I Knicks vedono avvicinarsi i Playoffs, dove potranno essere una squadra insidiosa se riescono a migliorare in alcune aree chiave.

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Questo contenuto è tratto da un articolo di Patrick Diaz per The Knicks Wall, tradotto in italiano da Marta Policastro per Around the Game.


In NBA, nulla è scontato. Solo un paio di settimane fa, i New York Knicks erano la squadra più calda della lega, con una striscia di nove vittorie consecutive all’attivo. La scelta di far riposare Brunson per un fastidioso infortunio al piede, poi, sembrava solo una mossa precauzionale, ma ha avuto l’effetto di riportare bruscamente i Knicks alla realtà, con tre sconfitte consecutive (Hornets, Kings e Clippers) e la momentanea perdita del quinto posto a Est.


Da quel momento, i Knicks hanno avuto un record di 3-3 (altre tre vittorie in fila, poi tre sconfitte), abbastanza per procurarsi un cuscinetto di due vittorie sui Brooklyn Nets (settimi), a sole 7 partite dall’inizio della post-season.

La RS sta volgendo al termine e i Knicks stanno cercando di assicurarsi un posto tra le prime cinque. Analizziamo alcuni punti-chiave che saranno fondamentali nelle prossime settimane.

IL FLOOR GENERAL

Sorprendentemente, la chiave principale del successo dei Knicks in questa stagione è stata proprio la loro stella in cabina di regia, Jalen Brunson, le cui condizioni fisiche determineranno quanta strada i Knicks potranno fare.

Brunson (che ieri, tra l’altro, è tornato a parlare del suo addio ai Mavs) rappresenta il meccanismo fondamentale della macchina Knicks: dopo alcune partite in uscita dalla panchina al ritorno, ha ripreso il suo posto da titolare e non ha sbagliato un colpo, aiutando i Knicks a conquistare un’impressionante vittoria contro la prima forza a Ovest, i Denver Nuggets. Auspicabilmente, i suoi problemi al piede saranno alle spalle quando i Knicks si concentreranno sul primo turno dei Playoffs.

Se New York riuscisse ad assicurarsi in anticipo, quindi senza Play-In, un posto nel tabellone della Eastern Conference ne beneficerebbero soprattutto Brunson e il suo fastidio al piede; ma anche tutta la squadra che, in partite ormai ininfluenti ai fini della classifica, potrebbe permettersi di non scendere in campo al completo e concedere ai propri migliori giocatori dei turni di riposo. Coach Tom Thibodeau è famoso per l’elevato minutaggio dei suoi giocatori, quindi concedere un po’ di riposo ai titolari o limitare il loro utilizzo per non affaticarli in vista dei Playoffs aiuterebbe sicuramente la squadra sul lungo periodo.

Anche se è importante che tutti i Knicks siano pronti per la post-season, è fondamentale che Brunson sia in grado di giocare al 100%, anche perché già in passato ha dimostrato di essere capace di ottime prestazioni in contesti di alto livello. In 25 partite di Playoffs con Dallas, viaggiava a 17.8 punti, 4.0 rimbalzi e 3.0 assist di media, tirando con il 46.5% dal campo.

Oltre a tutto ciò, arrivare sesti o ancora peggio settimi esporrebbe la squadra al rischio di un primo turno contro una tra Milwaukee, Boston e Philadelphia, avversarie che ad oggi sembrano fuori portata; pure Cleveland, comunque, sarebbe un matchup molto complicato.

LA PANCHINA

Nei Playoffs, quando la squadra avversaria perfeziona il proprio-piano partita nel corso della serie, la scintilla dalla panchina può essere determinante. La second unit dei Knicks è prima nella NBA per net rating (+2.2), una statistica fondamentale per una squadra che avrà bisogno di minuti importanti dalle riserve in quei momenti, nel corso della post-season.

I Knicks possono contare su Immanuel Quickley, che è emerso come uno dei migliori sixth men della lega dopo la pausa dell’All-Star Game. La guardia, al terzo anno nella lega, è esplosa nella seconda metà della stagione, in cui viaggia a 18.3 punti di media, ma il dato più impressionante è quello relativo alle prestazioni di IQ lontano dalle mura del Madison Square Garden, da metà febbraio a oggi. Se i Knicks sono una delle migliori squadre in trasferta, infatti, Quickley è il giocatore che più di tutti ha la tendenza a spezzare i cuori dei tifosi avversari quando gioca lontano da casa; attualmente, sta collezionando cifre davvero notevoli in trasferta, dove segna 20.7 punti a partita, tirando con il 48.6% dal campo e il 40.7% da tre. Numeri niente male, che ne hanno fatto un forte candidato per il titolo di Sesto Uomo dell’Anno.

Vi starete forse chiedendo perché tutto ciò sia tanto rilevante. Beh, è rilevante perché se i Knicks riusciranno ad aggiudicarsi il quinto posto a Est, molto probabilmente giocheranno il primo round senza il fattore campo, contro i Cavaliers, e avranno quindi bisogno di essere competitivi anche in Ohio.

Un altro tassello fondamentale per la panchina dei Knicks è Josh Hart, il cui arrivo alla trade deadline è stato una benedizione per New York e ha dato il via alla striscia di nove vittorie consecutive. Hart, scintilla sempre accesa in uscita dalla panchina, ha ispirato la risalita della Eastern Conference da parte dei Knicks, grazie alla sua energia contagiosa

LA CHIAVE DI VOLTA

Le aspettative per i Playoffs di New York dovranno fare i conti anche con la sostenibilità e l’efficienza di RJ Barrett. Anche se in questa stagione le sue difficoltà potrebbero essere state un po’ troppo evidenziate, è lecito affermare che non abbia fatto il salto di qualità che tutti si aspettavano.

La crescita offensiva del canadese sembra essersi arrestata e le sue percentuali dalla lunga distanza non sono affidabili. Nell’ultimo mese, però, sembra aver invertito la rotta, almeno parzialmente; sta viaggiando a medie punti e percentuali al tiro inedite nella sua annate, e per le speranze dei Knicks è fondamentale che riesca quantomeno a mantenersi su questo livello con continuità.

Come lui, anche Julius Randle dovrà riuscire a confermarsi in post-season ai livelli mostrati in questa sorprendente annata. Nel suo continuo su-e-giù di questi anni, non è la prima volta che l’ex Lakers e Pelicans gioca una Regular Season ben oltre le aspettative; l’ultima volta ottenne addirittura il MIP, salvo poi, però, disputare una serie disastrosa al primo turno contro gli Hawks. Ora, è atteso alla prova del nove.

Più in generale, tutti i Knicks hanno fatto meglio di quanto previsto all’inizio dell’anno. Ora, la sfida è confermarsi una squadra competitiva anche al termine della Regular Season. Nessuno chiaramente si aspetta che quest’anno New York riesca a sollevare il Larry O’Brien, ma evitare il Play-In e dare battaglia ai Cavs nel primo turno sarebbe un soddisfacente punto di partenza per lavorare sul futuro di questo nucleo.