FOTO: Bleacher Report

Non è la prima volta che Michael Jordan parla di LeBron James. Lo fece già in persona, per esempio, nel 2020, di fronte al pubblico parigino, quando dichiarò:

“È un giocatore incredibile. È uno dei migliori, se non il migliore al mondo. So che è una tendenza naturale quella di paragonare le epoche e continuerà ad accadere. Sono un suo fan. Mi piace guardarlo giocare. Come potete vedere, il nostro campionato sta iniziando ad arricchirsi di giocatori di grande talento, e credo che lui abbia lasciato il segno. Continuerà a farlo per un certo periodo di tempo, ma quando si iniziano i paragoni, penso che sia quello che è. È solo uno standard di misurazione. Lo prendo con le molle. Ma lui è senza dubbio un ottimo giocatore di basket.”

– FONTE: ESPN

Di recente, invece, a parlare per MJ è stato l’amico, l’ex giocatore NBA Jayson Williams. Quest’ultimo, All-Star nel 1998 con la canotta dei New Jersey Nets, ha riportato le parole che Jordan gli avrebbe riferito durante una partita di golf con lui e Charles Oakley, riguardanti la grandezza di LeBron James in ogni epoca. Williams ha provato inoltre a dire la sua sul GOAT debate, ma senza sbilanciarsi troppo a causa del “conflitto di interessi”:

“Epoche diverse. L’ho chiesto a Michael quando abbiamo giocato a golf circa cinque mesi fa e lui mi ha risposto: ‘LeBron James potrebbe giocare in qualsiasi epoca’.

Su un eventuale uno-contro-uno a 21 punti: “Quanto a me, prendo il “killer”, scelgo MJ! Ma è una partita combattuta, sono due dei migliori giocatori di sempre, e LeBron è davvero forte fisicamente.”

Sul GOAT debate: “Se dico MJ, LeBron potrebbe arrabbiarsi, e se dico LeBron, Michael e Charles Oakley si arrabbierebbero a loro volta. Non posso averla vinta in questa discussione, ho già avuto abbastanza problemi in vita mia!”.

– Jayson Williams

Una domanda destinata a rimanere senza risposta, e a prolungare all’infinito un dibattito perlopiù generazionale fra due campioni assoluti, vissuti purtroppo in epoche differenti. Quanto al rapporto fra i due, invece, LeBron James è stato abbastanza esplicito di recente:

Andiamo d’accordo, ma non ci parliamo. Penso sia perché io sto ancora giocando, sono ancora concentrato sulla mia carriera. Spero di poter parlare di più con lui quando mi ritirerò.

Nemmeno io e Kobe all’inizio avevamo un grande rapporto. Abbiamo legato un po’ alle Olimpiadi del 2008 e del 2012, ma eravamo sempre in competizione. Anche se lui giocava a Ovest e io ad Est. Anche se non ci siamo mai incontrati alle Finals, e una volta ho rovinato tutto io non battendo Orlando nel 2009. Il nostro rapporto è diventato davvero buono solo quando lui si è ritirato e io mi sono trasferito ai Lakers. Mi chiamava e parlavamo spesso, e veniva spesso a vedere le nostre partite.

Tutti conosciamo MJ anche se non conosciamo personalmente MJ. È più competitivo di chiunque altro. Finché deve vedermi correre per il campo con la numero 23 e sentire il mio nome accostato al suo, non vuole parlarmi.

Io indosso la 23 per lui. Per l’ispirazione che mi ha dato. Ero un bambino ad Akron in Ohio e non avevo molte fonti di ispirazione intorno a me. Lui era la mia ispirazione nell’ambito sportivo, e ne avevo bisogno.

– LeBron James