancora piangono la partenza di Brown e faticano a sopportare l’idea di vederlo accanto a LeBron. È un adattamento anche per Tatum, che per anni ha diviso i riflettori con Brown e ora è l’alfa indiscusso di Boston.
Per la prima volta nella sua carriera NBA, Tatum affronterà una stagione senza Brown al fianco. Le aspettative, però, restano le stesse, non se ne sono andate a Philadelphia insieme a lui. Tatum è ora pronto a condividere il campo con un giocatore che ha idolatrato da ragazzo, e dal quale non vede l’ora di imparare mentre i Celtics entrano in una nuova era. «Non vedo l’ora», ha detto Tatum ai giornalisti.