Kobe Bryant voleva essere preparato per tutto, anche per i freestyle sul bus di squadra; a Shaq, ovviamente, non andava bene

Questo contenuto è tratto da un articolo di Aikansh Chaudhary per Fadeaway World, tradotto in italiano da Redazione Around the Game per Around the Game.


I Los Angeles Lakers sono forse la franchigia più iconica dell’NBA. Decine di incredibili superstar hanno giocato con la loro maglia nel corso dei decenni. E l’era di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal è considerata una delle migliori della storia dei gialloviola.


Kobe e Shaq hanno portato i Lakers verso un glorioso three-peat sotto la guida di Phil Jackson, imprimendo il loro nome nella storia della franchigia. E se non fosse stato per le divergenze create dagli ego dei due, avrebbero probabilmente potuto vincere altri titoli.

In mezzo a tutto il caos tra i due, ci sono anche diverse storie molto divertenti. Una di esse riguarda i freestyle abbozzati dai giocatori dei Lakers sul bus della squadra. Racconta Shaq:

Facevamo sempre rap sul bus, facevamo freestyle. Notavamo qualcosa e potevamo cominciare. Poteva essere qualsiasi cosa: un uomo con un grosso naso che porta a spasso il cane, un compagno di squadra con un brufolo…

Kobe stava lì a guardare. Si vedeva che voleva aggiungersi, ma si tratteneva. Forse temeva di non essere abbastanza bravo come rapper. Chi lo sa? Abbiamo speso molto tempo a chiederci cosa c’era sotto quella capigliatura afro che aveva

Kobe ha sempre dimostrato di voler sempre migliorare nelle cose in cui non era bravo. Ad esempio, imparò il tip tap per rafforzare le sue caviglie dopo l’infortunio subito durante le Finals 2000.

E anche se il rap freestyle non aveva nulla a che vedere con la pallacanestro, Shaq afferma che il Mamba diede il meglio di sè per migliorarsi:

Kobe era un ragazzo molto intelligente. Un giorno stavamo rappando sul bus, e all’improvviso comincia con un suo pezzo. Usava tutte parole difficili, e il rap in generale sembrava scritto. Quindi capimmo che scriveva rime a casa e provava a memorizzarle per usarle sul bus

Così fingeva di fare freestyle, ma ci metteva in mezzo roba metafisica. Gli dicevamo “Questo non è freestyle” e lui si metteva sulla difensiva e diceva “si lo è, è tutto inventato sul momento”. Quindi ridevamo tutti e dicevamo “Okay fratello”

E’ divertente immaginare un giovane Kobe provare a impressionare i compagni di squadra con abilità di freestyle.