Dopo anni di fallimentari tentativi di costruire un progetto vincente, i Sacramento Kings avranno una grande opportunità da non sprecare al prossimo Draft.

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“Devi comprendere chi sei quando non sai chi scegliere”

Nella lottery dello scorso 17 maggio i Sacramento Kings hanno ottenuto la quarta pick e, prima di decidere quale giocatore scegliere, devono fare un esercizio degno di quello descritto da Massimo Pericolo in Sabbie d’Oro, ovvero interrogarsi su cosa siano oggi prima di capire cosa vogliano essere in futuro.

Poco prima della scorsa trade deadline, i Kings hanno forzato la mano per passare da squadra in ricostruzione ad aspirante contender con la trade Haliburton-Sabonis, ma quello che sono adesso in termini di vittorie, roster e cultura organizzativa li tiene lontanissimi dal loro obiettivo e il futuro è quanto mai incerto.

Assumendo che dopo le prime tre chiamate Banchero, Holmgren e Smith non saranno più disponibili (abbiamo parlato della “triade” QUI), e che i californiani decidano di conservare la scelta, SacTown si trova davanti a 3 possibili scenari.

Scenario 1: Keegan Murray

Sacramento decide di continuare la strada intrapresa con la trade di Sabonis e opta per (provare a) raggiungere i tanto agognati Playoffs. In questo caso, la scelta più logica ricadrebbe su Keegan Murray, il giocatore che rappresenta il miglior fit con il roster attuale e il più pronto a essere subito un buon role player in una squadra vincente.

Il fit è eccellente sia nella metà campo offensiva sia in quella difensiva. Partendo dall’ attacco, Murray è uno scorer efficiente che può aprire il campo e con il grande pregio di non avere molto bisogno della palla in mano. Queste caratteristiche ovviamente fanno gola a una squadra tra le peggiori nella NBA per percentuali da tre punti e con due giocatori ball dominant come Fox e Sabonis.

Nella sua seconda stagione a Iowa ha infatti tirato con il 40% dall’arco su 4.7 tentativi a partita, quasi sempre in situazioni di catch&shoot, da spot up o sul pick&pop, e ha mostrato una dimensione off ball interna davvero interessante. È bravissimo a generare situazioni di vantaggio e ricevere vicino al canestro grazie al suo movimento senza palla e alla sua forza fisica. Questa abilità è rispecchiata dalle sue percentuali al ferro, dove ha tirato con il 70% in stagione, e l’alto numero di liberi procurato ogni sera (5.4FTA a partita).

Anche nella metà campo difensiva Keegan sarebbe un toccasana per una squadra che ha avuto il quarto peggiore Defensive Rating nella scorsa stagione. La versatilità garantita dal suo corpo (6’8”, circa 203 cm), unita alla notevole wingspan (6’11 3/4”, circa 213cm), aiuterebbe a coprire alcuni dei buchi di sceneggiatura difensiva di Sabonis e a dare una capacità di cambiare maggiore a molti dei quintetti di coach Mike Brown.

Ovviamente ci sono anche delle ragioni per cui Murray non è il nome ideale per i Kings. La principale è il suo upside molto limitato rispetto ad altri prospetti che saranno ancora disponibili al momento della quarta chiamata, come probabilmente Jaden Ivey o Shaedon Sharpe. La sua shot creation e la creazione per i compagni sono la preoccupazione principale, e probabilmente non si svilupperanno mai abbastanza da farlo diventare un giocatore a capo di una squadra competitiva.

Scenario 2: Jaden Ivey

I Sacramento Kings tornano sui propri passi e continuano il processo di rebuilding, scegliendo il migliore giocatore “on the board”: Jaden Ivey.

Ivey è quasi unanimemente il quarto migliore giocatore del draft ma ha l’enorme problema di essere un pessimo fit per l’attuale roster. Due dei tre giocatori chiave di Sacramento, De’Aaron Fox  e Davion Mitchell, sono infatti guardie con pregi e difetti abbastanza sovrapponibili a quelli di Ivey, che ne limiterebbero quindi l’utilità all’interno della squadra.

Ivey è una guardia dinamica che fa della velocità il suo cavallo di battaglia. In particolare, il suo primo passo e la sua capacità di essere un’arma letale in transizione hanno impressionato durante la sua stagione da Sophomore a Purdue. Il suo primo istinto è attaccare il ferro, dove tira tanto e bene anche contro i contatti o in controtempo (64% al ferro in stagione), mentre ha ancora del lavoro da fare riguardo al tiro da fuori.

Sebbene tiri con un discreto 36% da tre in stagione, la sua meccanica non è del tutto convincente. Il rilascio è infatti ancora un po’ lento e basso, oltre alla brutta tendenza di spostare spesso in avanti la gamba destra, perdendo così equilibrio e solidità.

Ivey è anche un giocatore efficiente di pick&roll, sia da scorer attaccando il ferro, sia da passatore, ma a Sacramento rischia di avere ben pochi possessi a disposizione per mostrare questo lato del suo attacco.

Un’altra caratteristica di Ivey che non aiuterebbe i Kings è la sua mancanza di disciplina difensiva, che si andrebbe a sommare agli attuali problemi di squadra. Spesso commette errori di impazienza quando è sulla palla ed è distratto, talvolta svogliato, quando è lontano dalla palla. A livello di numeri, il suo impatto difensivo è il peggiore tra i migliori 5 prospetti (1.4 DWS, 1.6 DBPM).

Scenario 3: Shaedon Sharpe

I Sacramento Kings tornano (ancora) sui propri passi e continuano il processo di rebuilding, scegliendo questa volta un giocatore che rappresenti un progetto a lungo termine, un profilo high risk-high reward che potrebbe diventare tanto una stella quanto un third stringer. Il nome, in questo caso, è Shaedon Sharpe.

L’ex numero 1 della ESPN Top 100 dei prospetti liceali del 2022 non ha giocato neanche una partita in questa stagione e per questo è la grande incognita del Draft, ma i mezzi atletici e tecnici sono potenzialmente da prima scelta assoluta. Il suo corpo è élite anche per l’NBA, sia per taglia (6’6”, circa 198cm), con wingspan 6’11 ½” (circa 212cm), sia per “motor” e verticalità, e lo rende un prospetto intrigante in entrambe le metà campo.

Durante il suo ultimo anno di highschool ha anche mostrato le sue abilità come jump shooter e alcuni flash di self creation dal palleggio molto interessanti. A tutto questo, però, va messo un asterisco dovuto al livello della competizione, non paragonabile a quella NBA. Prima di essere realmente efficace come creatore dal palleggio al piano di sopra potrebbero passare degli anni, in cui Sharpe dovrà migliorare il ball handling, la solidità del suo tiro e la capacità di leggere una difesa schierata di alto livello. Nel suo anno da rookie è infatti probabile che venga usato parecchio off ball, sfruttando le sue abilità atletiche da tagliante e lob catcher.

Abbiamo menzionato prima come il suo atletismo intrighi anche nella metà campo difensiva. Sharpe ha infatti i piedi per stare con qualsiasi esterno e diventare un ottimo difensore sulla palla. Allo stesso tempo, dispone di taglia e forza per marcare giocatori fisici e con dimensione interna, potenzialmente dall’ 1 al 4.

Sharpe è forse il prospetto fuori dalla Top 3 con il potenziale maggiore all’interno del Draft, ma potrebbe avere bisogno di anni prima di sbocciare e rappresenta un rischio molto grande se selezionato così in alto. I Sacramento Kings, reduci da numerose scelte strategiche sbagliate negli ultimi anni, potrebbero essere restii a rischiare ancora e preferire prospetti più sicuri come Murray o Ivey.