Proviamo a capire l’offseason dei Celtics e la stagione che li attende insieme a Keith Smith.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jeff Clark e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Stefano Marchi per Around the Game.
1. La questione Jaylen Brown. I Boston Celtics hanno spiegato di averlo ceduto perché non ritenevano possibile costruire una squadra attorno a due giocatori che guadagnano ciascuno il 35% del salary cap. Eppure, dopo la trade, si ritrovano con due giocatori che guadagnano ciascuno il 35% del cap. Senza usare la parola “optionality”, puoi spiegare la logica di questa operazione? Preciso che non ti sto chiedendo di difendere o approvare la scelta.
Posso usare “flessibilità”? Per favore, non costringermi a tirare fuori il dizionario dei sinonimi per trovare un’altra parola! Scherzi a parte, il punto era proprio la flessibilità. Nell’NBA degli apron è davvero difficile costruire un progetto a lungo termine attorno a due giocatori al massimo salariale, soprattutto se entrambi prendono il 35% del salary cap e si avviano verso i trent’anni. Finisci per superare il secondo apron, con tutte le penalità e le restrizioni che ne possono derivare, come abbiamo già visto con i Celtics. Oppure devi accontentarti di un roster un po’ più debole, con tanti giocatori su contratti da rookie o al minimo salariale.
Chiariamo una cosa: cedere Jaylen Brown in questo momento non ha fatto risparmiare davvero denaro ai Celtics. Brown e Paul George guadagnano circa la stessa cifra in questa stagione, e sarà così anche nel 2027/28, se PG eserciterà la sua opzione. Per Boston, il ragionamento riguarda il 2028/29 e gli anni successivi. Quando sarebbe arrivato il momento di discutere un’estensione con Brown, che con ogni probabilità avrebbe chiesto un massimo salariale pari al 35% del cap. E avrebbe fatto bene, se lo era guadagnato.
Se i Celtics avessero detto di no, o avessero rimandato la discussione, la situazione avrebbe potuto deteriorarsi. Considerando l’obiettivo di mantenere flessibilità a lungo termine rispetto a salary cap, luxury tax e apron, e la possibilità di non rinnovare Brown alle cifre richieste – che si trattasse del 35% del cap o di non rinnovarlo affatto – con tutte le tensioni che ne sarebbero potute derivare, era meglio muoversi subito. Elimini le polemiche, almeno in teoria… ma in realtà ce ne sono state parecchie! E puoi cominciare a pianificare sul lungo periodo sapendo che avrai una situazione salariale molto più flessibile.
Inoltre, credo a Brad Stevens e al resto della dirigenza quando dicono di essere convinti che Paul George abbia ancora buon basket da offrire. Jaylen Brown era amatissimo a Boston, per ottime ragioni, e per questo la sua cessione ha fatto male. Ma il modo in cui alcuni se la sono presa con George, trattandolo come un giocatore finito, è talmente sbagliato da risultare ridicolo. Certo, ci sono preoccupazioni concrete sul fronte degli infortuni, ma George sa ancora giocare a basket. È un tiratore più costante e un passatore migliore di Brown, e il divario tra i due in difesa non è ampio come qualcuno vuole farci credere, ammesso che esista.
2. Guardando il quadro generale, i Celtics hanno diversi ottimi ingredienti: una superstar di primissimo livello, altre stelle di supporto importanti e una panchina profonda, con giocatori di talento su contratti da rookie o comunque sostenibili. Quale tipo di giocatore, o di giocatori, dovrebbero cercare di aggiungere al roster nel prossimo anno circa?
Credo che, da quando Brad Stevens è arrivato come allenatore, i Celtics abbiano cercato soprattutto giocatori versatili, con una buona taglia fisica, capaci di palleggiare, passare, tirare e difendere. So che sembra una banalità, ma penso sia ciò che Boston ha cercato nell’ultimo decennio abbondante. A volte si rinuncia a una qualità per privilegiarne altre, ma in generale si cercano giocatori completi.
Dato che sto rispondendo a queste domande subito dopo il media day, riprendo anche una cosa che Stevens ha detto parlando con i giornalisti: la squadra è sempre concentrata sulla compatibilità. Non è soltanto una questione di talento. I giocatori che arrivano devono inserirsi bene, sia nel gruppo sia nel contesto di Boston.
E anche se nessuno lo dice apertamente, e lui stesso ha evitato di rispondere alla domanda, adesso questa è più che mai la squadra di Jayson Tatum. È lui il punto di riferimento. Tutto quello che Boston farà d’ora in avanti ruoterà attorno a Tatum. Non è poi così diverso dal costruire attorno a lui e a Jaylen Brown insieme, ma ora si tratta di trovare giocatori che si combinino bene con Tatum e ne valorizzino le qualità.
Penso che nelle prossime due finestre di mercato – trade deadline 2027 e prossima offseason – Stevens e il front office cercheranno soprattutto di aggiungere talento di alto livello già affermato. Questo potrebbe significare cedere George insieme a delle scelte al Draft per acquisire un altro All-Star. Oppure potrebbe voler dire rendere il roster più profondo.
Sono fermamente convinto che, per vincere un titolo, serva una profondità sufficiente a reggere più di cento partite. Devi superare sia la regular season sia i Playoffs. La buona notizia è che i Celtics hanno già una buona profondità. C’è un aspetto da tenere d’occhio: chiunque arrivi, aspettatevi un contratto che garantisca alla squadra un buon margine di controllo sul futuro del giocatore.
3. Le condizioni legate alla scelta 2028 dei Clippers continuano a farmi venire il mal di testa. In parole semplici, quali squadre e quali posizioni in classifica dovremmo tenere d’occhio nei prossimi due anni?
Sì, è un bel rompicapo! In sostanza, ai Celtics conviene che i Clippers vadano male. Ma forse non così male da perdere le palline aggiuntive della Draft Lottery. Quindi diciamo così: male, ma non malissimo. In ogni caso, quella scelta dei Clippers è una risorsa di valore.
L’alternativa, che probabilmente viene già naturale ai tifosi, è sperare che vadano male i Sixers. I Celtics riceveranno la scelta più favorevole tra quella di Phila e quella di LA, quindi la cosa da fare è augurarsi che almeno una delle due squadre abbia problemi nei prossimi mesi.
4. Quali decisioni sulle estensioni contrattuali attendono i Celtics? E cosa ci dicono i recenti rinnovi di Queta e Walsh sul loro modo di ragionare?
Paul George può già firmare un’estensione, ma non succederà, a meno di sviluppi davvero inattesi. Non mi aspetto che resti ai Celtics oltre questa stagione, salvo che si inserisca alla perfezione e disputi un’annata straordinaria.
Se dovesse succedere, allora potremmo vedere un rinnovo in cui George rinuncia alla sua opzione, accetta uno stipendio annuo più basso – qualcosa nell’ordine dei 20-30 milioni di dollari di media – ma si lega alla squadra per altri tre anni. Potrebbe essere una strada percorribile.
Anche Payton Pritchard può firmare un’estensione. Il punto, nel suo caso, è che ha ancora due stagioni di contratto. Quindi non è una questione particolarmente urgente. Sia Boston sia Pritchard potrebbero voler aspettare un altro anno per vedere come vanno le cose prima di impegnarsi con un nuovo accordo. Aspettare consentirebbe anche di aggiungere un anno in più, perché rinnovando ora Pritchard potrebbe prolungare il contratto attuale soltanto di tre stagioni.
Quanto a Neemias Queta e Jordan Walsh, i loro rinnovi confermano un principio: se a Boston cresci fino a diventare un giocatore da rotazione, la squadra cercherà di tenerti. Queta si è guadagnato l’estensione migliorando al punto da diventare non soltanto un centro titolare credibile, ma un buon centro titolare. Walsh non si è ancora assicurato del tutto un posto stabile nella rotazione, ma quando ha giocato è stato utile. I progressi nel tiro e l’attenzione in difesa lo hanno trasformato in una solida ala 3&D.
Entrambi hanno ottenuto contratti più ricchi di qualsiasi altro avessero firmato prima, ed è un’ottima cosa per loro. Per i Celtics, però, sono accordi piuttosto favorevoli e, cosa altrettanto importante, facilmente utilizzabili in eventuali trade.
In breve: non mi aspetto che George o Pritchard firmino un’estensione prima dell’inizio della stagione. I rinnovi di Queta e Walsh, invece, sono stati buoni investimenti a cifre team-friendly.
5. Facci una previsione sulla stagione. Può riguardare il mercato o quello che vedremo in campo, scegli tu.
Credo che parte del pessimismo attorno ai Celtics sia fuori luogo. Mi aspetto una regular season da buona a molto buona. Sì, Jaylen Brown non c’è più, ma la squadra avrà Jayson Tatum sano per tutta la stagione, e Paul George che è un buon giocatore, e Mitchell Robinson anche. Poi ci sono Hugo Gonzalez e Baylor Scheierman che continuano a migliorare, Neemias Queta che ha dimostrato di essere un solido centro titolare, Payton Pritchard e Derrick White che sono ancora qui, e White dovrebbe quasi inevitabilmente tirare meglio rispetto alla scorsa stagione.
Penso che Boston chiuderà ancora una volta tra le prime quattro della Eastern Conference. E credo che potrebbe persino avere un potenziale maggiore ai Playoffs, perché la squadra è più versatile su entrambi i lati del campo. Forse sono troppo ottimista, ma trovo assurdo che qualcuno sostenga che questa squadra non sia nemmeno da post-season. Difficilmente i Celtics saranno molto peggio di un anno fa, anche in una Est che è migliorato parecchio.