I Celtics dovrebbero tenere il loro cheat code?

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Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Ian Inangelo e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Bentornati alla serie “Scambio o non scambio”, in cui analizziamo se i Celtics dovrebbero confermare un determinato giocatore per la stagione NBA 2025/26. Se un giocatore è sotto la voce “Deal”, allora non dovrebbe essere confermato. Se la dicitura è “No Deal”, allora il giocatore dovrebbe essere confermato. Il prossimo è Kristaps Porzingis. In 42 partite stagionali, il lettone ha totalizzato 19.5 punti, 6.8 rimbalzi e 2.1 assist con il 48% dal campo, il 41% da tre e l’81% dalla linea di tiro libero.

Reduce dalla run del titolo dei Celtics, dove ha disputato solo sette partite di playoffs a causa di un problema fisico, Porzingis avrebbe dovuto saltare l’inizio della stagione 2025 per recuperare l’infortunio subito nelle finals NBA. Quando è rientrato il 25 novembre contro i Clippers, tutti erano entusiasti di vedere come Boston sarebbe tornata ad essere un’unità pienamente funzionante.

Questa unità non è durata a lungo. Il 28 febbraio Porzingis è stato escluso per una malattia che gli ha fatto saltare le successive sette partite di marzo. In seguito abbiamo appreso che questa malattia virale e la sindrome post virale che ne è seguita hanno influenzato il suo gioco al punto che non è riuscito a stare in campo per più di due minuti senza faticare a respirare durante il secondo turno dei playoffs dei Celtics contro i New York Knicks.

Kristaps Porzingis è un argomento molto controverso quando si parla di tifosi dei Celtics, a seconda di chi venga interpellato, ma la maggior parte delle persone vi dirà che questa stagione è stata a dir poco deludente. La mancanza di impatto in campo nei playoffs ha iniziato a far storcere il naso a tutti, ma nessuno è stato più frustrato di KP stesso.

Nell’intervista rilasciata dopo la sconfitta dei Celtics in gara 6, a Porzingis è stato chiesto quanto siano stati difficili gli ultimi mesi per lui. Ha risposto: “È quanto di più frustrante si possa immaginare. Solo per non essere in grado di aiutare di più la squadra. Soprattutto con l’uscita di JT, il fatto di non essere stato di grande aiuto fa male nel profondo”.

Nell’intervista di fine stagione Brad Stevens ha fatto un’affermazione simile quando gli è stato chiesto della malattia di Porzingis: “Non credo che nessuno sia stato più frustrato di luiPensavo che avesse davvero svoltato verso la fine della stagione regolare, quando siamo andati al Madison Square Garden, e anche al primo turno, ma poi, per qualche motivo, non si è sentito bene nella serie con i Knicks e non si è mai ripreso”.

Se si pensa a una trade per Kristaps Porzingis quest’estate, ci sono un paio di variabili diverse di cui i Celtics devono tenere conto. La prima è la salute. KP ha la reputazione di essere incline agli infortuni, è stato così per tutta la sua carriera, ed è sicuro che le squadre avversarie si chiederanno quante partite riusciranno a sfruttarlo.

Il secondo aspetto è il suo contratto. Porzingis dovrebbe guadagnare poco più di 30 milioni di dollari l’anno prossimo e con i Celtics che si trovano nel secondo apron, devono trovare una squadra che abbia abbastanza pezzi per pareggiarne lo stipendio. Secondo Brett Siegel di ClutchPoints, i Warriors sono interessati a un’eventuale trade di Porzingis perché l’idea di avere un simile unicorno piace dal 2023.

La mancanza di risorse dei Warriors significa che la spina dorsale di uno scambio tra Porzingis e Golden State dovrebbe includere Moses Moody, Buddy Hield e uno tra Trayce Jackson-Davis e Gui Santos per far quadrare i conti, e forse una scelta al draft. I Warriors sono disposti a mandare all’aria gran parte della loro profondità per un giocatore come Porzingis che non è tra i più affidabili?

Dopo aver definito i parametri di questo scambio, esiste un mondo in cui Porzingis possa rimanere ai Celtics la prossima stagione? Sì, è possibile. KP sta per concludere l’ultimo anno dell’estensione biennale da 60 milioni di dollari che Boston gli ha concesso al momento dell’acquisto e sarà free agent nella stagione 2026. Brad Stevens e la dirigenza dei Celtics potrebbero lasciare che Porzingis giochi la sua ultima stagione a Boston e lasciarlo partire per niente se i pacchetti di scambio non sono abbastanza appetibili?

Verdetto: scambiare (deal)

Per quanto si possa essere fan di Kristaps Porzingis e ricordare per sempre la sua prestazione in gara 1 delle Finals 2024, non si scorge un mondo in cui abbia senso che si trovi nei Celtics all’inizio della prossima stagione. Anche se il suo valore è ai minimi storici, e molte squadre in NBA sono alla ricerca di un centro di spessore, soprattutto nella Western Conference. I già citati Warriors, ma anche Lakers, Suns e molti altri sono alla ricerca di un lungo a ovest, quindi per certo Brad Stevens sarà in grado di completare una mossa che possa aiutare i Celtics in futuro.

Boston si sta anche concentrando sulla riduzione del monte ingaggi e tra i cinque giocatori più pagati della squadra, Porzingis è quello che ha prodotto meno nelle ultime due stagioni, pertanto quello di cui ha più senso liberarsi. Questo apre anche la porta ai Celtics per il potenziale ritorno di Al Horford e Luke Kornet, entrambi free agent in questa offseason.